L’Agenzia delle Entrate chiarisce le condizioni per ottenere lo sconto fiscale sui contratti di locazione.
Un aiuto concreto per i giovani che vivono in affitto arriva direttamente dalla normativa fiscale. L’Agenzia delle Entrateha recentemente ribadito i requisiti per accedere al bonus affitto under 31, una detrazione fiscale pensata per sostenere chi ha lasciato la casa dei genitori e affronta le spese di un contratto di locazione. Il beneficio, regolato dall’articolo 16 del TUIR e modificato dalla legge di Bilancio 2022, consente ai giovani in possesso di determinati requisiti anagrafici e reddituali di ottenere un vantaggio economico fino a 2.000 euro all’anno.
La misura ha lo scopo di agevolare l’autonomia abitativa, in un contesto segnato dall’aumento del costo della vita e dalla mancanza di alloggi a prezzi accessibili nelle grandi città universitarie e nei centri urbani più dinamici. Per non perdere il diritto al bonus, è però necessario rispettare alcune condizioni ben precise.
Chi può ottenere il bonus affitto e a quanto ammonta
Il primo requisito riguarda l’età: possono accedere alla detrazione fiscale i giovani con età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti. La legge prevede che il beneficio venga riconosciuto solo per i primi quattro anni del contratto di locazione e solo se si tratta della prima casa, diversa da quella dei genitori o di chi esercita potestà.

Il secondo vincolo è il reddito complessivo, che non deve superare i 15.493,71 euro annui. Serve anche un contratto di affitto regolare, non transitorio, riferito all’intera unità immobiliare o a una porzione di essa, come nel caso delle stanze singole, spesso scelte dagli studenti. L’immobile affittato deve essere la residenza anagrafica dell’inquilino.
L’importo della detrazione è pari a 991,60 euro all’anno oppure, se più favorevole, al 20% del canone annuo, con un tetto massimo di 2.000 euro. Questo vantaggio può essere richiesto per ogni anno in cui si mantengono i requisiti, ma va verificato di anno in anno, come specificato dall’Agenzia delle Entrate già nella circolare n. 34/E del 2008.
Nel caso di contratto intestato a più persone, la detrazione è riconosciuta solo alla quota spettante al conduttore che rispetta tutte le condizioni. Se, ad esempio, uno solo dei coinquilini ha meno di 31 anni e un ISEE sotto la soglia, solo lui potrà detrarre la sua parte di canone.
Le novità introdotte dalla legge di Bilancio e i controlli annuali da fare
Dal 2022 il beneficio ha subito alcune modifiche importanti. Il limite di età per ottenere la detrazione è stato alzato da 30 a 31 anni non compiuti, ampliando così la platea dei potenziali beneficiari. È stato inoltre esteso anche il diritto alla detrazione per i contratti relativi a una porzione di immobile, come stanze in affitto, e prolungato il periodo agevolabile, passato da tre a quattro anni.
Ma il beneficio non è automatico: chi fa domanda deve poter dimostrare ogni anno di rientrare nei parametri richiesti. Questo significa che reddito, età e residenza devono essere verificati per ogni periodo d’imposta, e non solo nel primo anno del contratto. Se in uno degli anni successivi il reddito supera il limite, o l’età non rientra più nella fascia prevista, la detrazione non sarà più riconosciuta.
Un dettaglio importante riguarda la gestione fiscale del beneficio: la detrazione viene applicata in dichiarazione dei redditi, per cui chi ha i requisiti dovrà compilare correttamente il modello 730 o il modello Redditi Persone Fisiche. In caso di controlli, sarà necessario presentare la documentazione del contratto, la residenza anagrafica e l’attestazione dei redditi percepiti.
Con l’aggravarsi della crisi abitativa per i più giovani, questo strumento fiscale rappresenta una delle poche misure strutturate per favorire l’indipendenza economica. Ma per poterlo sfruttare davvero, è fondamentale conoscere le regole, monitorare i propri dati fiscali e agire in tempo.