Il 1° agosto 2025 segna una data significativa per la lotta contro il carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC), con l’introduzione di una nuova terapia di combinazione che promette di trasformare la pratica clinica. Questo cambiamento è stato annunciato dalla dottoressa Silvia Novello, direttrice della Struttura complessa a direzione universitaria di Oncologia medica dell’Ospedale San Luigi di Orbassano e professoressa all’Università degli Studi di Torino. La dottoressa ha sottolineato l’importanza di questa innovazione, che segna la prima nuova strategia terapeutica per il SCLC in due decenni, durante la Giornata mondiale del tumore al polmone.
Innovazione nel trattamento del carcinoma polmonare a piccole cellule
L’introduzione di un composto sintetico di origine marina rappresenta una vera e propria rivoluzione per i pazienti affetti da SCLC in stadio avanzato. Da oltre vent’anni, non si registravano sviluppi significativi in questo ambito, mentre per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) sono state implementate numerose innovazioni. Questo nuovo approccio terapeutico si distingue per la sua efficacia e un profilo di tollerabilità promettente. La dottoressa Novello ha evidenziato che, mentre per il NSCLC si sono visti progressi nella medicina di precisione e nell’immunoterapia, il SCLC ha sofferto di un vuoto terapeutico.
Lo studio IMforte, presentato a giugno 2025 all’ASCO, ha coinvolto circa 600 pazienti con SCLC in stadio esteso. I partecipanti, inizialmente trattati con il protocollo standard, hanno avuto la possibilità di continuare il trattamento con una combinazione di immunoterapia e il nuovo composto sintetico, a condizione che mostrassero una risposta o stabilità della malattia. Questo metodo innovativo offre una nuova speranza per i pazienti, che spesso ricevono una diagnosi tardiva, quando la malattia è già in fase avanzata.
Risultati promettenti e impatto clinico
I risultati dello studio IMforte sono stati incoraggianti. La dottoressa Novello ha dichiarato che la sopravvivenza libera da progressione (PFS) per i pazienti trattati con la combinazione è stata di 5,4 mesi, rispetto ai 2,1 mesi del gruppo che ha ricevuto solo immunoterapia. Anche la sopravvivenza globale (OS) ha mostrato un vantaggio significativo, con 13,2 mesi per il gruppo di combinazione contro 10,6 mesi per il gruppo di controllo. Questi dati indicano una riduzione del rischio di progressione della malattia del 46% e del rischio di morte del 27%.
Inoltre, i risultati ottenuti sono stati gestibili nella pratica clinica, il che rappresenta un ulteriore passo avanti nella lotta contro questa forma aggressiva di cancro. La dottoressa Novello ha concluso affermando che i risultati sono sicuramente incoraggianti, aprendo la strada a nuove possibilità di trattamento per i pazienti affetti da SCLC.
Questa nuova terapia di combinazione non solo offre speranza ai pazienti, ma rappresenta anche un significativo passo avanti nella ricerca oncologica, promettendo di cambiare le prospettive per la gestione del carcinoma polmonare a piccole cellule.