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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Cosa significa "educare"
MessaggioInviato: 08/02/2008, 17:00 
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Iscritto il: 01/05/2007, 16:19
Messaggi: 2957
Ribadisco ciò che già detto: omofobia ha come vero significato quello di avere paura di diventare omosessuale. Infine per la cronaca questi sono corsi per istruire i bambini/ragazzini all'indifferenza ed ad accettare la pedofilia...xxxx? E poi fanno i brividosi per il turismo sessuale.....ma per piacere!!!1
Cordialità,
Il Cireneo


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa significa "educare"
MessaggioInviato: 09/02/2008, 8:56 
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Iscritto il: 10/10/2007, 13:56
Messaggi: 638
I figli di papà rubano in pieno centro a Milano.Stamane ho visto i filmati di n gruppo di giovani bene che portavano via ai lori coetanei soldi cellulari e giubbotti.Sono stati arrestati.Già mi immagino le scene dei poveri genitori che magari guardano storto i carabinieri e accarezzano le loro creaturine.Anni fa a mio figlio è capitato di trovare un bel cellulare griffato perso da un ragazzo.Squilla l'apparecchio e mi metto d'accordo per il ritiro e la consegna al genitore del giovane sbadato,dopo i ringraziamenti di rito ho voluto anch'io dire grazie alla donna che non capiva.Grazie per avermi dato l'occasione tangibile di insegnare ai miei figli lì presenti che la roba degli altri non si tocca.Una carezza al posto del bellissimo cellulare.

_________________
BUON NATALE A TUTTI


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa significa "educare"
MessaggioInviato: 09/02/2008, 10:01 
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Iscritto il: 02/05/2007, 17:50
Messaggi: 240
Esatto. Ancora una volta la realtà ci insegna che il rispetto della prorpietà privata è un grande principio educativo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa significa "educare"
MessaggioInviato: 31/03/2008, 23:05 
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Iscritto il: 27/03/2008, 21:06
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Per Emilio
... ho paura che anche i musulmani pensino che la loro scuola coranica sia neutra e più neutra della nostra, credo che l’adesione alla verità sia fondamentale, essa garantisce la libertà dell’uomo, ma è indispensabile rendersi conto che senza tale adesione che è un atto totale dell’essere umano, non c’è relazione tra uomo e verità. Anche la matematica ha una storia e il concetto di zero ha aspettato molti secoli prima di uscire allo scoperto, la storia dell’occidente ha demolito una dopo l’altra le zone credute neutre ovvero non tematizzabili, la scienza scientista crede ancora di essere neutra, insomma la neutralità di una cultura è un concetto pericoloso perché fa pasare per neutro quello che neutro non è. Non quelli che dicono di "credere" sono pericolosi ma quelli che credono di non credere, e credono che il loro livello di stare nella verità sia soltanto subito. E comunque anche se una tale scuola laicista pretendesse di essere neutra e potesse diventarlo superando questo ostacolo "di principio", ugualmente non lo potrebbe mai essere di fatto. Come controllare la par condicio dei professori? Stessi contenuti? Ingenuo credere che basti; si possono esporre le stesse cose perfino le stesse parole con un tono diverso che dà un significato diverso (vedi metodo Stanislavskij). Dietro la neutralità (impossibile già in teroira) c’è comunque l’impossibilità di fatto, c’è un insieme casuale di insegnanti. Non sei diventato comunista nonostante la scuola e a tuo merito. Ma nesssuno stato può aver il diritto di prelevare i fgli ai genitori e costringerli a stare seduti 200 giorni l’anno e tornare a casa con l’angoscia dei compiti e tutto il resto… e poi ci si meraviglia se i giovani subiscono passivamente la realtà, si buttano in piaceri e giochi ripetitivi, e sono privi di spirito di iniziativa?? Un ultimo esempio sulla neutrlità che mi viene in mente ora. Il movimento della terra dal pdv della terra è zero è una condizione di neutralità del movimento, noi ci possiamo sedere su una pietra e vedere tutto quello che si muove intorno a noi ma mai percepire il movimneto delal terra, eppure va a 30 km al secondo intorno al sole (e parlo soltanto di uno dei diversi movimenti che la coinvolgno). La cultura neutra si autoindennizza dal'essere oggetto di tema e di riflessione, e questo è pericoloso e orribile per la dignità dell'uomo. Psicanalisi, evoluzionismo, marxismo, scientismo, ci hanno diseducato a pensare con la ragione facendo passare per razionalità inconfutabile ipotesi in attesa di verifica (evoluzionismo), opinioni personali e molto emotive (Marx e Freud), sistemi impossibilmente autofondantesi (scientismo). Il massmo della capacità confutativa di questi signori e dei loro seguaci era incutere la sensazione di essere in malafede nell'avversario dialogico, ovvero di voler nascondere la sua nevrosi, di voler mascherare il suo egoismo capitalista, di essere schiavo di pregiudizi religiosi .... e con una tecnica simile a molti truffatori che puntano sulla sicura imperfezione e impurezza del soggetto umano...
Riguardo al come non lo so. Ma questo non giustifica che si perpetui un vero sequestro di stato, sequestro fisico con un po’ di libertà “condizionata” (pernotto a casa e vacnze con i compiti). Anche la schiavitù sembrava irrealizzabile, anche l’allattamento al seno (che ora è stato per fortuna ripreso…) ma potrei farti mille esempi e continuare ne uscirebeb un libro.
Con simpatia
falcobruno


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa significa "educare"
MessaggioInviato: 31/03/2008, 23:20 
Un ultimo esempio sulla neutrlità che mi viene in mente ora. Il movimento della terra dal pdv della terra è zero è una condizione di neutralità del movimento, noi ci possiamo sedere su una pietra e vedere tutto quello che si muove intorno a noi ma mai percepire il movimneto delal terra, eppure va a 30 km al secondo intorno al sole (e parlo soltanto di uno dei diversi movimenti che la coinvolgno). La cultura neutra si autoindennizza dal'essere oggetto di tema e di riflessione, e questo è pericoloso e orribile per la dignità dell'uomo. Psicanalisi, evoluzionismo, marxismo, scientismo, ci hanno diseducato a pensare con la ragione facendo passare per razionalità inconfutabile ipotesi in attesa di verifica (evoluzionismo), opinioni personali e molto emotive (Marx e Freud), sistemi impossibilmente autofondantesi (scientismo). Il massmo della capacità confutativa di questi signori e dei loro seguaci era incutere la sensazione di essere in malafede nell'avversario dialogico, ovvero di voler nascondere la sua nevrosi, di voler mascherare il suo egoismo capitalista, di essere schiavo di pregiudizi religiosi .... e con una tecnica simile a molti truffatori che puntano sulla sicura imperfezione e impurezza del soggetto umano...
Caro Falco eccezionalmente e con grande umiltà cerco di confutare quello che scrive: Mi domando con quale sicumera lei può definire il pensiero di un Galileo o di un Newton neutro?, lo sa che noi abitanti del pianeta terra che per inciso è un piccolossimo corpo celeste che gira intorno al sole, e questo è assodato nonostante i tentativi della Chiesa di relegare a mera ipotesi quella COpernicana. Inoltre quando scrive che
"Psicanalisi, evoluzionismo, marxismo, scientismo, ci hanno diseducato a pensare con la ragione facendo passare per razionalità inconfutabile ipotesi in attesa di verifica (evoluzionismo), opinioni personali e molto emotive (Marx e Freud), sistemi impossibilmente autofondantesi (scientismo)"
Sinceramente non è per nulla condivisibile, sarà il suo punto di vista non molto rispettabile perchè razzista e debole. Lei fa finta di sapere o ignora per estrema presunzione che spero non venga per aver imparato a memoria i vangeli. Che la teoria evoluzionista è stata confutata addirittura dal Papa precedente e che molti scienziati importanti e guarda caso gesuiti. Su Freud e Marx potrei concordare specialmente per Marx, ma non assolutamente su Freud e aggiungerei anche Jung, e infine penso che lo scientismo come lo intende lei è una costruzione ideologica di chi odia i frutti della ragione umana.
Lei può tranquillamente rimanere sulle sue posizioni anche se scrive enormità, io invece rimango della mia idea e sono tranquillo perchè so che la santa sacra ragione mi sostiene.
Adieu Mr Falco


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa significa "educare"
MessaggioInviato: 01/04/2008, 11:55 
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Iscritto il: 27/03/2008, 21:06
Messaggi: 97
Dovrei dire caro Emilio ma forse non sarai più su questi forum. Comunque rispondo lo stesso se non altro per quelli di voi che hanno seguito queste ultime battute.
Io ho portato delle ragioni e tu hai risposto preannunciando di confutarle, ma non lo hai fatto, e lo dico “tecnicamente”, non per disaccordo polemico.
Ho passato e ripassato tre volte quanto da te scritto e non ho trovato neppure un pezzettino di ragione confutativa, nessuna ragione tout court. Ci sono solo giudizi e rimandi. Del resto neppure ho detto che Galileo e Newton avevano un pdv neutro. Al contrario. Dico semplicemente che la nostra coscienza di uomini non può verificare del tutto se stessa verificante, semplice: vuol dire che non c’è una super-ragione che controlli la ragione e anche se ci fosse il problema si ripresenterebbe (e quindi il rapporto finale con la verità anche la più matematica e razionale è di assenso, fede per il credente, e questo è del tutto razionale). Il sistema tolemaico era ritenuto perfettamente scientifico, quando si è rivelato errato è stato definito filosofico-metafisico; credo che qualora la scienza, intesa come scienza scientista, giunga ad un altra confutazione clamorosa come quella operata da Copernico, Galileo, Newton, si premurerà di dire che in quei tempi c'erano ancora pregiudizi ecc... insomma la scienza è sempre solo quella dell’ultima bevuta!
Questo modo di fare penso che la accompagnerà finchè ci sarà storia, come all'opposto metterà sempre il cartello "oggi non si fa credito domani sì" per rimandare al futuro quello che non riesce a risolvere ora, sono aspetti fideistici essenziali come quelli di cui tu Emilio, sei vittima e non ti rendi conto. Perché il fideismo pervade tutte quelle coscienze che credono nelle loro verità ma che credono di non credere. La tua venerazione per gli scienziati del passato mi ricorda molto l’ipse dixit antigalileiano degli scienziati di allora per confutarte Galilei.
Un’ultima cosa. Se dietro la Ragione non c’è Dio che ci ha creati analoghi a lui, il massimo dell’antropomorfismo sarebbe proprio quello di credere che la ragione non sia antropomorfica, infatti se l’uomo è un essere qualunque e che non esprime essenzialmente la realtà assoluta, mi speghi come fa l’uomo, scientificamente e filosoficamente, a pretendere che tale pdv sia, non dico assoluto come deve pretendere che sia, ma appena valido anche un infinitesimo di validità gnoseologica?
Perfino il nostro semplice dire la parola “conoscenza”, sarebbe vuota parola sarebbe come giocare a Risiko e credere di conquistare il mondo. Questo è quello che penserei di me se fossi ateo e così dunque mi appaiono tutti i laicisti atei (e ciò seguendo il loro ragionamento senza mai uscirne fuori)
Cercherò di non fare più interventi lunghi, mi scuso.
Cordialmente e cristianamente
falcobruno


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa significa "educare"
MessaggioInviato: 01/04/2008, 12:54 
Caro Falco la vittima di un'intepretazione capziosa e maniche mi sa che è lei cmq secondo il suo "pensiero forte"

Del resto neppure ho detto che Galileo e Newton avevano un pdv neutro. Al contrario. Ma a me non sembra proprio dear falco
Dico semplicemente che la nostra coscienza di uomini non può verificare del tutto (questro lo pensa lei perchè limita il suo spirito di ricerca) se stessa verificante, semplice: vuol dire che non c’è una super-ragione che controlli la ragione e anche se ci fosse il problema si ripresenterebbe, In Pratica parafrasando Berkley boccia ogni passo avanti della ragione (e quindi il rapporto finale con la verità anche la più matematica e razionale è di assenso, fede per il credente, e questo è del tutto razionale).
Il sistema tolemaico era ritenuto perfettamente scientifico, quando si è rivelato errato (grazie a calcoli dettati dalla ragione) è stato definito filosofico-metafisico; credo che qualora la scienza, intesa come scienza scientista "sicuramente da lei e dai suoi alleati", giunga ad un altra confutazione clamorosa (non ci speri perchè sarebbe ritornare indietro a meno che anche lei creda che la terra è piatta) come quella operata da Copernico, Galileo, Newton, si premurerà di dire che in quei tempi c'erano ancora pregiudizi ecc (il sogno dei catecumeni limitati)... insomma la scienza è sempre solo quella dell’ultima bevuta!
"Scusi non sapevo che è alcolista, scherzi a parte un grane come Popper pensava che la scienza non dovesse avere soluzioni finalistiche ma al contrario ci fossero sempre nuovi quesiti da rispondere, cosa che nel mio piccolo penso anche io. Non capisco come anche lei che sembra un persona intelligente si faccia condizionare e limitare da una visione manichea della scienza e faccia dipendere tutto dalla volontà di Dio. Povero Padre eterno sempre chiamato in causa per ogni spiegazione, ma non sarebbe più ultile umanizzare le piccoli e grandi scoperte della scienza e finirla di demonizzarla. Come finirla di demonizzare la ragione?

Questo modo di fare penso che la accompagnerà finchè ci sarà storia, come all'opposto metterà sempre il cartello "oggi non si fa credito domani sì" (che spiegazione qualunqusita) per rimandare al futuro quello che non riesce a risolvere ora la scienza arriva sempre ad una soluzione lo sa vero?,
"sono aspetti fideistici essenziali come quelli di cui tu Emilio, sei vittima e non ti rendi conto".. Ripeto che la vittima dei pregiudizi sei tu e non io e la scienza di cui parlo rifuge da aspetti essenzialistici e tanto meno fideistici.
Perché il fideismo pervade tutte quelle coscienze che credono nelle loro verità ma che credono di non credere. In pratica forse mi sono espresso male nel voler usare il termine confutare, am io credo nel Grande Architetto dell'Universo e nella sua migliore creazione. l?Uomo anche se mi delude spesso.
La tua venerazione (rispetto e stima direi, chi venera in modo assoluto sei tu mi sa)
per gli scienziati del passato mi ricorda molto l’ipse dixit antigalileiano (roba da sacerdoti alla Bellarmino di cui sei fan vero?) degli scienziati di allora per confutarte Galilei. Non travisare e attieniti a quello che ho scritto.

Un’ultima cosa. Se dietro la Ragione non c’è Dio che ci ha creati analoghi a lui, il massimo dell’antropomorfismo sarebbe proprio quello di credere che la ragione non sia antropomorfica, infatti se l’uomo è un essere qualunque e che non esprime essenzialmente la realtà assoluta, mi speghi come fa l’uomo, scientificamente e filosoficamente, a pretendere che tale pdv sia, non dico assoluto come deve pretendere che sia, ma appena valido anche un infinitesimo di validità gnoseologica?
Come può rispondere uno storico neofita di storia delle relazioni internazionali a questa domanda così impegnativa?
Posso solo dirti che la realtà assoluta non è per tutti gli uomini quella che lei intende, per cui non posso darle vista la mia giovane età e per questo interessante pensiero colto una risposta altrettanto colta.

Perfino il nostro semplice dire la parola “conoscenza”, sarebbe vuota parola sarebbe come giocare a Risiko e credere di conquistare il mondo. Questo è quello che penserei di me se fossi ateo e così dunque mi appaiono tutti i laicisti atei (e ciò seguendo il loro ragionamento senza mai uscirne fuori)
Mi spiace ma anche se laico sono relativamente credente e tento nel mio piccolo di inerpicarmi per sentieri sconosciuti per quanto riguarsa la conoscenza e se a volte i miei pdv sembrano qualunquisti non fa nulla, perchè anche se scientista non ho la presunzione di trovare la verità assoluta ma di conoscere conoscere e conoscere per costruire la mia verità personale che conta solo per me. Mi perdonerà l'egosimo intellettuale ma sono troppo giovane e inesperto di conoscenza che farei peccato di grande vanità se le mie risposte fossero enigmatiche e confuse per far bella figura.

Per cui infine mi perdonerà se non sono d'accordo con la sua idea di educazione


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa significa "educare"
MessaggioInviato: 01/04/2008, 14:44 
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Iscritto il: 27/03/2008, 21:06
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Caro Emilio
lieto si risentirti davvero sinceramente
Ribadisco nel modo più perentorio, perché non vorrei ci fossero dubbi a riguardo, che la mia fede nel Gesù morto e risorto, ha anzitutto un substrato di ragionevolezza come per ogni opinione storica (non essendo la storia una scienza esatta).
Ma riguarda le verità fondamentali e per così dire precedenti la mia professione di fede cattolica, ovvero Dio, la realtà dell’uomo, la libertà dell’uomo, la sua dignità metafisica, il destino eterno dell’anima, sono del tutto consapevole della loro perfetta razionalità, senza ombra di dubbio.
La mia idea della ragione è di una ragione intesa in senso totale, non c’è una ragione senza l’uomo, una ragione neutra o super partes e il luogo della ragione è l’uomo, se si dice la ragione si dice insieme all’uomo, se si esclude l’uomo si esclude la ragione.
Riguardo la scienza non ho dubbi sul fatto che sia un bene e un’espressione della grandezza dell’uomo, quello che critico è una scienza fondata sull’argilla, quello che critico è la proiezione metafisica della scienza, non critico la scienza in quanto tale e la seguo con particolare attenzione soprattutto la fisica, quello che critico è l’opinione fatta scienza per autodichirazione anagrafica non controllata.
Questa idea di una ragione che non può non implicare Dio e Dio analogo all’essere umano mi rende del tutto libero di ragionare di tutto e di accorgermi dell’incompleta razionalità di molti discorsi “razionali” che non essendolo del tutto non lo sono affatto. Va bene credo che ci siamo chiariti
Cordialmente e cristianamente
falcobruno


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa significa "educare"
MessaggioInviato: 01/04/2008, 15:38 
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Iscritto il: 01/05/2007, 16:19
Messaggi: 2957
Egregio Falco,
Pascal diceva che la ragione umana non può riconiscere se stessa se non attraverso un qualcosa che la trascende.
E' il superamento di sè in quanto pura ragione che rende la scienza a "misura" d'uomo. Il rischio sia questo della con-fusione dello scientismo sia questo ( a mio modo di vedere ancora peggiore) del tecnicismo è che diventino autoreferenziali si pervertano e nutrano se stesse non della dignità dell'uomo ma della necessità di autocrearsi. Penso che una ragione che non si apra tanto al metafisico quanto al trascendente rischi di essere "ragionieristica" e di ridurre la vita dell'uomo a mero calcolo. La scienza ( valga anche per il diritto) deve fondare se stessa su una vis directiva e non su una vis coercitiva. Nel pimo caso educa nel secondo caso istruisce. Nel primo caso libera nel secondo caso ingabbia.
Cordialità e complimenti per l'ottima ragionamento alquanto ragionevole,
Il Cireneo


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa significa "educare"
MessaggioInviato: 01/04/2008, 16:47 
Caro Falco leggo adesso e apprezzo molto la tua sensatissima risposta al mio quesito di ieri, lingissimi da me dal voler provare dubbi sulla tua fede e osservanza, ti faccio i miei complimenti per quest'ultimo post molto lineare e condivisibile in molte parti come quella in cui scrivi: "quello che critico è l’opinione fatta scienza per autodichirazione anagrafica non controllata".
Forse ti sarà sembrato che cadessi in questo inganno ieri con la mia umile spiegazione, spero di no del resto hai inteso bene che era ed è difficile per me confutare pienamente concetti difficili e non ancora del tutto assorbiti anche se graditi dal mio intelletto. In pratica non ho la presunzione del filosofo della scienza anche se la materia mi piace, cerco di argomentare tesi secondo il mio laico punto di vista. Permettimi però di dissentire dalla tua idea di ragione come proiezione di Dio, e che quindi se non c'è un'idea di Dio il discorso razionale è incompleto perchè appunto avulso (scusami ma mi sto attorcigliando sul concetto) per quanto mi riguarda tale tesi può essere ribaltata poichè a prescindere da Dio se la ragione è un prodotto tipicamente umano può anche considerare Dio come un'idea che la completa, o farne a meno, insomma laicamente parlando la ragione umana ha il liberissimo arbitrio di considerarsi parte o meno di un progetto divino e se ragioniamo così senza dogmi forse ci rispetteremo un pò di più.

Aiutoooo non sono un filosofooooo ma un povero (per quello che ci pagano) storico

Ragionevolmente e simpaticamente Emilio


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