il Cireneo ha scritto:
Quale allora sarà l’immagine antropologica del futuro? Quella di un uomo formica al servizio dello stato post-nazionalistico? Quella di un “attaccapanni”, forma senza essenza? Quella che lo vede schiavo della democrazia o di una Umma? Oppure ci sarà finalmente un’autentica presa di coscienza, che la migliore forma antropologica è quella che prevede il progresso del singolo e non della società?
Sembra che il sistema, preso come massa informe di tendenze e filosofie rese quì, per comodità, omogenee e basate sulla fede assoluta nel valore del metodo scientifico, affronti lo sviluppo delle conoscenze e delle possibilità dell'uomo verso la natura, come gli scolastici affrontavamo i discorsi sulla trinità, sugli angeli, o altre questioni religiose: portandolo al limite, per vedere se regge. Solo che il discorso non si limita ad una lodevole operazione logica ma coinvolge appunto persone: feti, disabili, malati; avvicinandosi pericolosamente a volerne decretare il destino. Di questo soverchio, all'uomo, preso come monade, non resta neppure il consolo della preghiera, spazzata via come qualcosa da nascondere, una questione privata e, l'unica libertà che gli resta è quella del "produci consuma crepa..."
Non può essere tutto qui, non solo questo, io ne ho terrore.