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Quando non c’era il termine: ”europei”, gli abitanti dell’Europa, allora estesa anche ad alcune province dell’Impero romano, venivano chiamati: “i cristiani”. Ed in realtà erano un popolo solo, legato dalla comune cultura classica, trasformata dal messaggio del Cristo, affiatato dall’incontrarsi sulle vie di pellegrinaggio: gente in cammino verso Santiago, Roma, Gerusalemme. Su queste strade, incontrandosi e soccorrendosi, verificavano la fede comune, ed insieme si scambiavano informazioni di tutti i tipi: il calzolaio sceso dal Nord imparava le tecniche del calzolaio siciliano, che a sua volta scopriva i “trucchi del mestiere” del compagno nordico, il menestrello imparava leggende e canzoni che avrebbe poi diffuso al suo ritorno. Per questo motivo il Consiglio d’Europa ha dichiarato nel 1989 il “Cammino di Santiago” primo itinerario culturale europeo; e prima che deludere, stupisce il fatto che , nella sua Costituzione, l’Europa non abbia voluto ricordare le proprie radici cristiane. Radici che sono documentate anche dalle tracce lasciate dai milioni di pellegrini che l’hanno percorsa, arricchendola con chiese, cappelle, croci , affreschi, bassorilievi che fungevano, nel Medioevo, da vere e proprie segnalazioni stradali. Ed io non Vi invito a discutere di questa antica “Europa dei pellegrini”, ma ricercare ed a segnalare le tracce del loro passaggio nei secoli. Se aprirete gli occhi ne scoprirete nei toponimi, negli archivi parrocchiali, nei quadri delle chiesette o dei refettori degli antichi conventi: segnalatecele, arricchiremo di dettagli la mappa degli itinerari sacri. Grazie! Elena Manzoni di Chiosca
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