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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Patrimoniale: il caso ICI
MessaggioInviato: 04/12/2011, 10:48 
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Iscritto il: 03/05/2007, 14:56
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Mi chiedo: la Chiesa sempre attenta agli "ultimi", si rende conto che, fornendo un fondamento etico e morale ad una tassa iniqua quale l'Ici, si rende complice del "potere", proprio contro gli ultimi?
La cosa spiace, molto, perchè l'ultimo baluardo della libertà nei confronti del potere tirannico, la Chiesa, sembra tradirci....


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 Oggetto del messaggio: Re: Patrimoniale: il caso ICI
MessaggioInviato: 04/12/2011, 12:52 
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Iscritto il: 18/03/2007, 13:09
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La news n. 619 (dic/1 - 2011) di StoriaLibera rilancia la discussione:

Se torna l'ICI, la prima a dover pagare è la Chiesa
Se è una tassa giusta, la Chiesa paghi!


Nessuno (neanche il proprietario del castello più grande del mondo) deve pagare, semplicemente perchè la tassa sul patrimonio è iniqua.
Ma se gli uomini di Chiesa ritengono che la patrimoniale sia la via per il risanamento, allora inizino a pagare l'ICI.

È la proprietà che insegna «il senso di risparmio, il confronto fra il presente e l’avvenire, il senso di continuità e di conservazione, la volontà di indipendenza e un preciso senso della famiglia» (Wilhelm Röpke).
«I collettivisti [...] comprendono che la proprietà privata può essere confiscata per mezzo delle imposte non meno che con la espropriazione» (Barry Morris Goldwater).



I primissimi commenti

1.
From: ra...xx
To: news@storialibera.it
Sent: Saturday, December 03, 2011 11:34 PM
Subject: R: SL news 619 - dic/1 - 2011

sono pienamente d'accordo con te


2.
From: gg...xx
To: news@StoriaLibera.it
Sent: Sunday, December 04, 2011 9:15 AM
Subject: List unsubscription

(abbandono della mailing list): Trovo i contenuti proposti con forte inclinazione anticlericale


3.
Messaggio di "Veronique"


4.
From: dxxaxx
To: info@storialibera.it
Sent: Sunday, December 04, 2011 9:45 AM

L'invito rivolto alla Chiesa è giusto, ma non è del tutto reale! La situazione va vista con grande attenzione, faccio un esempio come esempio, che credo valido. La parrocchia, intesa come Chiesa Parrocchiale e gli ambienti dediti alla pastorale non sono soggette a pagamento della spazzatura, mentre il Parroco paga la sua abitazione, unitamente a quelli che vi abitano! La stessa cosa per analogia, si potrebbe pensare per l'ICI. Sono un sacerdote che ho sempre lavorato in parrocchia, e ho sempre dovuto far quadrare i conti con grande senso di responsabilità! Il discorso è aperto, giustamente, ma non ci dimentichiamo di punto in bianco tanta storia e soprattutto non confondiamo il Vaticano con tutta la Chiesa!
Con osservanza
padre A. D.

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 Oggetto del messaggio: Re: Patrimoniale: il caso ICI
MessaggioInviato: 04/12/2011, 12:56 
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Iscritto il: 18/03/2007, 13:09
Messaggi: 2220
SL Direttore ha scritto:
4.
From: dxxaxx
To: info@storialibera.it
Sent: Sunday, December 04, 2011 9:45 AM

L'invito rivolto alla Chiesa è giusto, ma non è del tutto reale! La situazione va vista con grande attenzione, faccio un esempio come esempio, che credo valido. La parrocchia, intesa come Chiesa Parrocchiale e gli ambienti dediti alla pastorale non sono soggette a pagamento della spazzatura, mentre il Parroco paga la sua abitazione, unitamente a quelli che vi abitano! La stessa cosa per analogia, si potrebbe pensare per l'ICI. Sono un sacerdote che ho sempre lavorato in parrocchia, e ho sempre dovuto far quadrare i conti con grande senso di responsabilità! Il discorso è aperto, giustamente, ma non ci dimentichiamo di punto in bianco tanta storia e soprattutto non confondiamo il Vaticano con tutta la Chiesa!
Con osservanza
padre A. D.


Reverendo Padre, stare dalla parte di tutti coloro che devono "far quadrare i conti conti con grande senso di responsabilità" come, giustamente, fa lei e -perchè no?- come deve fare anche il Vaticano (perchè dovremmo contrapporre "la Chiesa" al "Vaticano"?) significa confutare la liceità di una tassa sulla casa. La presa di posizione di noialtri di StoriaLibera mira non a far pargare l'ICI alla Chiesa, ma a mettere in luce l'ingiustificato atteggiamento di quelle guide della Chiesa che stanno dalla parte dello Stato-spendaccione e non dalla parte delle tante famiglie che hanno il merito (sociale e personale) di aver raggiunto il traguardo della casa di proprietà quasi sempre facendo "quadrare i conti conti con grande senso di responsabilità".
don Beniamino

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 Oggetto del messaggio: Re: Patrimoniale: il caso ICI
MessaggioInviato: 04/12/2011, 12:58 
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SL Direttore ha scritto:
2.
From: gg...xx
To: news@StoriaLibera.it
Sent: Sunday, December 04, 2011 9:15 AM
Subject: List unsubscription

(abbandono della mailing list): Trovo i contenuti proposti con forte inclinazione anticlericale


Gentile Signore, chi le scrive è un sacerdote tutt'altro che animato da "inclinazione anticlericale". Sono io ad aver lanciato la provocazione nei momenti di insediamento del ministero Monti e, dopo aver consultato gli amici-collaboratori, ho deciso di inviare a tutti i lettori della newsletter di StoriaLibera la mail a cui lei ha risposto.
Il mio bersaglio non è la Chiesa. Tutt'altro. Il mio cruccio è costituito da chi, all'interno della Chiesa, la demolisce abbracciando la causa dello Stato (giacobino-risorgimentale-socialista-"tassatista"). In realtà -ed ancora una volta- lo scontro è con i cristiani di sinistra (che fanno causa comune con lo Stato, padrone e tirannico e, perciò, tendenzialmente socialista).
Posso chiederle di rivedere la decisione di desottoscriversi dalla nostra newsletter?
La ringrazio, don Beniamino

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 Oggetto del messaggio: Re: Patrimoniale: il caso ICI
MessaggioInviato: 04/12/2011, 13:14 
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Un'altra mail
5.

From: Axx Axx
To: 'StoriaLibera News'
Sent: Sunday, December 04, 2011 11:38 AM
Subject: R: SL news 619 - dic/1 - 2011

Mi meraviglia che Voi, di solito così ben documentati, cadiate in un tale attacco alla Chiesa totalmente ingiustificato!
La Chiesa in quanto tale non ha alcuna esenzione ICI!
Sono esenti da ICI gli edifici di culto e gli edifici adibiti ad opere sociali (il fatto che la Chiesa sia l’Ente che gestisce la maggior parte delle opere sociali in Italia mi pare che possa annoverarsi tra i meriti, non in una colpa).
L’esenzione spetta pertanto a chi fa del bene, non alla Chiesa Cattolica.
Vuoi l’esenzione sul Tuo “castello più bello del mondo” facci un centro di accoglienza per malati di AIDS e ottieni così l’esenzione ICI?
O sbaglio?
A.A.


Gentile Signore,
il nostro non vuole essere un "attacco alla Chiesa". Me ne guarderei bene! E', invece, un attacco alla mentalità statalista (e, perciò, anticristiana) largamente diffusa anche tra le guide del popolo cristiano. Quello stesso popolo che va difeso dalle ingistizie della politica che vuole sempre più mettere le mani su proprietà e risparmi.
Rimando alle risposte (presenti in questa pagina) alle altre mail.

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 Oggetto del messaggio: Re: Patrimoniale: il caso ICI
MessaggioInviato: 05/12/2011, 11:39 
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Iscritto il: 03/05/2007, 14:56
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Ecco l’Ici travestita, un conto da 11 miliardi
di Jacopo Granzotto
"Il Giornale" lunedì 5 dicembre 2011

Casa nel mirini: dal 2012 arriva l’"Imu" sulla prima abitazione. E con un artificio sulle rendite catastali l’imponibile volerà. Ma così si pagherà il 60% in più

La casa è la medicina amara della ricetta Monti. Tutto previ­sto, pure peggio: dal 2012 Imu (l’ex Ici)anticipata sulla prima abi­ta­zione con un sistema di moltipli­catori delle rendite che di fatto in­nalzano l’imposta del 60 per cen­to. Una bozza piena di lacrime e mazzate. Nelle casse dello Stato ar­riveranno 11-12 miliardi di euro, nessuno dei quali ai Comuni. I sin­daci già protestano. Una tassa «sperimentale», l’Imu, fino al 2014. Poi, nel 2015, la stangata do­vrebbe andare «a pieno regime». Vedremo se ciò avverrà. Ma i malu­mori dei tanti (praticamente tut­ti), che hanno un tetto, non finisco­no qui.

Partiamo dall’Imu,imposta mu­nicipale unica. Per la prima casa ci sarà un «trattamento di favore», ha spiegato il viceministro del­l­’economia Vittorio Grilli per indo­rare la pillola. In realtà, torna l’Ici. La base sarà dello 0,75-0,76% sulla rendita catastale ma scenderà allo 0,4 per l’abitazione principale o af­­fittata. Ma il direttore generale del Tesoro ha precisato che si tratta di «cifre indicative»lasciando un alo­ne di incertezza. È prevista una de­trazione, ovvero una franchigia, sui primi 200 euro di imposta paga­ti sulla prima casa. I Comuni, inol­tre, hanno la facoltà di imporre un’addizionale dello 0,3% (0,2% per abitazioni principali e immo­bili in affitto). Forse alzeranno il prelievo, forse no, ma è difficile che rinuncino del tutto considera­to che dalla manovra subiscono 1,4 miliardi di tagli e che l’Imu sarà interamente riversata allo Stato perdendo la sua originaria conno­­tazione federalista. È circolata an­che l’ipotesi di una rimodulazio­ne crescente dell’aliquota in base agli immobili posseduti e al loro classamento, ma si è sicuramente soprasseduto sulla progressività dell’imposta,ossia sulla possibili­tà di aumentarla in base al reddito dichiarato.

Una vera sorpresa nel pacchet­to anti- crisi sono gli estimi catasta­li. Saranno rivisti «verso l’alto per avvicinarsi al valore di mercato con un aumento intorno al 60%», ha spiegato Grilli. «La base impo­nibile dell’imposta municipale propria è costituita dal valore del­l’immobile », si legge nella bozza, valore che sarà calcolato «appli­cando all’ammontare delle rendi­te risultanti in catasto, vigenti al primo gennaio dell’anno di impo­sizione, rivalutate del 5 per cen­to ». Gli introiti annui aggiuntivi, in base all’aggiornamento, varie­rebbero tra uno e due miliardi. In­somma, un intervento a tenaglia che influirà anche su altri aspetti della vita di ogni giorno: aumente­r­anno infatti anche le imposte ipo­tecarie, catastali e sui trasferimen­ti. L’ultima revisione,pari al 5%,ri­sale al 1997 ed era applicata ai valo­ri immobiliari del 1989.

La prima casa torna, dunque, a pagare l’Ici,nella versione federa­­lista, l’Imu. Ma lo 0,4% è un valore inferiore a quello del taglio del go­verno Prodi, ma maggiore dello ze­ro a cui l’aveva portato Berlusconi nel 2008. Certo, esistono case clas­sificate come popolari che in real­tà sono signorili. Ma ora tutti do­vranno pagare. Molto, molto di più. Senza contare che il mercato immobiliare soffrirà una battuta d’arresto a causa della stangata.


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 Oggetto del messaggio: Re: Patrimoniale: il caso ICI
MessaggioInviato: 05/12/2011, 11:44 
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Iscritto il: 03/05/2007, 14:56
Messaggi: 357
Ma così si pagherà il 60% in più
di Corrado Sforza Fogliani*
"Il Giornale" lunedì 5 dicembre 2011

La Patrimoniale (che si sarebbe aggiunta all’anticipazione dell’Imu) non c’è. Non c’è neppure la progressività. Ma un aggravio, in ogni caso assai forte, sugli immobili, sì. Salvo correzioni dell’ultima ora, i nuovi moltiplicatori previsti per la determinazione della base imponibile dell’Imu (160 per i fabbricati dei gruppi catastali A, B e C, esclusi A10 e C/1: vale a dire, in particolare, abitazioni, magazzini, laboratori ecc.; 80 per i fabbricati del gruppi catastale D e della categoria catastale A/10: vale a dire, in particolare, opifici, al-berghi, istituti di credito, uffici e studi privati; 55 per i fabbricati della categoria catastale C/1: vale a dire negozi e botteghe) portano ad un aggravio di imposta, rispetto all’attuale Ici, del 60% in tutti i casi e come minimo, dato che è riconosciuta ai Comuni la possibilità di aumentare (o di diminuire, ma è un’ipotesi da considerarsi irreale, dati anche i nuovi tagli previsti per gli enti locali) l’aliquota base generale (che è dello 0,76%, cioè del 7,6 per mille) sino a 0,3 punti percentuali (fino, quindi, al 10,6 per mille) e la specifica aliquota prevista per le abitazioni principali e gli immobili locati (che è dello 0,4%, cioè del 4 per mille) sino a 0,2 punti percentuali (fino, quindi, al 6 per mille).
Anche se va dato atto al Governo di non aver seguito la strada da molti pretesa della progressività (che sarebbe stato - come da Confedilizia più volte sottolineato nei giorni scorsi, in ogni competente sede - un assurdo nell’assurdo, essendosi in presenza - anche per l’Imu - di un’imposta patrimoniale, che di per sé non tollera progressività, essendo già espropriativa in sé), l’aumento del 60% configura un aggravio molto pesante, che potrà provocare anche forti tensioni sul mercato delle locazioni (già ora, anche prima di questo aumento, la pressione fiscale sugli immobili poteva superare anche l’80%). Un mercato che andrebbe invece potenziato se si vuole - nel segno della crescita - che riprenda in questo settore una forma di investimento che assicura quella mobilità dell’abitazione che è indispensabile rafforzare per favorire le trasformazioni imprenditoriali che si impongono e che, nell’uso diverso dall’abitativo in particolare (tuttora ingessato dalla legge dell’equo canone di 35 anni fa), rappresenta una forma di finanziamento indiretto dell’imprenditoria. Tale aumento diventa, poi, addirittura insopportabile nelle città nelle quali le rendite catastali sono state già adeguate ai dati di mercato attraverso l’azione di riclassamento operata dall’Agenzia del territorio su impulso dei Comuni. Altrettanto, risulta notevolmente aggravata la situazione dei contratti a canone calmierato dagli Accordi tra Confedilizia e sindacati inquilini. Facile prevedere che aumenti così pesanti stimoleranno eccezioni di costituzionalità della normativa basate sia sull’Imu in sé (riproponendosi in gran parte le stesse eccezioni - a cominciare dall’indeducibilità - a suo tempo sottoposte alla Corte costituzionale ma per la gran parte mai decise nel merito) sia sul fatto che gli aumenti dei moltiplicatori agiscono su rendite che rappresentano, di fatto, solo il valore degli immobili e che tali rendite - proprio per l’effetto surrettiziamente espropriativo che possono comportare - furono più di 15 anni fa tenute provvisoriamente in vita dalla Corte costituzionale solo perché varate con una legge che prevedeva che le stesse sarebbero state a breve superate con una revisione degli estimi e specialmente riferite al mercato delle locazioni (e quindi alla redditività degli immobili e non ai valori).
*Presidente Confedilizia

Detto questo, mi chiedo: dov'è ora la Chiesa, che dovrebbe difendere i deboli? ci si rende conto che, così tassando, il problema della casa è aggravato? e proprio per i più deboli?


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 Oggetto del messaggio: Re: Patrimoniale: il caso ICI
MessaggioInviato: 06/12/2011, 20:20 
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Iscritto il: 03/05/2007, 14:56
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ecco un'altra occasione persa, da parte di certi esponenti della Chiesa, per stare almeno zitti:

''I sacrifici fanno parte della vita''. Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, cardinal Tarcisio Bertone, ai giornalisti che gli chiedevano cosa pensi della manovra del governo Monti, che impone sacrifici agli italiani. ''Avete visto - ha aggiunto - i giudizi gia' espressi su Osservatore Romano e Avvenire''.
http://247.libero.it/focus/20225842/0/c ... ella-vita/
Ma costoro hanno dimenticato a quale grande Chiesa appartengono?
«[…] l’imposta non può mai diventare per i pubblici poteri un mezzo comodo per colmare il deficit provocato da un’amministrazione improvvida» (Pio XII, Discorso ai partecipanti al X Congresso dell’Associazione Fiscale Internazionale (I.F.A.) indetto a Roma dal 1° al 5 ottobre 1956, del 2-10-1956)
Questo è il santo realismo cattolico!!!!


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 Oggetto del messaggio: Re: Patrimoniale: il caso ICI
MessaggioInviato: 06/12/2011, 20:49 
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Iscritto il: 04/02/2009, 11:02
Messaggi: 4
Il Cardinal Bertone commentando i sacrifici a cui il governo ci sottopone, avrebbe dichiarato che la vita è fatta di sacrifici. Per cui potrebbe cominciare a pagare l'ici anche lui a mio avviso.


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 Oggetto del messaggio: Re: Patrimoniale: il caso ICI
MessaggioInviato: 06/12/2011, 21:26 
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SL Direttore ha scritto:
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From: Axx Axx
To: 'StoriaLibera News'
Sent: Sunday, December 04, 2011 11:38 AM
Subject: R: SL news 619 - dic/1 - 2011

Mi meraviglia che Voi, di solito così ben documentati, cadiate in un tale attacco alla Chiesa totalmente ingiustificato!
La Chiesa in quanto tale non ha alcuna esenzione ICI!
Sono esenti da ICI gli edifici di culto e gli edifici adibiti ad opere sociali (il fatto che la Chiesa sia l’Ente che gestisce la maggior parte delle opere sociali in Italia mi pare che possa annoverarsi tra i meriti, non in una colpa).
L’esenzione spetta pertanto a chi fa del bene, non alla Chiesa Cattolica.
Vuoi l’esenzione sul Tuo “castello più bello del mondo” facci un centro di accoglienza per malati di AIDS e ottieni così l’esenzione ICI?
O sbaglio?
A.A.

Gentile Signore,
il nostro non vuole essere un "attacco alla Chiesa". Me ne guarderei bene! E', invece, un attacco alla mentalità statalista (e, perciò, anticristiana) largamente diffusa anche tra le guide del popolo cristiano. Quello stesso popolo che va difeso dalle ingistizie della politica che vuole sempre più mettere le mani su proprietà e risparmi.
Rimando alle risposte (presenti in questa pagina) alle altre mail.


L'autore della precedente mail scrive:
From: AxxAxx
To: 'Storia Libera'
Sent: Sunday, December 04, 2011 2:04 PM
Subject: R: SL news 619 - dic/1 - 2011

Ho letto le risposte ed in particolare quella che ha dato al mio intervento e torno a chiederle: Che centra attaccare l’esenzione ICI per gli edifici di culto e per le opere sociali?
Se vuole portare “un attacco alla mentalità statalista” lo faccia con argomentazioni VERE, citando fatti REALI e posizioni assunte, non banalizzando su posizioni generiche affermazioni qualunquiste. Lo trovo molto al di fuori dello spirito di quest’ottima lista!
AA

Provo a rispondere:
La questione è che l'ICI (o IMU) è un attacco alla proprietà e alla famiglia. Quindi è un furto. Se la Chiesa giustifica questo furto in ordine alla solidarietà sociale, non cade in contraddizione quando chiede il pagamento per gli altri e l'esonero per sè?

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