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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: L’invasione e la dominazione silenziosa: la società multiculturale
MessaggioInviato: 29/05/2007, 20:23 
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Discutiamone attingendo agli articoli presenti nel capitolo di StoriaLibera.it (
http://www.storialibera.it/attualita/is ... igrazione/ )

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 Oggetto del messaggio: Re: L’invasione e la dominazione silenziosa: la società multietn
MessaggioInviato: 01/06/2007, 8:48 
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Tempi num.42 del 02/11/2006
L'islam liberale di Abdennour sfida i 'gurulema' integralisti
di Colombo Valentina

«In pubblico, sono 'tutto miele', militano in maniera pacata e viscida in nome della tolleranza nei loro confronti e il dialogo tra le differenze. Nel privato, velano le mogli, considerano l'islam come l'unica verità, e sognano il dominio dell'islam sul mondo». Questo j'accuse nei confronti dei rappresentanti dei movimenti integralisti, di persone come Tariq Ramadan e le associazioni a lui legate come l'Uoif (Union des organisations islamiques en France) e l'Ucoii in Italia, proviene da Abdennour Bidar, musulmano francese, professore di filosofia in una scuola superiore di Nizza. Bidar ha 35 anni e una storia particolare alle spalle. Figlio di una francese convertita all'islam e cresciuto da un nonno, ateo e comunista. Francese con un nome arabo. Musulmano che da ragazzo in moschea non capiva una sola parola del sermone dell'imam tutto in arabo.
...
v.colombo@hotmail.it

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 Oggetto del messaggio: Re: L’invasione e la dominazione silenziosa: la società mult
MessaggioInviato: 05/06/2007, 6:40 
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"La propaganda multiculturalista messa in campo dalle nostre élite ci ha arrecato un grave danno, facendoci esitare nell'affermazione della nostra preziosa cultura, conquistata con grandi sforzi" (Roger Scruton).

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 Oggetto del messaggio: Re: L’invasione e la dominazione silenziosa: la società mult
MessaggioInviato: 06/06/2007, 10:37 
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"Secondo il premio Pulitzer Charles Krauthammer, la piaga di cui meno si parla oggi è l'incubazione da parte del vecchio continente di «un nemico interno, una minaccia che per decenni l'Europa semplicemente ha rifiutato di vedere». Si tratta dell'islamismo cosiddetto "born in Europe": «La più grande scoperta è che la seconda e terza generazione di musulmani in Europa è molto più radicalizzata della prima». È il caso di Mohammed Bouyeri: il wahabita che ha assassinato il regista Theo Van Gogh è nato e cresciuto ad Amsterdam, analogamente ai suoi giovani "colleghi" protagonisti degli attentati di Londra nel luglio 2005".

Giulio Meotti, in Tempi, 22.03.2007, n. 12.

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 Oggetto del messaggio: Re: L’invasione e la dominazione silenziosa: la società mult
MessaggioInviato: 21/06/2007, 15:18 
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"In Italia ci vuole la poligamia per legge"
Mohammed Bahà el-Din Ghrewati, fondatore dell'Ucoii (Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia) - 'Il Giornale' 23 gennaio 2007

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 Oggetto del messaggio: Re: L’invasione e la dominazione silenziosa: la società multicul
MessaggioInviato: 25/06/2007, 21:53 
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Non sapevo se postare queste due cose qui o nella sezione "Chiesa sinistrata", comunque ecco qui, purtroppo:

http://fattideuropa.splinder.com/post/1 ... mizzazione

1. Il Reverendo Franz Muerer, della parrocchia cattolica di San Teodoro, a Colonia, ha devoluto le offerte di una messa domenicale per la costruzione della grande moschea nel distretto di Ehrenfeld. Sia il comitato della Chiesa Cattolica di San Teodoro sia il consiglio parrocchiale hanno approvato la scelta. La moschea, che sorgerà nel "quartier generale" dell'Unione Turco-Islamica per l'Istituzione della Religione (DITIB), sarà una delle più grandi in Germania. Secondo i progetti la struttura comprenderà due minareti alti 55 metri, una cupola e un ambiente capace di accogliere più di 3.000 fedeli.


http://fattideuropa.splinder.com/post/1 ... rio%3A+sco

Il Centro Islamico di Modena, in collaborazione con il Centro Stranieri del Comune di Modena, ha promosso l'iniziativa Moschee aperte 2007, rivolta in particolare al mondo delle scuole. Le classi delle scuole elementari, medie e superiori che ne faranno richiesta, previa prenotazione al Centro Stranieri, potranno entrare nei luoghi di culto islamici. Membri della comunità islamica faranno da guide, spiegando le moschee, il loro significato, le tradizioni culturali e religiose musulmane, e rispondendo ad eventuali domande. Le visite si concluderanno con la distribuzione di materiale informativo a cura del Centro Culturale Islamico. L'iniziativa, oltre alle due moschee di Modena, sarà svolta anche in altri luoghi di culto presenti sul territorio provinciale.

Mentre in nome della laicità si conducono battaglie per togliere i crocifissi dalle pareti degli edifici pubblici o per sopprimere feste, canti e simboli natalizi nelle scuole, insegnanti e istituzioni (in questo caso Comune e Provincia) si fanno complici di iniziative da convertiti che propongono un'inversione dei ruoli: è l'elemento autoctono che è chiamato a conoscere l'elemento allogeno e non viceversa. Perché le scuole, tranne che in occasione di gite scolastiche, non portano i loro alunni a visitare le chiese locali per approfondire la conoscenza della tradizione e cultura cristiana, in materia delle quali vige solitamente una grande ignoranza? Perché questo comportamento di inaudita vigliaccheria da parte di pseudo-educatori nei confronti della religione forte, dominante, come appare quella islamica? Dove sono coloro che, sventolando freneticamente la bandiera della laicità dello Stato, con consueta arroganza, mista a ipocrisia e stupidità, si permettono di impartire lezioni di convivenza civile?

Luigi Cattani, coordinatore della commissione diocesana cattolico-islamica, plaude all'iniziativa, sostenendo la sua piena rispondenza alle esigenze di valorizzazione delle "minoranze di differenti religioni" e alla necessità di eliminare ogni "disparità". Sappiamo perfettamente tutti quanti che le "differenti religioni" di cui parla Cattani sono in realtà una, l'Islam, e che questa non soffre certo di una mancanza di riconoscimento. Luigi Cattani sembra un degno rappresentante di quella ripugnante frangia cattolico-progressista che erige il multiculturalismo a valore supremo e che si presta volentieri a spalleggiare quel processo soffocante che è la mondializzazione in chiave etno-culturale.



Qualcuno dica chi si deve integrare dove.


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 Oggetto del messaggio: Re: L’invasione e la dominazione silenziosa: la società mult
MessaggioInviato: 26/06/2007, 5:49 
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proporrei di inserire ciò che riguarda il Reverendo Franz Muerer, della parrocchia cattolica (cattolica o demente?) di San Teodoro, a Colonia anche in
viewtopic.php?f=31&t=121

come:

Sciocchezzaio/6
Parroci: meno Chiese, più moschee

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 Oggetto del messaggio: Re: L’invasione e la dominazione silenziosa: la società multicul
MessaggioInviato: 26/06/2007, 18:42 
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Iscritto il: 02/05/2007, 17:50
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ISLAM: la stragrande maggioranza degli Italiani è d'accordo col Presidente Pera (Corrispondenza romana, CR 938/05 del 19.03.2006)

È noto che il quotidiano "la Repubblica", uno dei due maggiori quotidiani nazionali, è seguito fin dalla sua fondazione, trent'anni orsono, dall'opinione pubblica di sinistra, alla quale si è sempre ed apertamente rivolto.
È quindi interessante notare che in un sondaggio svolto fra i suoi lettori, a proposito delle richieste di parte della comunità islamica di istituire nelle scuole l'ora di religione islamica e di accedere all'8 per mille, la stragrande maggioranza dei lettori de "la Repubblica" (il 65,4%) si è espressa all'unisono con le obiezioni del Presidente del Senato Marcello Pera, ossia rimarcando che si tratta di richieste eccessive da prendere in considerazione solo ove fosse garantita la reciprocità con i Paesi islamici.
Se ai lettori del maggior quotidiano della Sinistra italiana aggiungiamo l'elettorato del Centro-Destra, la cui opinione è già evidente di per sé, la posizione espressa dal Presidente Pera risulta rappresentare quella della quasi totalità del popolo italiano.


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 Oggetto del messaggio: Re: L’invasione e la dominazione silenziosa: la società multicul
MessaggioInviato: 26/06/2007, 22:17 
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Iscritto il: 22/06/2007, 10:43
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L'ora di religione islamica è un cavallo di troia per assimilare la nostra società. E' del tutto contraria ai nostri precetti. E mi chiedo pure come verrà insegnata. Insegneranno i versi che incitano all'odio verso gli infedeli, le donne, quelli che chiamano alla guerra santa, la pedofilia di Maometto eccetera? Eppure il vero islam è questo.


Ecco perché sono contrario all'ora di religione islamica nelle nostre scuole


Il fatto che io sia convinto che sia un errore permettere l'ora di insegnamento islamico nelle scuole italiane non è in contrasto con il principio della tolleranza cristiana, che è uno delle tante derivazioni dell'Amore Assoluto predicato da Gesù Cristo, cioé quello sciolto da ogni pregiudizio e da ogni giudizio. Premesso che c'è chi usa il principio cristiano soltanto quando gli conviene, pongo alla vostra attenzione una semplice metafora: in una comunità costituita da 20 persone, dieci sono adulte ed hanno pertanto avuto la formazione spettante, dieci sono bambini che hanno bisogno di essere formati sulle certezze fondamentali di ogni aspetto dell'esistenza. In una lezione di fisica spicciola, nove dei dieci adulti spiegano ai bambini che non è salutare scherzare con il fuoco, essendo un elemento che può arrecare un danno corporeo alla persona (cioé si tratta di un dato oggettivo corrispondente alla verità), mentre il decimo sostiene l'inverso, cioé dice ai bambini che è possibile giocare col fuoco, anzi li esorta a farlo, poiché non c'è alcun pericolo nel contatto tra l'elemento e la persona. Naturalmente i nove, convinti della certezza del loro assunto, pur essendo mossi in tutto e per tutto anche dai principi della tolleranza e delle opinioni altrui, sono contrari a quell'insegnamento, poiché non corrisponde alla verità creduta, per cui non vogliono che sia insegnato ai loro piccoli un'altra strada reputata non attinente alla realtà. E di certo, impedendo al decimo di non insegnare la non pericolosità del fuoco, fanno un bene ai dieci bambini, giacché hanno così comunicato a loro la verità di cui si sentono depositari e che hanno appreso nella loro fanciullezza. Ebbene, nel caso dell'ora di insegnamento islamico nelle scuole è la stessa cosa. Un cristiano, che crede pertanto che Gesù sia il figlio di Dio e non un mero profeta (così come è riportato nel Corano), non può accettare in una società a stragrande maggioranza cristiana e di cultura cristiana che ai loro figli possa essere mostrata una strada diversa di quella verso cui hanno riposto la loro fede, che se è piena è concepita come verità assoluta. Qui non si tratta di tolleranza, poiché il cristiano, al contrario del musulmano tout court attuale (e non di quello del medioevo, che tollerava, seppur in cambio di un dazio), non vuole assolutamente proibire che uno possa credere alla verità di Maometto, poiché ognuno è libero di avere la fede che vuole, anche di non averla affatto. E non si tratta nemmeno in questo caso del principio di reciprocità, seppur lo ritengo fondamentale in un sistema politico-sociale e sebbene debba far riflettere che uno dei cinque pilastri della religione islamica sia la jihad contro l'infedele, poiché Gesù ci ha insegnati che bisogna porgere l'altra guancia, anziché l'occhio per l'occhio ed il dente per il dente, ma si tratta qui del principio dell'insegnamento, della conservazione e della diffusione della Parola cristiana, soprattutto laddove si è radicato da migliaia di anni, diventato così parte integrante della società e fomentatore di valori e di altri principi che stanno alla base delle principali costituzioni europee contemporanee, e colpevolmente non presente in quella (non rilevante al momento) europea. Se Dio si è fatto uomo attraverso Gesù ed è sceso in mezzo a noi, ciò è avvenuto perché predicasse la Verità e la nuova Parola, basata sull'Amore Assoluto, e chi siamo noi per permettere a qualcun altro di predicare la sua verità nel nostro suolo, che come ha scritto l'atea Oriana Fallaci nella Forza della Ragione, è di chiara estrazione cristiana?

Walter Gianno

http://nonprevalebunt.splinder.com/post ... ntrario+al


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 Oggetto del messaggio: Re: L’invasione e la dominazione silenziosa: la società multicul
MessaggioInviato: 30/06/2007, 19:25 
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Iscritto il: 22/06/2007, 10:43
Messaggi: 745
Ma davvero qualcuno si illude che i musulmani possano dialogare? Ma se non gli passa per l'anticamera del cervello! Per loro i non musulmani sono tutti nemici, e chi dialoga è un nemico debole e senza onore. Vi accorgete che i musulmani non organizzano mai (dico mai) incontri interreligiosi? Beh, il motivo è semplice: quando gli venne chiesto risposero "noi non abbiamo niente da imparare e voi niente da insegnarci". Utopia il dialogo coi maomettani.


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