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 Oggetto del messaggio: Re: Testi di storia e bugie
MessaggioInviato: 17/03/2009, 7:37 
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La guerra dei manuali tra assenze e settarismo
in "Il Giornale"
17.3.2009 p. 28

Esclusi, inclusi, storie delle lettere a senso unico e con divieto di accesso agli sgraditi. Capita spesso con i manuali anche se poi a farne le spese sono sempre un po’ gli stessi. Ignazio Silone per esempio, assente ingiustificato dalla storia della letteratura di Asor Rosa, era già stato bistrattato nella Storia della letteratura italiana di Carlo Salinari e Carlo Ricci (testo per le superiori), che in quelle pagine lo liquidavano con sprezzanti giudizi, tipo: «la sua caratteristica fondamentale di scrittore è l’impotenza», il «suo gusto grossolano e provinciale», e non gli resta che «cambiar mestiere». Si discusse molto anche nel 1991 quando uscì la storia della letteratura del critico Giulio Ferroni (il quale tra l’altro è stato querelato per diffamazione proprio da Asor Rosa), che ridimensionava drasticamente la figura e il ruolo di Alberto Moravia nel ’900 italiano e invece riservava più spazio ad autori considerati minori come Carlo Betocchi. Le esclusioni e le presenze contestate si ritrovano più spesso nelle pagine dei manuali che affrontano la contemporaneità, gli autori più giovani, lì dove il contributo degli scrittori non è ancora storicizzabile e dunque prevale il criterio personale del critico. Nel testo di Ferroni per esempio Baricco e Tamaro sono trattati con molta severità: «Si tratta di scrittori che recitano la parte di scrittori - spiegò Ferroni - e propongono al pubblico non una conoscenza del reale, ma l’immagine dello scrittore ispirata dai media. Sono entrambi abili ma non mi suggeriscono nessuna autentica esperienza della vita e del linguaggio». Più tardi sui giornali sarebbe seguita una feroce polemica tra lui e Baricco. Militante è anche il giudizio critico di Edoardo Sanguineti, poeta tra i fondatori del Gruppo 63 (movimento letterario costituito nel 1963 da alcuni giovani intellettuali che contestavano i modelli letterari tipici degli anni Cinquanta), che nelle antologie boccia Salvatore Quasimodo come un non-poeta, salvando solo le traduzioni dei lirici greci fatte dal poeta siciliano. Ancora polemiche per un’altra storia della letteratura italiana del ’900, quella pubblicata un decennio fa da Boringhieri e curata da Franco Brioschi e Costanzo Di Girolamo. In quelle pagine si contavano diverse assenze (o presenze ridotte ai minimi termini), da Vincenzo Consolo, a Giuseppe Pontiggia ad Alberto Arbasino a Raffaele La Capria a Sebastiano Vassalli, Beppe Fenoglio, Primo Levi. Totalmente assente Lalla Romano. In compenso figuravano Giuseppe Culicchia e Silvia Ballestra.

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 Oggetto del messaggio: Re: Testi di storia e bugie
MessaggioInviato: 11/06/2009, 15:20 
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Un libro da comprare
Edizioni Ares

Autore: Fontana Sandro
Titolo: Le grandi menzogne della storia contemporanea
Sottotitolo: Dal mito della vittoria mutilata alla strage di Marzabotto
Pagine: 144


Il Cireneo


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 Oggetto del messaggio: Re: Testi di storia e bugie
MessaggioInviato: 11/06/2009, 15:57 
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Un altro?

"Storia del cattolicesimo"
Jean-Pierre Moisset
Edizioni Lindau

Come è nato il cristianesimo, dal tronco dell’ebraismo, in un Medio Oriente attraversato da numerosi movimenti messianici? Come si è organizzata la Chiesa, prima in clandestinità e poi, a partire dal IV secolo, quando quella cristiana è divenuta la religione ufficiale dell’Impero? Perché l’autorità del papa si è imposta come una sorta di marchio di fabbrica del cattolicesimo? Che cosa furono realmente le Crociate? E quanto è giustificata la leggenda nera della Santa Inquisizione? Quanto devono al cristianesimo e alla Chiesa l’Occidente e il suo sistema di valori? Come ha reagito la Chiesa di fronte all’irruzione della modernità? Che cosa ha rappresentato il Concilio Vaticano II e perché ancora oggi se ne discute? Anche i cattolici più preparati e consapevoli conoscono in maniera insufficiente la storia della Chiesa cui appartengono. Eppure la storiografia sul cattolicesimo non è mai stata così vivace come in questi ultimi anni. Il volume di Jean-Pierre Moisset, che in Francia ha ricevuto numerosi premi ed è entrato nella classifica dei libri più venduti, si inserisce a pieno titolo in questo rinnovamento storiografico e ha fra i molti pregi innanzitutto quello di ricostruire in modo completo ed equilibrato una storia che spesso viene ridotta a qualche data sparsa e a pochi «passaggi» esemplari, e che invece è ricca di avvenimenti e di insegnamenti utili al nostro tempo.

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 Oggetto del messaggio: Re: Testi di storia e bugie
MessaggioInviato: 17/07/2009, 8:39 
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CHE TESTI USANO I TUOI FIGLI? - Antonio Gaspari, Zenit.org 14 luglio 2009
Andrea Bartelloni analizza i libri di testo scolatici

(http://www.rassegnastampa-totustuus.it/ ... e&sid=3386)

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 Oggetto del messaggio: Re: Testi di storia e bugie
MessaggioInviato: 10/09/2009, 8:43 
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Per la gioia di don Beniamino e di tutti i revisionisti di StoriaLibera riporto una nota di agenzia http://notizie.virgilio.it/notizie/poli ... 39820.html

Unità d'Italia/ Berlusconi: Alcune pagine storia da riscrivere
Correggere fatti che ci sono stati raccontati diversi da realtà


Bisogna rinfrescare la memoria sulla storia del nostro paese e andare a "correggere ciò che è stato scritto erroneamente".

E' questo l'invito del premier Silvio Berlusconi in vista dell'anniversario dei 150 anni dell'unità d'Italia che si festeggerà nel 2011. Ospite di Atreju, Berlusconi ha consigliato alla platea di giovani il libro di Angela Pellicciari 'Risorgimento da riscrivere' e quello di Sandro Fontana 'Le grandi menzogne della storia contemporanea' (il premier in realtà lo chiama 'Le menzogne da riscrivere'): "In preparazione dei 150 anni dell'unità d'Italia il mio consiglio è di andare a rivedere la nostra storia perché per molti di noi a scuola si è fermata molti anni prima di quando siamo nati. A molti altri i fatti sono stati raccontati in maniera diversa dalla realtà: credo che per una esigenza di verità bisogna andare a rinfrescarsi la memoria e correggere ciò che è stato scritto erroneamente. Questo è il modo migliore per arrivare preparati a celebrare tutti insieme questo anniversario straordinario".

Berlusconi è come il vino buono. Più invecchia nella botte e più migliora. Il compagno Napolitano lo ha pressato per le celebrazioni del 150 del Risorgimento come antesignano della Resistenza. E Silvio gli ha risposto… con la Pellicciari.

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E' necessità et non si può far di manco


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 Oggetto del messaggio: Re: Testi di storia e bugie
MessaggioInviato: 14/09/2009, 11:01 
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Ricevo e, a mia volta, segnalo:


Gent. lettrice, egr. lettore,
dal 1999 ci interessiamo dei manuali scolastici, personalmente di quelli di biologia, cercando di vedere come vengono trattati temi particolarmente sensibili come la storia della Chiesa, l’ecologia, l’ambiente, le droghe, l’evoluzionismo, e cosi via. Un’attivita’ che ha visto la presentazione al Meeting di Rimini del 2000 di un lavoro sui manuali di biologia assieme al prof. Giuseppe Sermonti:
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/ ... age&pid=15

L’Osservatorio sui Libri di Testo ha esaurito negli anni la sua spinta iniziale ed è sopravvissuto solo per il mio interesse e ha visto una ripresa grazie alla pubblicazione su Nuova Secondaria (n. 8, aprile 2009) di un mio contributo su manuali scolastici ed evoluzionismo:
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/ ... e&sid=3386

Questa pubblicazione ha richiamato l’attenzione di alcune persone che hanno espresso la loro volonta’ di riprendere il lavoro interrotto e ampliarlo ad altre materie della scuola dell’obbligo (storia, letteratura, filosofia, religione).

Cosa ne pensa? Sarebbe disponibile a segnalare quello che secondo lei non va nei testi che conosce e che usa, se insegnante o, se genitore, che hanno in uso i suoi figli? E suggerirci quello che un testo dovrebbe contenere?

Passo successivo sarebbe quello di far rinascere l’Osservatorio e, in base alle varie competenze, suddividere il lavoro di ricerca tra coloro che saranno disposti a collaborare.

Attendo sue considerazioni, suggerimenti, critiche, eventuali richieste di chiarimenti, e nel frattempo la saluto e la ringrazio cordialmente.

Andrea Bartelloni
osservatorio2000@hotmail.it
CENTRO CATTOLICO DI DOCUMENTAZIONE di Marina di Pisa
(http://rassegnastampa-totustuus.it)

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 Oggetto del messaggio: Re: Testi di storia e bugie
MessaggioInviato: 17/12/2009, 12:02 
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Iscritto il: 18/03/2007, 13:09
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QUANDO I LIBRI DI TESTO ATTACCANO LA CHIESA E CACCIANO CRISTO
di Andrea Bartelloni,
Ag Zenit 10 dicembre 2009

Nella scuola circolano libri di testo ideologicamente orientati e dai contenuti approssimativi che danneggiano gravemente la formazione dei nostri giovani
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/ ... e&sid=3598

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 Oggetto del messaggio: Re: Testi di storia e bugie
MessaggioInviato: 11/05/2010, 14:27 
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Iscritto il: 11/07/2007, 17:21
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Ricevo dal Prof. Vassallo questo godibilissimo ma nel contempo documentato ed efficace articolo:

"Figure della mala unità,
il tricolore di Reggio Emilia e l'inno di Mameli


Sono sconcertanti gli strilli-squilli patriottici alzati dagli ex comunisti, scandalizzati dal ministro Calderoli, ai loro occhi colpevole di aver messo in dubbio la presenza alla celebrazione dell'impresa garibaldina. Squillanti strilli si levano, infatti, da esponenti di quella sinistra sedicente italiana, che, in anni non lontani, disprezzava l'idea di patria con tale intensità e livore da tributare un applauso generoso ai carri armati sovietici (ossia internazionalisti) lanciati dal buon Kruscev contro i patrioti ungheresi insorgenti contro l'odiosa oppressione.
Oltre tutto le affermazioni di Calderoli sull'inopportunità della celebrazione del 5 maggio sono conformi al giudizio unanime degli storici, che hanno studiato seriamente il cammino della mala unità avviato da Cavour e da Garibaldi nel 1860.
Documenti inoppugnabili raccolti da Luciano Salera dopo lunghi anni di sagace ricerca, ad esempio, dimostrano che gli aggressori del Regno di Napoli erano ispirati da motivi spregevoli ed agivano di conseguenza .
Non per caso, risultato e coronamento della spedizione dei mille in camicia da macellaio fu il furto delle ingenti riserve auree accumulate dal Regno di Napoli grazie a un'oculata e onesta amministrazione del denaro pubblico.
I motivi dell’aggressione al Regno di Napoli, peraltro, si leggono a chiare lettere nei disastrati bilanci del Regno sardo. Al proposito lo storico Luciano Salera ha rammentato: “Poiché le loro casse facevano acqua da tutte le parti e c’era assoluta necessità di danaro, tanto danaro, fresco e liquido bisognava unire l’Italia sotto la dinastia sabauda ridotta all’elemosina. Ferdinando che, al contrario, aveva un’economia solida ed una riserva aurea da far invidia a mezza Europa, non poteva immaginare quale lavorio intorno al suo Regno si cominciasse ad intrecciare, sott’acqua, tra Francia, Inghilterra, Piemonte ed esponenti delle logge massoniche, nazionali ed internazionali che tenevano le fila manovrando i pupi di quella che si preannunciava come una tragica rappresentazione”.
L'onestà intellettuale, dunque, suggerisce la prudente distinzione dell'unità d'Italia dall'avvenimento unificazione, impropriamente detto risorgimentale: impresa che non fu né onesta né finalizzata all'affermazione e al trionfo degli ideali religiosi e civili condivisi dalla maggioranza degli italiani.
Al contrario: l'impresa risorgimentale fu il proseguimento della calata in Italia dei saccheggiatori giacobini e della loro rivoluzionaria aspirazione a devastare la Chiesa cattolica, ad abbattere governi legittimi, a disturbare e danneggiare la maggioranza degli italiani e a sequestrare – rubare - i beni che l'autorità ecclesiastica usava per assistere gli indigenti e i malati.
L'esemplare biografia del Beato Francesco Faà di Bruno dimostra che i rappresentanti politici del Piemonte cattolico furono emarginati dai politicanti risorgimentali, membri di un'oligarchia arrogante e truffaldina, che concedeva il diritto di voto solo all'un per cento dei sudditi, ossia ai massoni, ai beneficiari del saccheggio dei beni ecclesiastici, ai burocrati e ai caudatari di casa Savoia.
Per inciso: in Piemonte la risposta cattolica all'infame saccheggio dei beni ecclesiastici, organizzato dai liberal-sabaudi, fu una straordinaria, magnifica fioritura di santi impegnati nel sociale ossia intesi a rimediare, con opere di misericordia, alle devastazioni e ai danni procurati ai meno abbienti da riforme intonate al cieco egoismo soggiacente al mito della “mano magica del mercato”.
L'amor di patria non può essere associato alla bolsa retorica intorno all'ideologia illuminista impropriamente detta risorgimentale, che fu imposta agli italiani da una minoranza di cialtroni sostenuti dalle baionette dello straniero.
In altre parole: non si può scambiare l'unità d'Italia con l'Italia spiritualmente disunita dai c. d. padri della patria. Non si può dimenticare che l'unità geografica fu realizzata dai liberali abbattendo le ragioni dell'unità spirituale.
Purtroppo in Italia non mancano, a sinistra, e a destra gli amanti della defunta ideologia e i cultori del falso storico. Costoro promuovono la sistematica confusione tra unità e mala unità, tra amor di patria e ideologia massonica, tra popolo italiano e oligarchia rivoluzionaria.
La prima fabbrica di confusione è gestita dai patriottardi, che associano l'amore per la bandiera, simbolo dell'unità della patria, con il culto (feticistico, massonico, strutturalmente anticristiano) del tricolore conservato nel museo di Reggio Emilia: vessillo innalzato da un pugno di volgari mercenari, che dichiaravano, senza vergogna, l'obbedienza alle leggi imposte dai cleptomani giacobini.
La seconda fabbrica è l'attaccamento morboso all'inno di Mameli, scadente filastrocca accompagnata da una irritante musichetta. Roba del genere non è adatta a rappresentare i sentimenti degli italiani e a valorizzare lo loro storia.
Men che meno può esser detto “poeta della patria” il compassionevole Mameli, un ragazzo fuorviato ed esaltato che si mise al seguito del lugubre Mazzini.
Il Mameli ha firmato i versi sgangherati e grotteschi del componimento scritto per declinare la passione anti - italiana e anti-cattolica che, nel 1849, agitava i protagonisti della repubblica romana: “Se il papa è andato via / buon viaggio e così sia / non morremo d'affanno / perché fuggì un tiranno / viva l'Italia e il popolo / e il papa che va via!”
Quando si leggono i versi da taverna e da lupanare che infiammarono il cuore dei risorgimentali, sembra non infondato il sospetto che i militanti nella sgangherata fazione patriottarda festante a sinistra e a destra sotto l'icona del Garibaldi, anziché l'attuale unità italiana intendano esaltare le infami, sanguinarie imprese, compiute in un passato da dimenticare: le attività terroristiche organizzate dal Mazzini, la guerra combattuta in Crimea contro una nazione cristiana minacciata dai turchi, la guerra civile combattuta dai guerriglieri del Garibaldi, e la vile aggressione a Pio IX compiuta dal fellone Vittorio Emanuele II, il c. d. padre della patria.
L'amor di patria non può essere rovesciato nel culto tributato agli ideali sorpassati e smentiti dall'esperienza storica e ai protagonisti delle più nere pagine del nostro passato.
L'unità è un bene prezioso e sacro, che si può difendere solo nella fedeltà alle radici cristiane della nazione e nel rispetto delle storiche autonomie, l'importanza e l'attualità delle quali fu rivendicata a destra da illustri pensatori del Novecento, quali Francisco Elias de Tejada, Pedro Galvao de Sousa e Silvio Vita .
Ora rivendicare il principio delle autonomie regionali significa chiudere la parentesi del centralismo amministrativo, ultimo residuo della cultura totalitaria che ha infestato l'età moderna a partire dalla rivoluzione giacobina e napoleonica. Di qui la perfetta legittimità delle tesi formulate dagli esponenti della Lega e testimoniate dall'on. Calderoli.
La festa dell'unità d'Italia, in definitiva non può e non deve essere celebrata il 5 maggio – data d'inizio di una sciagurata e odiosa guerra civile.
Quale unità si può celebrare in un evento concluso dall'istituzione di campi di concentramento nei quali italiani del Piemonte segregavano e facevano morire italiani del Sud? L'unità di Caino?
Come sostiene un qualificato protagonista della riscossa cristiana, Emilio Artiglieri, la data ideale per la celebrazione dell'unità d'Italia è l'11 febbraio, ricorrenza della conciliazione del 1929, che ha restituito l'Italia a Cristo e la pace agli italiani.
La rievocazione del c. d. risorgimento divide gli italiani, la memoria della conciliazione li potrebbe pacificare nel ricordo dell'unità ristabilita dalla fede cristiana.
Il più autorevole testimone e il più imparziale giudice della vita italiana di quel tempo, Pio XII, nell’enciclica ”Summi Pontificatus” pubblicata il 20 ottobre del 1939 poteva affermare, senza tema di smentita, che “la diletta Italia mercé la provvidenziale opera dei Patti lateranensi” occupava un posto d’onore fra gli stati con le quali la Santa Sede si trovava in amichevoli relazioni: “Da quei Patti ebbe felice inizio, come aurora di tranquilla e fraterna unione di animi innanzi ai sacri altari e nel consorzio civile, la pace di Cristo restituita all’Italia”. "


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 Oggetto del messaggio: Re: Testi di storia e bugie
MessaggioInviato: 24/05/2010, 18:11 
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Iscritto il: 04/05/2007, 10:16
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Salve a tutti. Qualcuno di voi ha letto in the God's name di David Yallop dove quest'ultimo accusa Marcinkus e Giovanni Paolo II di essere praticamente i mandanti dell'assasinio di Giovanni Paolo I?


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 Oggetto del messaggio: Re: Testi di storia e bugie
MessaggioInviato: 20/07/2010, 10:21 
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Iscritto il: 01/05/2007, 16:19
Messaggi: 2957
Stuart ha scritto:
Salve a tutti. Qualcuno di voi ha letto in the God's name di David Yallop dove quest'ultimo accusa Marcinkus e Giovanni Paolo II di essere praticamente i mandanti dell'assasinio di Giovanni Paolo I?


No, non lo ho letto. Me lo hanno regalato e lo ho usato per pulirmi il ...ma non è buono nemmeno per quello!
Il Cireneo


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