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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Brigantaggio: musica, cinema, arte, teatro, letteratura
MessaggioInviato: 29/05/2007, 14:53 
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Iscritto il: 18/03/2007, 13:09
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Proviamo a fare un censimento di tutto ciò che ha ricordato le vicende dei «briganti» nella musica, nel cinema e in televisione, nell’arte, nel teatro, nella letteratura, ecc.

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 Oggetto del messaggio: Re: Brigantaggio: musica, cinema, arte, teatro, letteratura
MessaggioInviato: 29/05/2007, 15:57 
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Iscritto il: 18/03/2007, 13:09
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Mel Gibson e la guerra cafona

Adnkronos (Roma - novembre 2006)
Quasi in incognito, Mel Gibson è tornato in Basilicata, sui luoghi dove girò "The Passion". Con un nuovo interesse, però: raccontare la ''resistenza stracciona'' dei briganti contro il Regno d'Italia e il Risorgimento.

A dare la notizia del progetto cui starebbe lavorando il regista australiano, è l'ultimo numero del mensile "Il Messaggero di Sant'Antonio" la pubblicazione dei frati della celebre basilica di
Padova.

Cappello calcato in testa e grandi occhiali scuri, come se non volesse farsi riconoscere, Mel Gibson è stato visto aggirarsi negli stessi luoghi in cui ha girato "The Passion", in Lucania. Altri lo hanno scorto, confuso tra la folla, nel parco della Grancia, a una quindicina di chilometri da
Potenza, mentre assisteva allo spettacolo "La storia bandita", che rievoca le imprese dei briganti contro l'occupante piemontese.

Dietro tanta riservatezza c'è probabilmente un vecchio progetto già accarezzato da Gibson dopo "Braveheart" e "Il patriota": una storia legata al cosiddetto brigantaggio meridionale che, con la sua epopea di guerra di popolo si inserirebbe nella stessa linea ideologica dei due film
precedenti.

In più, rispetto alle due pellicole citate, si aggiungerebbe la polemica del cattolico tradizionalista Mel Gibson contro le forze laiciste anticattoliche che tanta parte ebbero nel Risorgimento italiano, che lo storico Denis Mack-Smith non esitò a definire ''guerra civile''.

C'è chi giura di aver visto fra le mani di Mel Gibson un libro che non lascerebbe alcun dubbio sulla natura delle sue ricerche: "La guerra cafona" di Salvatore Scarpino (Boroli editore). Se poi si vuol dar credito anche a voci che circolavano sul set di "The Passion", in tutta questa storia entrerebbe anche Carmine Crocco, l'ex sottoufficiale dell'esercito meridionale divenuto capo dei briganti "legittimisti" (fedeli al loro Re), che con le sue tattiche di guerriglia tenne in scacco per anni le armate piemontesi, tanto da far parlare di "Vandea italiana". Crocco morì in carcere nel 1905.

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 Oggetto del messaggio: Re: Brigantaggio: musica, cinema, arte, teatro, letteratura
MessaggioInviato: 25/06/2007, 18:29 
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Iscritto il: 07/06/2007, 16:44
Messaggi: 14
"E li chiamavano briganti" è un film di Pasquale Squitieri del 1999 di taglio decisamente anti-risorgimentale e filo-borbonico.
Molto difficile trovare informazioni e recenzioni in quanto il film non ha riscosso grande successo di pubblico.


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 Oggetto del messaggio: Re: Brigantaggio: musica, cinema, arte, teatro, letteratura
MessaggioInviato: 04/10/2007, 13:09 
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Il prof. Ciro Romano dell'Univ.di Napoli "Federico II", moderatore del forum sul "Risorgimento",
terrà un Corso sulla "STORIA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE".

Il corso avrà inizio il giorno mercoledì 17 ottobre 2007.
Le lezioni avranno cadenza settimanale (ogni mercoledì dalle ore 18 alle ore 19)
e si terranno
presso la Fondazione Humaniter di Napoli
Piazza Vanvitelli 15 - 80129 Napoli (tel. 081-5780153)

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 Oggetto del messaggio: Re: Brigantaggio: musica, cinema, arte, teatro, letteratura
MessaggioInviato: 22/07/2010, 6:52 
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Iscritto il: 18/03/2007, 13:09
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Ieri sera abbiamo assisitito alla proiezione del film di Pasquale Squitieri "Li chiamarono... briganti!" (1999).
Al film è seguito un vivace dibattito...

viewtopic.php?p=14490#p14490

Dato che il film è introvabile, consiglio, per poter vederlo, di scaricarlo dalla rete

Dalla home page di StoriaLibera:
http://www.youtube.com/watch?v=oSqcbIeD ... re=related
http://www.youtube.com/watch?v=uKSd0lMZ ... re=related
testo: http://www.storialibera.it/epoca_contem ... hp?id=3786
Il canto finale del film di Squitieri http://video.libero.it/app/play?id=f266 ... 65b337f070
(sto trascrivendone le parole)

v. in StoriaLibera: http://www.storialibera.it/epoca_contem ... gantaggio/

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 Oggetto del messaggio: Re: Brigantaggio: musica, cinema, arte, teatro, letteratura
MessaggioInviato: 13/02/2012, 15:54 
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Iscritto il: 18/03/2007, 13:09
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Da una mail della Libreria Ar. Sogg.: Il brigante Carmine Crocco

Brigantaggio e controrisorgimento: minima selezione libraria
http://www.libreriaar.com/catalogo-dell ... gory_id=18

Il brigante Carmine Crocco tra film revisionista e fiction tv.

Approfittando della mini serie realizzata dalla Rai che verrà trasmessa tra stasera e domani sera, segnaliamo anche il film realizzato, nel 1999, da Squittieri, sempre dedicato alla figura del brigante Carmine Crocco; il film alla sua uscita fu subito sospeso perché accusato di revisionismo storico:

"Li chiamarono... briganti!" è un film storico diretto nel 1999 da Pasquale Squitieri, incentrato sulle vicende del brigante lucano Carmine Crocco e della sua banda. Venne subito sospeso nelle sale di proiezione ed è, attualmente, di difficile reperibilità. Ciononostante, il film è divenuto un importante punto di riferimento per i sostenitori del revisionismo risorgimentale, inoltre ha riscosso un grande successo in alcuni convegni e università.

Trama

Con la caduta del Regno delle Due Sicilie e la sua annessione al regno dei Savoia, il sud Italia viene logorato da un sanguinario scontro che vede contrapporsi l'esercito sabaudo fedele al re Vittorio Emanuele II e gruppi di insurrezionalisti, composti perlopiù da braccianti disperati e nullatenenti (etichettati "briganti" dai piemontesi) e militari del decaduto regno borbonico. Tra i rivoltosi del meridione si distingue Carmine Crocco, un popolano originario di Rionero in Vulture.Tornato al proprio paese, Crocco scopre che il potere ha sempre la stessa faccia: con il nuovo governo sabaudo, la situazione economica e sociale non è affatto cambiata e la classe dominante ha le mani libere per speculare ed opprimere la gente, vedendo un profondo disagio negli occhi dei suoi compaesani. Carmine, già ricercato per aver ucciso un uomo che aveva umiliato sua sorella, ha combattuto con Garibaldi, sperando di ottenere l'amnistia e un posto nella Guardia Nazionale Italiana come promesso dal nuovo governo. Ma la parola non viene mantenuta e Carmine è rinchiuso in carcere ma con l'aiuto della chiesa viene subito liberato.Crocco è amareggiato per la promessa mancata del nuovo governo e il clero locale, vedendo in lui una grande dote di leader, lo convince a diventare il capo della resistenza antiunitaria. Sposando la causa dei Borbone, Crocco forma un esercito composto prevalentemente da persone disagiate e con l'appoggio dei suoi ausiliari Ninco Nanco, Caruso e la sua consorte Filomena, conquista varie città della sua zona, tra cui Rionero e Melfi, in nome del re Francesco II. Le sommosse provocate dal brigante preoccupano il nuovo governo e così viene incaricato il generale Enrico Cialdini di eliminare il brigantaggio con la forza e ripristinare l'ordine. Cialdini ordina l'arresto dei briganti e di chiunque avesse rapporti con loro, impone stermini di massa (ove non vengono risparmiati neanche donne e bambini) e sequestri di beni di prima necessità per il popolo.

I suoi metodi crudeli vengono contestati dal caporale dei carabinieri Nerza, sebbene costretto ad obbedire agli ordini superiori, ma ciò non distoglie Cialdini dal suo obiettivo. Nel frattempo, Crocco riceve il generale spagnolo José Borjes, mandato dal generale borbonico Tommaso Clary per conto di Francesco II, con l'obiettivo di trasformare la banda del brigante in un vero e proprio esercito. Tra i due però i rapporti sono pessimi e il sodalizio durerà poco, poiché Carmine teme che Borjes possa prendere il controllo dei suoi uomini e così decide di interrompere la collaborazione con il generale. Intanto Caruso sparisce all'insaputa di tutti, costituendosi presso le autorità sabaude e sperando in un provvedimento di misericordia nei suoi confronti. Essendo a conoscenza dei rifugi e delle tattiche dei briganti, Caruso rappresenta un componente essenziale per infliggere un duro colpo alle bande e così viene affidato al caporale Nerza per condurre i soldati piemontesi nel loro covo. Il suo tradimento porta alla decimazione dei gruppi di cui era parte e molti dei suoi ex compagni d'armi, compreso Ninco Nanco, vengono eliminati. Davanti ad una battaglia persa, per Carmine l'unica via per mettersi in salvo è la fuga.

Curiosità sul film

È prettamente un film revisionista, volto a raccontare un'altra versione dei fatti avvenuti poco dopo il Risorgimento, in special modo nel meridione. Gli eventi narrati forniscono un quadro generale della situazione nell'immediato periodo posteriore all'unità, dove vengono illustrate in maniera cruda le atrocità che l'esercito piemontese perpetrò nei confronti delle popolazioni lucane. Tra queste: stupri, eccidi di massa compiuti in nome del diritto di rappresaglia e decapitazioni di alcuni briganti, le cui teste furono messe in mostra per intimorire le popolazioni locali. Quest'episodio fa riferimento ad una pratica effettivamente utilizzata durante la repressione del brigantaggio, documentata attraverso testimonianze fotografiche e bibliografiche. Inoltre Squitieri mette in luce altri aspetti di questa controversa pagina storica come i contatti tra governo sabaudo e criminalità organizzata per acquietare le rivolte e le conseguenze negative dell'unità d'Italia che si abbatterono nel sud della penisola: la questione meridionale e l'emigrazione.

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 Oggetto del messaggio: Re: Brigantaggio: musica, cinema, arte, teatro, letteratura
MessaggioInviato: 15/02/2012, 9:45 
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"La guerra civile ridotta a una farsa"
di Giordano Bruno Guerri
in "Il Giornale", 14 febbraio 2012

Disastrosa la fiction su Carmine Crocco, ribelle anti-Savoia: sembra una telenovela, fraintende la storia ed è inverosimile

Immaginatevi un brigante - ovvero un contadino meridionale del 1863 - impegnato a combattere contro l’esercito «piemontese». Vive sui monti, beve acqua di ruscello, mangia quel che riesce a razziare, dorme in caverne o in capanne di frasche; si lava, quando va bene, ogni qualche settimana. Lo stesso, le loro donne, le brigantesse, impegnate più a combattere e a morire che a cucinare per i loro uomini.

Ebbene, come ve li siete immaginati? Sporchi, laceri, inselvatichiti dagli stenti, dalle malattie, dall’abbrutimento della vita nei boschi, graveolenti, tracagnotti com’era un meridionale di allora, almeno dieci centimetri più basso della media di oggi? Errore: essi erano alti e snelli come vichinghi, avevano abiti lindi e sgargianti da pubblicità di un detersivo capace di ben proteggere i colori anche nella centrifuga, unghie linde e tanto curate da fare invidia a un ginecologo, le donne non trascuravano il tratto di rimmel e i briganti più importanti non si negavano neppure le méches su capigliature setose e ondivaganti.

Se non ci credete, siete poco informati, ovvero non avete visto - ieri e l’altro ieri - Il generale dei briganti, sceneggiato televisivo in due puntate sulla vita e le imprese di Carmine Crocco, trasmesso da Rai Uno e presentato come l’evento finale, in televisione, delle celebrazioni per i 150 d'Italia.

Si badi bene, l’aspetto - da telenovela o da fotoromanzo anni Cinquanta - che avevano gli attori, non è il peggio che si possa dire del programma. Né il peggio sono i salti temporali senza senso e logica (neppure quella di servire la narrazione), i colpi di scena da fogliettone balzacchiano senza Balzac, come la mai avvenuta fuga di Crocco da un plotone di esecuzione, e neppure la banalità dei personaggi stereotipati: il padrone cattivo, il figlio del padrone cattivo e *******, il re fesso, e tutti i meridionali - anche i lucani protagonisti della storia - che parlano in un vago napoletano, con venature di siciliano.

No, il peggio è che si è persa un’occasione per diffondere almeno un accenno di verità storica. Ma come? L’aspetto più importante, dal punto di vista storiografico, del 150° anniversario, è che molti storici e saggisti si sono messi d’impegno per togliere il velo, anzi il sudario, di retorica patriottarda (non patriottica) al Risorgimento, per restituircelo intero, non meno importante perché realistico e oggettivo. La scoperta più notevole portata a chi legge è che fra il 1860 e il 1865, in tutto il centrosud peninsulare, si combatté una vera guerra civile. Una guerra civile fra meridionali ribelli all’Unità e esercito nazionale, ovvero - così veniva chiamato - «piemontese». Come tutte le guerre civili fu crudelissima, con più caduti fra i militari che nelle tre guerre d’indipendenza messe insieme, e almeno centomila morti fra i meridionali, un’ecatombe. Fu una guerra dovuta a promesse non rispettata (quella di Garibaldi di dare terre ai contadini) e alla ribellione di chi poteva rinunciare alla libertà, ma non alle proprie tradizioni, per assumere quelle del vincitore.

Ebbene, di tutto ciò, del succo della storia, c’è poca traccia nel Generale dei briganti. Il popolo televisivo - bue presunto, di certo cornuto e mazziato - viene colpevolmente informato con degli abusati clichès: i terroni, si sa, sono rozzi ma anche passionali e le origini del brigantaggio furono qualche aggressione sessuale, qualche prepotenza di signorotto, la reazione di qualche guappo più guappo degli altri. Come Carmine Crocco, biondino mechato e guappo buono che, oggi, darebbe la caccia ai produttori del film a lui dedicato. E non avrebbe torto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Brigantaggio: musica, cinema, arte, teatro, letteratura
MessaggioInviato: 25/02/2012, 11:13 
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"Così la RAI ha tradito i briganti". Intervista a Francesco Pappalardo
http://www.identitanazionale.it/inso_1017.php


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 Oggetto del messaggio: Re: Brigantaggio: musica, cinema, arte, teatro, letteratura
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IL GENERALE DEI BRIGANTI: LA FICTION DELLA RAI STRAVOLGE LA REALTA'
Il vero Crocco (che non parlava napoletano) incarnò le aspirazioni della povera gente grazie alle sue esaltanti vittorie contro il violento e oppressore esercito piemontese.
Autore: Antonio Giuliano - Fonte: La Bussola Quotidiana
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2165


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