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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Perché affrontare –da parte di studiosi di storia– la letteratura?
MessaggioInviato: 07/05/2007, 17:58 
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Iscritto il: 06/05/2007, 16:27
Messaggi: 31
Innanzitutto perché è bella e quindi ci eleva spiritualmente. La grande, la vera letteratura non è semplice intrattenimento, come la letteratura di consumo che tanto successo ha nei nostri ultimi tempi. Affrontare le opere dei grandi autori, da Dante a Manzoni, da Omero a Virgilio, da Ariosto a Tasso oppure – perché no? – dal calunniato padre Antonio Bresciani al misconosciuto Carlo Alianello, può diventare un’esperienza altamente formativa che supera grandemente il mero piacere estetico della lettura. È vero, purtroppo, anche il contrario.

Ma in secondo luogo lo studio della letteratura è raccomandabile perché è uno strumento estremamente utile per comprendere lo spirito dei secoli passati. Attraverso lo studio cronologico degli avvenimenti militari e politici riusciamo a ricostruire lo scheletro della nostra civiltà. Grazie all’arte ed all’architettura possiamo rivestire questa fredda struttura, dare un volto alla cultura del passato.

Ma è con la letteratura che possiamo ricostruire le viscere della stessa. La Divina Commedia ed il Decameron – solo per citare due capolavori universalmente conosciute del Medioevo, ma il discorso è valido per quasi tutte le opere contemporanee, dal Tristano Ricciardiano al Novellino – ci permettono di conoscere le aspirazioni, la spiritualità, i desideri ed anche la vita quotidiana di un epoca che una fredda serie di date non potrebbe restituirci.

Strumento “caldo” per conoscere il passato ed il suo spirito e nel contempo strumento di elevazione personale: due ottimi motivi per non sottovalutare l’analisi delle principali opere letterarie, spesso capaci di sostituire degnamente un saggio storico. O almeno di non sfigurare al suo fianco.


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché affrontare –da parte di studiosi di storia– la letter
MessaggioInviato: 15/05/2007, 11:09 
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Iscritto il: 18/03/2007, 13:09
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un lettore scrive a StoriaLibera (7.5.2004):

desidererei titoli di alcuni libri che trattino il rapporto tra Pirandello e il fascismo, che sia al di fuori degli schemi scolastici, privo di faziosità.
Vi ringrazio per l'opportunità concessami e attendo una vostra risposta.
p.b. - Pescara


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché affrontare –da parte di studiosi di storia– la letter
MessaggioInviato: 21/05/2007, 11:52 
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Iscritto il: 06/05/2007, 16:27
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SL Direttore ha scritto:
un lettore scrive a StoriaLibera.it (28.6.2004):

sono un docente presso l'universita di Ain Shams. facendo il mio magistero sulla letteratura comparata - Araba/italiana
avrei la curiosita di sapere se c'e ben chiara nel romanzo italiano contemporaneo la figura dell'eroe vittima- una figura cosi vicina a quella del Cristo in una tendenza realistica.
per favore mi provedete di una risposta scivendo i nomi dei romanzi
Hamdy rayan - Alessandria-Egitto


I primi due titoli che mi vengono in mente sono Giovanni Episcopo di Gabriele d'Annunzio e Demetrio Pianelli di Emilio De Marchi. Peraltro non proprio contemporanei...


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 Oggetto del messaggio: Re: Perché affrontare –da parte di studiosi di storia– la letter
MessaggioInviato: 25/05/2007, 5:30 
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Iscritto il: 18/03/2007, 13:09
Messaggi: 2219
A riguardo dell'argomento del forum, leggo in Orazio GNERRE - Gianandrea de ANTONELLIS, Kultur. Panorama storico-critico della letteratura italiana, 2007:

Nella «Lettera al signor Chauvet» che, scritta nel 1820, fu pubblicata nel 1823, Manzoni sostiene che oggetto dell’arte non può essere che il “vero”, oggetto anche della storiografia. La diversità tra storia e poesia è però in questo: mentre la storia accerta e descrive i fatti nella loro obiettività, la poesia in quei fatti rivela il battito di umanità che li illumina dal di dentro. La poesia, insomma, parte: “dall’interesse che i grandi fatti della storia eccitano in noi, e dal desiderio che ci lasciano di conoscere o di immaginare i sentimenti reconditi, i discorsi che questi fatti hanno fatto nascere, e coi quali si sono sviluppati, desiderio che la storia non può, né vuole accontentare”.

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 Oggetto del messaggio: Re: Perché affrontare –da parte di studiosi di storia– la letter
MessaggioInviato: 17/03/2009, 9:33 
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Iscritto il: 18/03/2007, 13:09
Messaggi: 2219
Al Convegno del Tradizionalismo Cattolico dal tema "1799-2009: la battaglia per la Civiltà Cristiana nell'età contemporanea", interverrà -tra gli altri- il prof. Gianandrea de Antonellis, moderatore di alcuni forum di StoriaLibera.
Del prof. Gianandrea de Antonellis, StoriaLibera ospita numerosi articoli.



A Civitella del Tronto (TE), nei giorni venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 marzo 2009

Convegno del Tradizionalismo Cattolico

Il Convegno del Tradizionalismo Cattolico: "1799-2009: la battaglia per la Civiltà Cristiana nell'età contemporanea", con il patrocinio della Regione Abruzzo, si terrà a Civitella del Tronto, in provincia di Teramo, nei giorni da Venerdì 20 a Domenica 22 Marzo 2009, presso la Sala Consiliare del Comune.
Il Convegno, nel ventennale della fondazione della rivista "Controrivoluzione", sarà presieduto da S.E. Dott. Bruno Tarquini, Presidente Onorario della Suprema Corte di Cassazione.

Il programma prevede il saluto del Senatore Fabrizio Di Stefano, la prolusione di Pucci Cipriani, direttore di "Controrivoluzione". Interverranno Alessandro Gnocchi, Massimo De Leonardis, Roberto de Mattei, Massimo Viglione, Gianandrea de Antonellis, Francesco Agnoli, Stefano Carusi, Abbondio Dal Bon, Luciano Garibaldi, Benigno Roberto Mauriello.

Questo il programma dei lavori:

Venerdì 20 Marzo
Ore 16,30 - Incontro con i vari gruppi tradizionalisti, vendita di libri e oggettistica
Ore 18,30 - S. Messa in rito romano antico
Ore 19,00 - "Via Crucis" con fiaccole per le vie del paese.

Sabato 21 Marzo
Ore 8,30 - S. Messa in rito romano antico
Ore 9,45 - Inizio Lavori
Ore 16,00 - Ripresa dei lavori
Ore 20,00 - Termiche dei lavori.

Domenica 22 Marzo
Ore 8,00 - S. Messa in rito romano antico
Ore 10,00 - Partenza della processione verso la Rocca
Ore 10,30 - Sulla Piazzaforte della "fedelissima" Civitella del Tronto alzabandiera con l'inno borbonico composto da Paisiello, eseguito dalla banda di Civitella
Ore 10,45 - Celebrazione della Santa Messa Tridentina cantata in memoria dei Martiri della Tradizione, nella chiesa di San Iacopo sulla Rocca
Ore 12,00 - Visita alla Rocca della Fedelissima Civitella del Tronto
Ore 13,00 - Riunione conviviale e "arrivederci" al 2010.


Allegati:
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