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Il nostro portale
... una volta questa compagnia, o questa strada,
aveva un perimetro imponente,
imponente dal punto di vista della robustezza delle mura
e dal punto di vista del suo slancio estetico.
Nulla di più bello e di più affascinante, nelle lontane epoche,
più del monastero.
Le mura erano difese da nemici anche fisici,
la bellezza della sua architettura aveva un solo rivale:
la bellezza del canto e della preghiera che in quelle mura si faceva.
Ora la cosa è diventata più spirituale,
ora la cosa è diventata più sottile, sembra più inconsistente;
non ci sono più quelle mura di un metro e più di profondità,
non ci sono più quelle volte, quegli spazi che da soli attiravano l'anima,
non c'è più quel suggerimento affascinante
del canto e della preghiera regolare.
C'è una compagnia, quella fra di noi, la nostra amicizia,
una compagnia in cui tutto quanto
dipende dalla volontà dei componenti.
Questa compagnia deve sostituire quelle mura,
deve rintracciare l'eco di quei canti, di quelle preghiere,
deve saper ispirare uno sguardo che faccia percepire
almeno in qualche modo
l'attrattiva fisica di Dio nella sua realtà dentro il mondo,
l'attrattiva del segno di Cristo,
quell'attrattiva che è segno di Cristo. (don Luigi Giussani)
La nostra è un'epoca di crisi. La crisi della stessa civiltà, cioè la crisi dei fondamenti o del fondamento del vivere. Del fondamento grazie a cui la vita dell'uomo non è dispersa o somiglia al nulla. Il fondamento grazie al quale la vita dell'uomo non è mera fragilità o pura incosistenza. A tutto vantaggio del Potere.
Confessiamo che questa crisi ha un tratto caratteristico: l'allontanamento dalla memoria cristiana. Come un rifiuto più o meno consapevole, come un rinnegamento anche incosciente della memoria cristiana.
E la «memoria» non è solo o innanzitutto un ricordo, ma la continuazione di una vita. La memoria è il riconoscimento di una Presenza.
Perciò senza questa memoria non può esservi vita autentica, vita autenticamente umana. Non può esservi piacere per la vita dell'uomo. Può esservi solo potere e menzogna.
L'oblio della memoria è il più grave crimine, perché da questa assenza deriva ogni male, ogni utopia e ogni violenza.
Questa presenza che si fa memoria è l'unica vera tenerezza che questa storia ha goduto.
E questa tenerezza è anche all'origne dell'opera sviluppata in questo sito. Un'opera certamente piccola, ma che appartiene ad una grande vita e ad una grande storia.
L'immagine che meglio rende ciò che, nel nostro piccolo, svolgiamo con il sito StoriaLibera è quella del monastero. "Nulla di più bello e di più affascinante" delle mura del monastero, lì dove si è come abbracciati da quella memoria e se ne trasmette lo splendore attraverso "la bellezza della sua architettura".
StoriaLibera.it è una minuscola comunità di persone che, come i monaci in un monastero, sono dentro questa memoria; di essa vivono e, senza quasi accorgersene, ne conservano e ne trasmettono i riflessi umani.
Questi riflessi costituiscono "la bellezza della sua architettura". Costituiscono, cioè, la verifica sperimentale della verità umana del Fatto cristiano.
Ed anche quando la memoria di questo Fatto dovesse apparire "sottile" ai più, non per questo sarà meno attraente per chi ne sperimenta l'appartenza.
StoriaLibera.it come un monastero...
Dicevamo che per descrivere cos'è questo nostro lavoro su Internet occorre pensare al monastero. Ad un monastero dove l'amore si legge nello stupore per il presente e nella sollecitudine per il futuro. Presente e futuro carichi di una linfa dimostrata da attenzione per un passato che richiama la memoria sempre feconda.
Occorre pensare al monastero, dunque, per descrivere cos'è StoriaLibera. E, nel monastero, i luoghi che meglio rappresentano la vocazione del nostro lavoro su Internet sono la biblioteca e lo «scriptorium»: i luoghi dove si esercita la carità della trasmissione del sapere, della tradizione, della civiltà.
Una carità esercitata quasi sempre in modo silenzioso ed anonimo; non raramente anche con l'inconsapevolezza per la preziosità della propria fatica; sempre, comunque, con la certezza di non essere mai soli, ma di partecipare ad una vita che nella storia dell'uomo continua ad essere la più insostituibile Presenza.
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