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 Oggetto del messaggio: Obama: tramonto degli Usa?
MessaggioInviato: 24/01/2009, 13:17 
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Con l'elezione di Obama inizia il declino economico e sociale degli Stati Uniti d'America?

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 Oggetto del messaggio: Re: Obama: tramonto degli Usa?
MessaggioInviato: 30/01/2009, 8:01 
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ABORTO: Obama passa dalle parole ai fatti

da Corrispondenza Romana
CR n.1077 del 30/1/2009

Tutto come previsto. A tre giorni dal suo insediamento alla Casa Bianca, il neopresidente Usa, Barack Obama, ha firmato l’atto che sblocca i finanziamenti federali alle ONG che praticano l’aborto come metodo di pianificazione delle nascite a livello mondiale.

Viene meno così il Mexico City Policy, protocollo firmato la prima volta da Ronald Reagan nel 1984, abrogato da Bill Clinton nel 1993 e poi ripristinato da George Bush jr nel 2001. Il provvedimento di Obama ha inevitabilmente suscitato le reazioni negative della Santa Sede e dei vescovi americani. L’arcivescovo di Filadelfia, cardinale Justin Francis Rigali, ha smascherato le contraddizioni programmatiche del presidente Obama che, in campagna elettorale, aveva dichiarato tra i suoi obiettivi la riduzione quantitativa delle interruzioni volontarie di gravidanza. «Un’amministrazione che vuole ridurre gli aborti – ha affermato il cardinale Rigali – non dovrebbe deviare fondi federali verso gruppi che promuovono l’aborto».

La Conferenza Episcopale del Colorado, in una nota, ha espresso «tristezza e preoccupazione» per il provvedimento del presidente Usa.

«Promuovere l’aborto come metodo di pianificazione familiare – proseguono i vescovi del Colorado – viola i valori e le norme etiche di molte culture straniere».

Inoltre, molti dei Paesi che hanno supportato il Mexico City Policy, hanno riconosciuto che «l’obiettivo principale della pianificazione familiare dovrebbe essere la riduzione dell’aborto, non la sua promozione», sottolinea la nota.

La scelta di Obama di inaugurare la propria presidenza con un atto che «danneggerà le famiglie di tutto il mondo» è ritenuta dai vescovi del Colorado «profondamente sciagurata».

Altro vescovo statunitense visibilmente rammaricato è mons. Thomas Gerard, titolare della diocesi di Orlando. «Siamo preoccupati – ha detto alla Radio Vaticana mons. Wenski – per il fatto che gli ideologi pro-aborto possano prevalere in Congresso e presentare a Obama una proposta di legge abortista più radicale». Chiara l’allusione del vescovo della Florida al Freedom of Choice Act, che estenderebbe il diritto all’aborto ai nove mesi di gestazione e alle minori di 18 anni, vietando peraltro restrizioni legislative nei singoli Stati e ogni forma di obiezione di coscienza.

Dal Vaticano è arrivato il commento di mons. Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. In un’intervista al “Corriere della Sera”, Fisichella ha ricordato che sui temi eticamente sensibili è necessario «ascoltare tutte le istanze del Paese senza rinchiudersi in visioni ideologiche con l’arroganza di chi, avendo il potere, pensa di poter decidere della vita e della morte».

Quando, come nel caso di Barack Obama, che ha anche disposto la chiusura del carcere di Guantanamo, «ci si erge giustamente a paladini della dignità della persona, ci si aspetta che tale diritto sia esteso a tutti, senza discriminazioni, né contraddizioni profonde», ha aggiunto Fisichella.

Gli fa eco il presidente emerito della stessa Pontificia Accademia per la Vita, mons. Elio Sgreccia secondo il quale il nuovo inquilino della Casa Bianca «tra le tante cose buone che poteva fare, ha scelto la peggiore», favorendo una vera «strage degli innocenti».

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 Oggetto del messaggio: Re: Obama: tramonto degli Usa?
MessaggioInviato: 30/01/2009, 8:04 
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Obama, l'aborto e... Famiglia Cristiana

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 Oggetto del messaggio: Re: Obama: tramonto degli Usa?
MessaggioInviato: 30/01/2009, 8:09 
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Guantanamo, giudice: no sospensione processi
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324725

Un giudice militare americano del carcere di Guantanamo ha rifiutato di sospendere il processo a carico del cittadino saudita accusato di essere implicato nell’attentato contro la nave da guerra Uss Cole. Sospensione richiesta dalla procura su indicazione del presidente Obama

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 Oggetto del messaggio: Re: Obama: tramonto degli Usa?
MessaggioInviato: 30/01/2009, 20:22 
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Gli embrioni, Obama e gli affari di Wall Street
Articolo di Giulia Lantini su Avvenire del 29/01/2009

Barack Obama è presidente. E la California va alla cassa. Tra le decisioni attese dal nuovo inquilino della Casa Bianca, infatti, spicca la rimozione del veto ai finanziamenti federali per la ricerca sulle staminali embrionali, posto da George W. Bush nel 2001. Una promessa fatta in campagna elettorale, che Obama vorrebbe saldare attraverso un voto democratico del Congresso ma che in caso di inerzia di quest’ultimo passerà tramite un decreto presidenziale. Una sorta di rassicurazione che è arrivata proprio mentre venerdì scorso l’autorità americana che vigila sui farmaci (la Food and drug administration, Fda) dava il via libera ai primi test clinici su un farmaco a base di staminali embrionali, quello per la cura delle lesioni del midollo dell’azienda biotech californiana Geron.
Ovvero una delle principali società americane attive nella ricerca sulle staminali embrionali – un ramo di attività che entro il 2012 potrebbe generare un mercato globale da 32,3 miliardi di dollari – che aveva presentato la richiesta la scorsa primavera e attendeva il responso fin da settembre.

Forse è un caso che l’insediamento di Obama e il via libera dell’Fda siano arrivati quasi in contemporanea. Quel che è certo è che tra i primi beneficiari di questi due eventi ci sono e ci saranno in futuro non solo Geron, quotata a Wall Street, ma anche i principali finanziatori della corsa di Obama alla Casa Bianca: lo Stato della California e la sua principale università.
Secondo i dati dell’osservatorio indipendente «Center for responsive politics» infatti la California, caposaldo della ricerca sugli embrioni – tanto da stanziare nel 2004 ben 3 miliardi di dollari in 10 anni in aperta polemica con Bush –, figura al primo posto nella classifica degli Stati Usa che hanno finanziato la campagna elettorale dell’ex senatore dell’Illinois con 75,91 milioni di dollari, il 20% del totale, contro l’8% (28,36 milioni di dollari) dello Stato di provenienza di Obama. L’Università della California, dal canto suo, è in cima alla lista dei sostenitori del candidato democratico, con donazioni per 1,12 milioni di dollari.
Nella stessa classifica al quinto posto troviamo l’Università di Harvard con 779.460 dollari, al nono la Stanford University con 558.184 dollari e al diciannovesimo l’Università di Chicago con 456.209 dollari. Non sono cifre strabilianti, ma saltano all’occhio per gli immaginabili vantaggi che la California e le istituzioni accademiche citate otterranno dall’apertura presidenziale sulla quota destinata alle staminali embrionali dai fondi (608 milioni di dollari nel 2007) che il National Institute of Health devolve ogni anno alla ricerca scientifica.
«Negli Stati Uniti il legame tra le aziende biotech e le università è molto forte – spiega ad Avvenire l’analista finanziario Alessandro Faccioli, esperto di biotecnologie per WM Consulting –, molto più che in Europa.
L’università è il cuore del biotech, e un taglio dei fondi pubblici alla ricerca può bloccare tutta la filiera: funziona come una sorta di volano al contrario. E infatti negli ultimi 8 anni anche le università erano rimaste senza fondi: negli anni di Bush il settore ha dovuto ricorrere a finanziamenti privati», molto difficili da reperire perché privi di una garanzia di restituzione. Quanto alla California, Stato che si candida oggi a divenire polo mondiale nella ricerca nel campo delle staminali embrionali, sono evidenti i vantaggi che potrà trarre dall’elargizione di fondi federali, sia in termini economici che occupazionali, fattori non da poco coi tempi che corrono. Tanto più che la rimozione del veto-Bush, dovrebbe riportare in patria le filiali che le aziende biotech, per ridurre al minimo i rischi delle restrizioni statunitensi, avevano aperto in Asia negli scorsi anni.
L’ aveva fatto la stessa Geron (con l’apertura della controllata TA Therapeutics di stanza a Hong Kong) che in questi anni ha speso 45 milioni di dollari di fondi propri per finanziare il progetto appena autorizzato dall’Fda. Soldi che ora può tranquillamente recuperare anche solo sul mercato finanziario, viste le reazioni della Borsa alla notizia. Venerdì scorso infatti il titolo dell’azienda, che la scorsa estate languiva intorno ai 3 dollari per azione, poi saliti a 4 a fine settembre sulle attese per la vittoria di Obama, ha registrato il più alto picco degli ultimi 5 anni: + 36% a 7,09 dollari per azione. E nel giro di tre giorni è arrivato a toccare gli 8 dollari, stabilizzandosi poi a quota 7,24 (+50% circa). Un fulmineo guadagno, che ha portato in positivo il saldo borsistico dell’ultimo anno (+ 59,82%). Una performance che spicca ancor di più se confrontata con le fortissime perdite registrate dalle piazze finanziarie mondiali nel 2008, anno in cui soltanto il principale indice americano, il Dow Jones, ha perso il 32%. Grazie all’effetto-Obama, Geron – che dalla nascita a oggi non ha mai prodotto utili – può ora scambiare le sue azioni con denaro contante. Non solo. Le attese del mercato sono altissime: «La società ha un’infinità di brevetti e una tecnologia avanzatissima – spiega Faccioli –: tutti dovranno passare dalla Geron. Se nei prossimi 8-10 anni il farmaco sperimentato dovesse andare sul mercato, l’azienda (che oggi vale 573 milioni di dollari) potrebbe arrivare a valere oltre 100 miliardi». Cioè quanto un colosso come la farmaceutica Pfizer o poco meno dell’attuale leader di mercato, Johnson & Johnson (157 miliardi circa).

Intanto i benefici borsistici di Geron hanno iniziato a riflettersi anche sulle altre società del settore. Come la (californiana) Advanced Cell Technology di Robert Lanza, già nota per le mancate promesse sulle tecniche per prelevare staminali da un embrione senza danneggiarlo, che da giovedì 22 gennaio a lunedì 26 è passata da una quotazione di 0,09 dollari a 0,29 dollari (+ 222%), o la Cord Blood America che dal 22 gennaio a martedì 27 ha messo a segno un balzo del 167%. Più in generale, a Wall Street si è scatenata una vera e propria caccia alle future stelle del biotech. La prima preda è CV Therapeutics, su cui la giapponese Astellas Pharma ha lanciato un’offerta da 1 miliardo di dollari. Che secondo il mercato potrebbe lievitare del 30%. Tutto 'grazie' a Obama.
Da quando il nuovo presidente è entrato alla Casa Bianca facendo capire che riaprirà i finanziamenti federali alla ricerca sulle staminali da embrioni umani, le aziende biotech hanno moltiplicato le loro quotazioni e la California, che mira a diventare polo mondiale della sperimentazione, è stato il primo finanziatore della campagna di Barack...
IN SINTESI
1 In un periodo di vacche magre, Wall Street sta premiando le aziende che si sono impegnate nella ricerca sugli embrioni umani.
2 Chi devono ringraziare? Il neo¬presidente Barack Obama e il suo «liberismo etico».

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E' necessità et non si può far di manco


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 Oggetto del messaggio: Re: Obama: tramonto degli Usa?
MessaggioInviato: 16/02/2009, 15:16 
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Il professor Weigel boccia Obama: ha preso un abbaglio
http://magister.blogautore.espresso.rep ... -abbaglio/


A proposito del servizio di http://www.chiesa ( http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/214529 ) su Barack Obama “allievo” del grande teologo protestante Reinhold Niebuhr, da Washington George Weigel ci scrive che la parentela intellettuale tra i due è senza fondamento.

“Il senso messianico che Obama dà alla sua politica con la retorica dello ‘Yes, We Can’ – scrive Weigel – è agli antipodi della visione che ebbe Niebuhr della politica e del mondo. Sbaglia in pieno chi dà credito ad Obama quando egli dice d’avere in Niebuhr un suo punto di riferimento. Il mio amico David Brooks del New York Times, che l’ha fatto, è un commentatore di solito molto accurato, ma questa volta ha preso un abbaglio”.

In una conferenza tenuta a Washington lo scorso 4 febbraio all’Ethics and Public Policy Center di cui fa parte, Weigel ha detto:

“In Obama e tra i suoi più fervidi sostenitori non c’è niente che lontanamente somigli a Reinhold Niebuhr. Il millenarismo secolare che ha pervaso la campagna elettorale di Obama, la sua volontà di redimere con la politica un mondo decaduto, sono stati l’esempio perfetto di quel tipo di utopismo contro il quale Niebuhr, con il suo profondo senso della fragilità della storia e delle autodistruttive capacità degli esseri umani, si batté per tre decenni. La definizione di democrazia come ‘ricerca di soluzioni provvisorie a problemi irresolvibili’ appartiene a Niebuhr, non ad Obama. E si può seriamente immaginare un Obama che preghi convinto con queste parole della famosa preghiera di Niebuhr: “Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso e la saggezza di capire la differenza tra l’una e l’altro”? Se noi stessi siamo il cambiamento che attendiamo e ‘Yes, we can’ è il nostro credo, allora la preghiera di Niebuhr per l’umiltà, il coraggio, la prudenza è senza senso, poiché non c’è niente che non siamo capaci di cambiare”.

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 Oggetto del messaggio: Re: Obama: tramonto degli Usa?
MessaggioInviato: 21/02/2009, 9:00 
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http://www.camilloblog.it/archivio/2009/02/21/et-voila/

21 Febbraio 2009 - Blog

“Un rapporto del Pentagono, ordinato dal presidente Obama (ripeto: ordinato dal presidente Obama, quello di Yes, we can, proprio lui), ha svelato che il trattamento dei detenuti di Guantanamo rispetta i requisiti della Convenzione di Ginevra. Oh, yes. Camillo sospende le pubblicazioni a oltranza, causa crepapelle. Questo post verrà ripetuto ogni giorno.”


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 Oggetto del messaggio: Re: Obama: tramonto degli Usa?
MessaggioInviato: 22/02/2009, 14:02 
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Importante notizia riportata dall'Ansa

MORTO SOCKS CLINTON

E chi è?
come chi è? E' il gatto dei Clinton!
Non ridete, è davvero così:
http://www.ansa.it/opencms/export/site/ ... 50058.html

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 Oggetto del messaggio: Re: Obama: tramonto degli Usa?
MessaggioInviato: 25/02/2009, 16:34 
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"Usa, Obama perde i pezzi. Se ne va anche Gregg", in "Il Giornale", 13.2.2009, p. 15.
di Roberto Fabbri

Il senatore del New Hampshire rinuncia al ministero del Commercio. Sarebbe stato il terzo esponente repubblicano del governo. Salgono a quattro le rinunce nel team del presidente


Il tentativo del presidente Barack Obama di allargare oltre i confini del Partito democratico la base del consenso per la sua azione politica ha subito un altro duro colpo.

Il senatore repubblicano Judd Gregg, candidato all’incarico di Segretario al Commercio, si è chiamato fuori ieri adducendo «conflitti insanabili» con il presidente, oltretutto su un tema fondamentale come il pacchetto di stimolo per il rilancio dell’economia nazionale. Sarebbe stato il terzo repubblicano nell’esecutivo di Obama. Ma Gregg è soprattutto il quarto politico a ritirarsi dalla squadra di governo che Obama sta tentando di allestire. E, particolare non marginale, il secondo a rinunciare alla scottante poltrona del Commercio: prima del senatore del New Hampshire aveva fatto un passo indietro il governatore democratico del New Mexico Bill Richardson, il cui nome era rimasto coinvolto in una vicenda di presunti appalti truccati. La data del 3 febbraio era stata però la più deludente per Obama: quel giorno uscirono di scena contemporaneamente il ministro designato della Sanità Tom Daschle (tasse non pagate per 140mila dollari) e la candidata al riordino del bilancio federale Nancy Killefer, che dopo aver riconosciuto di aver commesso irregolarità fiscali per meno di mille dollari sostenne che quella piccola macchia sul suo nome «avrebbe potuto costituire una distrazione» nel suo futuro lavoro.

A questi imbarazzanti ritiri bisogna aggiungere il faticoso percorso di conferma da parte del Senato per il Segretario al Tesoro Timothy Geithner, lui pure in ritardo nel pagare alcune migliaia di dollari di imposte e salvatosi solo dopo aver fatto pubblica ammenda «per l’imperdonabile errore».

Il ritiro di Judd Gregg rappresenta per Obama una sgraditissima sorpresa e un danno politico rilevante. Gli stessi toni usati dal portavoce della Casa Bianca nel prenderne atto lo confermano. «Era stato il senatore a offrirsi al presidente Obama per l’incarico - ha detto il portavoce Robert Gibbs -. Gregg aveva detto esplicitamente che nonostante i diversi punti di vista per le politiche passate, avrebbe sostenuto, abbracciato e si sarebbe adoperato per l’agenda del presidente.

Una volta che è diventato chiaro, dopo la sua nomina, che il senatore Gregg non avrebbe più sostenuto alcune priorità chiave del presidente, è diventato obbligatorio per il senatore Gregg e per l’amministrazione Obama dividere le proprie strade. Ci dispiace che lui abbia avuto questo cambio di posizione». Il presidente ha scelto invece parole più diplomatiche, definendo la scelta di Gregg «un po’ una sorpresa: sembrava entusiasta».

Un passo indietro che non ha peraltro a che fare unicamente con divergenze sul piano di stimolo all’economia. Dietro la scelta di Gregg, che come si è detto è un repubblicano, sembrano esserci questioni più squisitamente politiche. In particolare si parla della gestione del censimento della popolazione in calendario per il 2010.

Diversi repubblicani in Congresso avevano lamentato che l’amministrazione Obama stesse decidendo di tener fuori il ministero del Commercio dal conteggio, che servirà tra l’altro a ridisegnare i distretti elettorali per il Congresso stesso. Una sostanziosa faccenda di potere viene così a dividere le due grandi fazioni politiche americane nel momento in cui il presidente cerca di mostrare un volto «bipartisan» in una fase di acuta difficoltà per gli Stati Uniti. Non a caso i colleghi repubblicani del Senato hanno accolto il ritorno tra i ranghi del partito di Gregg con particolare calore.

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 Oggetto del messaggio: Re: Obama: tramonto degli Usa?
MessaggioInviato: 06/03/2009, 10:33 
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Elenchiamo gli articoli presenti in StoriaLibera che riguardano la politica dell'amministrazione Obama

1. Obama e la politica economica
Arthur C. BROOKS, «Ma Obama fa peggiorare la situazione è ora di lasciar fallire qualche banca»
http://www.storialibera.it/attualita/li ... hp?id=3294
"Se la ricchezza diventa una colpa" di Nicola Porro
http://www.storialibera.it/attualita/li ... hp?id=3315
Repubblicani, "rivolta" contro le nuove tasse imposte da Obama
viewtopic.php?p=11449#p11449
Ombre sulla politica energetica
viewtopic.php?p=13540#p13540
"Gli embrioni, Obama e gli affari di Wall Street"
viewtopic.php?p=10524#p10524

2. Perchè occorre temere la riforma sanitaria di Obama
http://www.storialibera.it/attualita/sanita_e_stato/
viewtopic.php?p=12920#p12920
viewtopic.php?p=13505#p13505
viewtopic.php?p=13506#p13506
viewtopic.php?p=13517#p13517
viewtopic.php?p=14204#p14204

3. Il calo di popolarità
viewtopic.php?p=10900#p10900
viewtopic.php?p=13505#p13505
Le defezioni nell'amministrazione: viewtopic.php?p=13669#p13669
Obama in caduta libera: viewtopic.php?p=13671#p13671
Obama: “un bluff” … gli Americani rimpiangono il vecchio Bush
Sconfitta in Virginia e New Jersey
Sonora sconfitta nel kennediano Massachusetts
A 4 mesi dal mid-term, sondaggi a picco
Verso le elezioni di nov. 2010
La reazione antistatalista: il movimento "Tea Party"

4. Gli sprechi di Obama...
viewtopic.php?p=13134#p13134
viewtopic.php?p=13540#p13540

5. Obama e la vita
"Aborto: Obama passa dalle parole ai fatti": viewtopic.php?p=10512#p10512
La nuova linea della Casa Bianca. Linea di staminali inservibile: viewtopic.php?p=11042#p11042
"Gli embrioni, Obama e gli affari di Wall Street": viewtopic.php?p=10524#p10524
La "Dichiarazione di Manhattan", nov. 2009: http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1341135
Epurazioni ideologiche nella Commissione Presidenziale di bioetica

6. Il messianismo in crisi
"Barack Obama: speriamo" di Mauro della Porta Raffo: viewtopic.php?p=11214#p11214
"Obama e Blair. Il messianismo reinterpretato" di Michel Schooyans: viewtopic.php?p=11723#p11723
"Obama val bene una Messa?" di Ralph McInerny: viewtopic.php?p=11392#p11392 - viewtopic.php?p=11642#p11642
Proteste all’università cattolica di Notre Dame: viewtopic.php?p=11429#p11429
"Obama laureato a Notre Dame. Ma i vescovi gli rifanno l'esame" di Sandro Magister: viewtopic.php?p=11778#p11778
La Glendon contro Obama: viewtopic.php?p=11587#p11587
"Il professor Weigel boccia Obama: ha preso un abbaglio": viewtopic.php?p=10770#p10770
viewtopic.php?p=14015#p14015
Il vescovo di Denver (USA): le idee di Barack Obama http://www.totustuus.cc/modules.php?nam ... e&sid=2888
Etica di Stato: viewtopic.php?p=14196#p14196
Obama come Carter?

7. La creazione del mito
In Nobel a Obama
viewtopic.php?p=13989#p13989
viewtopic.php?p=13993#p13993
viewtopic.php?p=14024#p14024
viewtopic.php?p=14026#p14026
http://www.tempi.it/opinioni/007834-isr ... gia-non-al

8. Obama e l'Islam

Il discorso a Il Cairo, di Massimo Introvigne
viewtopic.php?p=12124#p12124
"Dopo l’Obama d’Egitto il terrorismo sarà solo una diversa idea sul mondo" di Giorgio Israel
viewtopic.php?p=12182#p12182
Islam in Usa
http://www.storialibera.it/attualita/islam_in_usa/
Le origini musulmane di Obama
http://www.storialibera.it/attualita/ri ... _usa_2008/
Obama loda l'Islam: "Parte integrante degli Usa"
viewtopic.php?p=13614#p13614
Ag. 2010: Ground Zero: "Diritto dei musulmani costruire la moschea"

9. Obama e l'Iran

Daniel PIPES, «Il dialogo con l’Iran sarà infruttuoso»: http://www.storialibera.it/attualita/is ... hp?id=3295
viewtopic.php?p=13702#p13702

10. Obama, Israele e la questione medio orientale
viewtopic.php?p=13000#p13000
"Netanyahu aspetta le midterm e tifa Gop"

11. Obama e la politca estera USA: America Latina
viewtopic.php?p=13095#p13095

12. Chi è Barak Hussein Obama
http://www.storialibera.it/attualita/ri ... _usa_2008/
viewtopic.php?p=14155#p14155

"La sorte non è stata benevola con gli USA, affidandone i destini in un momento molto difficile ad una persona singolarmente inadatta a quel compito" (Antonio Martino)


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