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Cari Amici, mi permetto di intervenire anche se il titolo stesso "cosa significa democrazia" è tale da far tremare le vene e i polsi. Vorrei riprendere un concetto di Churchill, uomo di notevole cinismo, ma di grande intelligenza, che definiva la democrazia come un pessimo sistema, ma da usare perchè non ce ne sono altri migliori. E' ovvio che se riduciamo la democrazia a "governo della maggioranza" avremo il perverso risultato per cui l'opinione di dieci imbeccilli vale più di quella di nove intelligenti. Ergo, dobbiamo ampliare il nostro discorso sui contenuti. Qui la strada si fa rischiosa, perchè ognuno ha i suoi contenuti da proporre, sicché abbiamo la comica di personaggi come Pannella, che da una vita rappresenta una manciata di elettori, però si è autonominato "coscienza critica del Paese". Ma come lui, molti altri. Adesso assistiamo al paradosso di un partito che deve ancora nascere - il Partito Democratico - ma che è già in grado di dire che sarà la vera notivà, salvezza, verità, ecc. E io mi permetto, dopo anni e anni di studi storici e politici, di chiedere a qualche amico nel Forum se, per caso, ha capito il programma del Partito Democratico. Io no; e ho la piccola presunzione di non essere del tutto impreparato. Ma, prima di tornare sul discorso dei contenuti, vorrei fare alcune considerazioni: - mi fa molta tristezza vedere che l'argomento più ricorrente per alcuni amici di sinistra è Berlusconi. Mi viene da chiedere: ma signori, oltre che odiare e detestare Berlusconi, cosa avete di positivo e costruttivo da proporre? Il Governo attuale è retto - diciamo così - da una coalizione - chiamiamola così - che aveva un solo punto in comune: uccidiamo Berlusconi, sbudelliamolo, disperdiamone le ceneri al vento. Boh. Mi pare poco, e del resto i risultati finora ottenuti da questa "maggioranza" (un po' dubbia, mi si dia atto...) parlano da soli. Si sta molto, ma molto peggio di prima; - io andrei molto cauto su discorsi moralistici circa la non ammissibilità in Parlamento dei pregiudicati. E mi spiego: dovrebbe esserci piuttosto una capacità di valutazione di opportunità politica, a impedire la candidatura di certi figuri. Ma la sensibilità dei nostri politici... lasciamo perdere. In certi casi, è addirittura chiara la provocazione, come quando si intitola una sala della Camera (presieduta da cachemire - Bertinotti) a quel Giuliani che, comunque la si voglia mettere, si è beccato una pallottola mentre cercava di accoppare un carabiniere. Se un nostro amico di sinistra si vede davanti un figuro che ha in mano un oggetto di 12 - 20 kg (a seconda della capacità) e glielo vuole scagliare in testa, che fa? Apre un tavolo di trattative? Anni fa il solito Pannella fece eleggere in Parlamento una Ilona Staller: ossia una prostituta, seppur esercitasse la nobile arte sotto i riflettori e con le cineprese in azione. Insomma, di squallori ne abbiamo e ne abbiamo avuti. Ma se vogliamo proprio difendere l'opportunità di non candidare ed eleggere persone che hanno avuto guai con la giusitizia, attenzione che la strada è irta di pericoli. E mi spiego: - la Magistratura. Solo un angioletto che crolli dal cielo e caschi in Italia può dire che la nostra Magistratura è affidabile, indipendente, lontana da ideologie. Certo, magistrati bravi ce ne sono, e tanti, ma laddove inziano le cause che vedono implicati personaggi "di spicco", ne abbiamo viste di cotte e di crude. Proviamo a fare il conto su come è finita Tangentopoli: un numero di processi ridicolo in confronto alle tonnellate di inchieste aperte. E che dire delle notizie che filtrano ai giornali in modo mirato? E dei processi che durano secoli, in modo da tenere per un'eternità una persona in bilico? Con una magistratura di questo livello, mi pare un po' ipocrita esporre la fedina penale - o anche solo i processi in corso - come attestato, o meno, di moralità. Da modesto storico, vorrei ricordare che non siamo mai stati così in basso come amministrazione della Giustizia. Mussolini, che pur era un tantino dittatore, ebbe bisogno di costruirsi una magistratura "fascista" (il Tribunale Speciale), perchè nei magistrati di carriere era ancora vivo il senso dell'onore, del predominio della legge, dell'indipendenza. Altri tempi... - Ergo, se torniamo alla base più elementare della democrazia, cioè il voto popolare, perchè la maggioranza che voti Berlusconi è scema, influenzata, impreparata, e laddove invece voti a sinistra è matura, formata, cosciente? E, per favore, non continuiamo con la balla delle "influenze mediatiche". Vogliamo ricordarci l'overdose di personaggi di sinistra che da anni ci viene fornita dalle televisioni, ivi comprese quelle del Berlusca?
Insomma, mi pare che per ora stiamo avvitandoci un poco. Se ammettiamo che la maggioranza vinca, dobbiamo anche ammettere che possa vincere un Berlusconi. Altrimenti, entriamo in quei giudizi di contenuti e imbocchiamo un sentiero minato, perchè, mi chiedo, chi li stabilisce i contenuti? Chi ha la Verità in mano? E allora, in politica, rassegnamoci al fatto che comandino gli elettori. E se in futuro, più o meno prossimo, gli elettori manderanno Prodi a coltivare patate (con orrendi rischi per questo ottimo alimento...), che faremo? La rivoluzione? C'è un solo contenuto, uno solo, che mi piacerebbe fosse da tutti accettato: il rispetto per l'uomo. Guarda caso, discende dalla tradizione cristiana (a tal proposito non c'è bisogno di studiare il catechismo, basta studiare la Storia).
Sarebbe già un bel punto di partenza. Ma attenzione, un punto di partenza da proporre agli elettori: poi, piaccia o meno, dovranno giudicare loro.
Sono già stato un po' troppo lungo, e chiedo scusa. Ma varrà la pena tornare in argomento.
un caro saluto a tutti
Paolo Deotto
_________________ Paolo Deotto http://www.deotto.blogspot.com/
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