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 Oggetto del messaggio: Re: Tradizione e progresso
MessaggioInviato: 24/04/2010, 12:19 
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Iscritto il: 04/03/2010, 15:58
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Località: Roma
Intendo proporre in questa sede un articolo, che ho recentemente pubblicato sul blog ed in altri siti, per conoscere anche il vostro parere.

La Questione Maschile come questione politica

Il grande polverone mediatico sollevato di recente dal noto articolo di Massimo Fini su "Il Fatto", la crescente visibilità anche televisiva di ingiustizie giuridiche consumate in danno di padri separati ed altri contributi editoriali non privi di risonanza pubblica stanno a documentare come la "questione maschile" (brevemente QM) stia cominciando a filtrare, quale argomento di cultura politica, anche in sedi più ampie di quelle ristrette cerchie internettiane dove, normalmente, questa espressione ricorre ormai da diverso tempo.

Ma cosa si intende per questione maschile?

Darne una definizione sintetica potrebbe rivelarsi semplificatorio e riduttivo, trattandosi di una fenomenologia che investe sfere molto ampie della vita associata e di quella individuale.

Tuttavia, una definizione si rende quanto mai opportuna e va tentata.

Limitarsi ad identificare la QM nel fenomeno della misandria - ossia dell’ostilità pregiudiziale verso il "maschio" - che si registra sul piano dei comportamenti diffusi, nella prassi giudiziaria e nei conseguenti effetti sociali non consentirebbe di cogliere le cause profonde del problema; la misandria è, in altre parole, la punta di un iceberg rispetto al quale l’interrogativo che rimane irrisolto è : "cosa la rende possibile nei modelli culturali del mondo occidentale che, per statuto, nega legittimità ad ogni altra forma di discriminazione ideologica, tranne questa?".

Indubbiamente, sul piano politico-filosofico il femminismo, con la sua critica al "dominio maschile" e con la sua interpretazione della storia come storia di oppressione delle donne, ha posto le basi per un antagonismo femminile materialmente "vissuto" che ha assunto, rapidamente, il senso di una critica tout court verso il "maschio", il suo sistema simbolico ed il suo valore umano.

Eppure questo dato irrefutabile ancora non spiega come mai un movimento sostanzialmente di nicchia - sono davvero poche le donne che si dichiarano apertamente femministe e molte, invece, quelle che ne condannano gli eccessi - sia riuscito a fare del proprio messaggio un fattore di condizionamento delle culture politiche, tanto da essere stato assimilato nel "sentire comune" in modo pressoché acritico.

Forse, allora, le radici del problema sono ancora più in profondità.

Ad una riflessione più generale, le concezioni politiche che si sono andate affermando in questi primi anni del terzo millennio hanno continuato gradualmente a spostare il fulcro della propria attenzione, l’oggetto del contendere politico generale, dall’economia all’etica, dal pubblico al privato, dalla politics alla policy, dalla comunità all’individuo, proseguendo una tendenza già avviata, negli anni del c.d. "riflusso", dall’individualismo esasperato dell’io radicale e dai valori edonistici della c.d. "società debole".

I temi della "biopolitica", le questioni di coscienza, la critica all’anomia morale della finanza e le contrapposizioni via via più aspre tra fede e laicismo - per non parlare di quegli atteggiamenti di militanza imbevuti sempre più spesso di indignazioni etiche, piuttosto che di rivendicazioni sociali definite - ricorrono con sempre maggiore frequenza nei dibattiti pubblici mentre, contestualmente, sempre minore attenzione viene posta ai paradigmi classici dell’economicismo materialista con i quali, da Marx in avanti, si è solitamente descritta l’evoluzione della società; la globalizzazione avrebbe, in effetti, reso anacronistica la tradizionale critica al modello di sviluppo economico, aprendo la strada ad altre forme di aspirazioni soggettive e di conflittualità sociali.

La politica, insomma, starebbe cambiando i propri obiettivi.

Riducendo al massimo la complessità delle filosofie politiche da cui questi fenomeni traggono forza e movimento, si potrebbe dire che le ormai antiche contrapposizioni tra detentori di privilegi materiali ed esclusi hanno ceduto il passo a nuove forme di contrapposizione, di grande coinvolgimento emotivo per l’opinione pubblica, nelle quali la posta in gioco non è più - o non tanto - il potere materiale, quanto, piuttosto, il potere morale.

Ma è veramente così?

Possiamo abbozzare una risposta se tentiamo di risalire al momento in cui alcune forze ideologiche - quelle miranti alla realizzazione della "società perfetta" - hanno modificato il proprio ruolo trasformandolo da progetto di governo della società a progetto di governo delle coscienze individuali.

L’impegno politico diventerà, in questa luce, affermazione di valori universalistici - calati dall’alto - a cui il popolo deve essere "educato".

Sino ad un dato momento storico, che possiamo riconoscere nella rivoluzione culturale del ’68, quantomeno nel nostro Paese, la competenza in materia morale - la definizione condivisa del bene e del male - è affidata alla dimensione religiosa ed, in essa, il governo delle coscienze è demandato alla visione escatologica della Chiesa.

Più delle sanzioni della giustizia umana (e parallelamente ad esse, che ne mutuano il senso nell’ottica sociale) è il senso di colpa lo strumento psicologico di questa amministrazione delle coscienze che, tuttavia, non mira alla realizzazione dell’individuo perfetto, né della società perfetta, ma solo a dettare le regole della vita "grata a Dio" in prospettiva ultraterrena; modelli etici che, peraltro, anche sul piano sociale consentono una convivenza pacifica ed ordinata, benché in qualche misura repressa sul piano istintuale.

Inoltre, a differenza di quanto avveniva per il calvinismo (come ci ha insegnato M. Weber), i comportamenti "in odore di santità" sono solo un focus a cui tendere per il singolo cattolico, in quanto neanche la Chiesa ignora o nega le umane imperfezioni, tanto da prevedere il perdono della "Confessione" o, addirittura, il semplice pentimento, anche dell’ultimo istante di vita, per la redenzione di un’intera vita di peccati (o di incapacità operosa).

Con il sessantotto la critica alla moralità tradizionale di origine religiosa ed a tutto ciò che ad essa si ricollega sul piano sociale (famiglia, ruoli, merito, gerarchie) diventa occasione per una rifondazione dell’etica su basi antagonistiche.

Come ogni movimento rivoluzionario, anche il ’68 mirava ad una trasformazione radicale dei rapporti sociali, nel senso di un ribaltamento puro e semplice del passato e dell’ordine sociale, ma la sua specificità storica sta, in misura particolare, nel fatto che esso trasferisce la rivoluzione dalla politica alla cultura, negando a quest’ultima ogni forma di legittimità in quanto cultura delle classi dominanti.

Tutto ciò che è espressione delle culture tradizionali deve essere rovesciato nel suo contrario; emancipazione, la parola chiave del nuovo paradigma antropologico, significa, innanzitutto, negazione di qualunque validità al sistema di valori allora vigente, una "grande marcia" utopica verso l’emancipazione dal passato, dalla religione, dai pregiudizi, dal consumismo.

Come è stato già scritto...."Il ’68 contrappone in un modo totale la trasparenza del sociale al feticismo dell’economico, del politico e del legale. Il profitto, la ragion di Stato e l’apparato della legge subordinano a sé ogni istanza che nasce dalla comunità, dalla comunicazione, dall’autocoscienza. Il centro del sociale è la critica delle ideologie che svela l’inganno con cui l’economia, la politica e la legalità vogliono imporsi come «verità oggettive, impersonali, necessarie».

L’esempio più evidente dell’estremismo con cui il ‘68 oppone la trasparenza del sociale a tutte le forme del feticismo è il concetto sessantottesco di malattia mentale incarnato nella legge 180. Il malato di mente, l’operaio, la donna, devono «diventare protagonisti della trasformazione sociale e quindi della loro liberazione». Ogni condizione umana distorta è costruita in un processo distorto di comunicazione sociale camuffato come «naturale». Ogni condizione umana è perciò modificabile attraverso un rifiuto di farsi imporre un’identità distorta da una comunicazione distorta. Curare vuol dire far riconoscere al malato il legame tra la sua condizione di sofferenza e la distorsione della comunicazione, l’opacità sociale di cui è vittima. Solo una «rivoluzione sociale» può liberare il malato dai suoi sintomi.

Gianini Belotti mostrava nel libro "Dalla parte delle bambine" come anche la differenza maschio-femmina è un prodotto dei modelli distorti di comunicazione sociale interiorizzati e istituzionalizzati in tutta la società. La rivoluzione sociale consiste nello svelare i modelli distorti di apprendimento sociale dietro ogni diseguaglianza tra gli uomini. Così finalmente «si potrà spezzare la catena di condizionamenti che si trasmette pressoché immutata da una generazione all’altra».

La «Grande marcia» verso il predominio del sociale su tutti gli altri aspetti della vita è il kitsch della sinistra."

Rivisitando la storia come storia di oppressione simbolica, la critica al modello di sviluppo - da cui siamo partiti - acquisisce rapidamente il senso di una critica radicale al modello di trasmissione della cultura, di apprendimento e di elaborazione del pensiero.

L’identità personale non è più, secondo questo mutamento di prospettiva, un dato naturale che scaturisce spontaneamente dal corredo biologico, da quello genetico e dalle diversità in essi radicate; l’individuo diventa una costruzione socio-culturale nella quale i condizionamenti a cui esso è sottoposto dall’educazione possono essere modificati in modo consapevole da altri condizionamenti di segno differente e contrario.

Un ruolo tutt’altro che secondario per l’affermarsi di questa prospettiva è stato svolto, inoltre, dal rapido sviluppo delle discipline psicologiche sin dagli inizi del ’900.

L’idea che la psiche fosse un terreno di indagine scientifica come un altro, passibile di interventi e tecniche di manipolazione tali da indurre a “cambiamenti” delle condizioni soggettive, rappresentava il fulcro concettuale di discipline sperimentali come il comportamentismo (Watson, Skinner) e il successivo cognitivismo, mentre anche la psicologia sociale avviava ricerce specifiche sul “conformismo” e sulle strategie di promozione del consenso sociale.

La psicologia individuale e collettiva diviene così, il laboratorio nel quale sperimentare nuove forme di controllo sociale, in sostituzione di quelle tradizionalmente legate ad ideali di moralità religiosa.

La medicalizzazione del disagio personale e del dissenso politico (che troverà nelle repressioni psichiatriche del comunismo sovietico la sua espressione più conclamata) si fonda sulla concezione della malleabilità della psiche umana; sul postulato di un rapporto tra individuo e società nel quale l’uno dipende, si forma e si definisce, in funzione dei condizionamenti della seconda.

Non è più l’individuo a fare la società – ed a trasformarla politicamente in funzione dei propri bisogni - ma è la società a fare l’individuo ed a trasformarlo, se del caso, in funzione delle concezioni dominanti e delle esigenze di ingegneria sociale del momento storico.

Il positivismo scientifico in questi settori della conoscenza, unito all’analogo entusiastico spirito positivistico riguardo alle possibilità umane di controllare la natura per renderla conforme ai propri bisogni, induce alla negazione di una “natura umana” definita e stabile, quale quella che era stata teorizzata dal contrattualismo giusnaturalistico di Hobbes (bellum omnium contra omnes), di Locke e, in modi diversi, da J.J. Rousseau.

Nonostante le molteplici e importanti differenze di pensiero esistenti tra questi autori, è ad essi che dobbiamo il perfezionamento di quella concezione contrattualistica che postula la preesistenza di una natura umana alla società e, quindi, alla cultura cui essa dà vita e di una lex naturalis che precede e su cui si fonda ogni ordinamento giuridico che non voglia essere semplice e neutro arbitrato dei molteplici motivi di dissidio sociale.

Natura preesiste quindi a cultura ed è la seconda a dipendere dalla prima per la sua formazione, per la sua possibilità di vita e per i modi del suo stesso evolversi.

Per tirare qualche somma da questo prolungato, seppur sommario ed incompleto, excursus alla ricerca delle nostre risposte di senso, si può dire che esistono, quindi, al fondo di tutte le infinite implicazioni possibili di merito specifico, due diverse e sostanziali visioni della società e della vita che, dal sessantotto in avanti, si fronteggiano sul proscenio di quel teatro della cultura che sta diventando il luogo prevalente del conflitto politico.

Da un lato il c.d. fronte progressista, che annovera tra le proprie fila il positivismo giuridico, lo scientismo, il laicismo, l’egualitarismo utopico, il solidarismo, il culturalismo, il femminismo, l’ambientalismo e il libertarismo radicale.

Paradigma costitutivo di questo fronte ideologico popolato di "ismi" di ogni sorta è che l’individuo e la sua identità personale possono, anzi, devono essere costruiti con operazioni di ingegneria sociale decise dall’alto; stuoli di specialisti di ognuna di queste discipline si affannano nell’elaborazione degli strumenti educativi o rieducativi adatti ad uniformare l’individuo ad un ideale astratto di civismo pubblico e privato.

Tramontata, per condanna della storia, la possibilità di rivoluzionare la società attraverso il sovvertimento dei rapporti di produzione economica, la strada del cambiamento utopico passa, ora, attraverso il costante tentativo di una ri-evangelizzazione laica e progressista delle coscienze, che sostituisca la prospettiva di senso religiosa e morale su cui l’esistente è stato fondato e che ponga le premesse per un nuovo universalismo su basi politiche.

Così come la natura può essere forzata con la modificazione genetica del mais, con la clonazione delle pecore e con la fecondazione assistita, anche la natura umana sembra potersi modificare ad libitum, secondo un programma politico che ha per obiettivo il più banale e prevedibile controllo sociale di sempre: un nuovo conformismo ottenuto con la propaganda ideologica di insopportabili ingiustizie sociali, di catastrofi imminenti cui porre riparo, con la medicalizzazione educativa dei rapporti umani.

Una nuova antropologia umana elaborata a tavolino, in sintesi, cui spetta solo uniformarsi, in base ad un universalismo politicamente costruito che costituisce, per definizione, una contraddizione in termini.

Tutto ciò che sa di autenticità naturale e spontanea deve essere visto con sospetto, vagliato sui parametri dell’etica politicamente corretta e sottoposto al conseguente giudizio di idoneità o inidoneità sociale; il formalismo esteriore dei modi e delle apparenze diventa, così, sostanza della vita.

Le psicologie adattive faranno tutto il resto.

Cosa si contrappone a questo progetto di società sovvertita nei suoi valori essenziali della responsabilità sociale, della continuità con il passato, della libertà di pensiero e d’azione, dell’etica collettiva condivisa e del rispetto della natura umana?

Per quanto si possa ricercare in materia, l’unico argine che si rinviene a questa deriva ideologica, inaugurata e mossa da quella sinistra che ritiene di possedere il monopolio esclusivo dell’idea di civiltà e progresso, è la cultura Cattolica; ossia, esattamente quella su cui, non a caso, si abbattono ormai da decenni gli strali delle politiche di sinistra e dell’intellighenzia morale del fronte progressista.

Un malinteso concetto di modernizzazione della società, a cui si abbeverano anche alcune culture politiche liberali e di centrodestra, inquina la visuale di coloro che sembrano non accorgersi della rivoluzione silenziosa che sta manomettendo l’autenticità dei rapporti sociali, il rapporto tra i sessi, la tenuta etico-morale del nostro futuro, la libertà soggettiva e le nostre stesse identità individuali e sociali.

Non si tratta di negare validità ad alcune conquiste della c.d. "modernità", innegabili e vere; ma di negare questa validità quando essa intende affermare sé stessa mediante la rottura traumatica e rivoluzionaria con il passato - da cui tutti proveniamo e da cui tutti traiamo il nostro senso d’identità - e la sostituzione violenta di un conformismo morale che, bene o male, ha sostenuto e trainato il concetto stesso di civiltà nei secoli, con un neo-conformismo di segno diametralmente opposto, che appare finalizzato a riformulare la dimensione storica dell’esperienza umana in un’eterna, immutabile prigionia del presente da consumarsi il più in fretta possibile e senza troppe domande.

Illuminanti, a questo riguardo, le parole di Papa Benedetto XVI°, il quale dice: "....La legge naturale è, in definitiva, il solo valido baluardo contro l’arbitrio del potere o gli inganni della manipolazione ideologica....." (suggerisco, peraltro, la lettura integrale delle parole del Pontefice, al link "lex naturalis", per un’adeguata comprensione).

Giunto alla fine di questo itinerario concettuale incompleto, approssimato e inevitabilmente sommario, nonostante tutto, si può tentare, quindi, di dare una risposta alle domande iniziali e formulare una definizione della QM nei suoi aspetti propriamente politici.

Il femminismo non ha - e non avrebbe potuto - modificare in modo così profondo il "sentire" generale se non fosse stato all’interno di una prospettiva politica con pretese moralizzatrici (la sinistra progressista) più ampia, i cui obiettivi convergevano tanto profondamente nell’idea globale di una rifondazione generale dei rapporti sociali nei termini detti sinora e nella prospettiva utopica di un mondo reso artificiosamente perfetto dal governo delle coscienze (piuttosto che dal governo delle istituzioni).

Per conseguire questi obiettivi strategici miranti alla formazione di un cittadino narcotizzato sui reali contenuti della rivoluzione culturale in atto, ma fedelmente prono alle nuove parole d’ordine generali, il fronte progressista non doveva fare altro che mistificare la lettura dei processi storici effettivi; demonizzare tutto ciò che rappresentava un "modello di sviluppo" capace di produrre benessere materiale in misura infinitamente superiore a quello mai visto, sinora, nella storia umana; attribuirgli ogni sorta di nefandezza umana ignorandone deliberatamente gli aspetti luminosi, creativi, liberatori e satisfattivi; negare ogni validità e positività al passato ed ai suoi valori portanti ma, soprattutto, negare ogni dignità, valore e riconoscenza al suo principale ed indiscusso protagonista: l’uomo, decaduto nel frasario corrente, in modo assai sintomatico, alla qualifica denigratoria e diminutiva di "maschietto".

Da quanto detto sinora si può far discendere - come considerazione conclusiva - che la QM (questione maschile) come questione politica non può e non potrà mai essere, per definizione, una questione di sinistra.

Essa consiste, per venire alla definizione inizialmente ricercata, nel problema che si pone oggi all’uomo medio (che se ne renda consapevole) di difendersi dall’omologazione culturale che lo vorrebbe "cambiare" per renderlo più adatto alla realizzazione di un’artificiosa società degli uguali indifferenziati, manipolarne l’intima natura per addomesticarne gli istinti con una sorta di violenta lobotomia culturalmente indotta e renderlo astrattamente funzionale ad una realtà femminilizzata in ogni suo aspetto; realtà che è espressione di un moralismo utopico di condanna del passato e di tutto ciò che in esso è contenuto al solo scopo del suo esatto ribaltamento.

Dal maschile al femminile, senza ritorno.

In questa presa di coscienza dei rischi che lo minacciano in modo così profondo, tanto da pregiudicarne la libertà di pensiero, di azione e di affermazione sociale, l’uomo medio sa che troverà un solo alleato al suo fianco, volente o nolente; quella cultura morale che preserva la dimensione naturale dell’individuo, dei rapporti umani e della vita - elevandola a valore sacro ed intangibile - oltre ad essere l’unica fonte legittima di una visione universale dell’uomo, offerta dalle religioni e dal Cattolicesimo in modo particolare.

L’alleanza con questa prospettiva di senso filosofico ed esistenziale non è, peraltro, strumentale alla propria semplice salvaguardia soggettiva ma alla stessa prospettiva di senso generale che ha unito sino a ieri gli uomini alle donne, facendone due parti di un tutto necessario, fonte a volte di felicità ed infelicità personali, ma comunque sempre fecondo perché dato e consacrato per la perpetuazione della vita.

_________________
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 Oggetto del messaggio: Re: Tradizione e progresso
MessaggioInviato: 16/10/2011, 5:30 
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Iscritto il: 06/06/2009, 0:01
Messaggi: 328
In questo messaggio ci sono parti che riferiscono su punti nodali della storia, per esempio ciò che nessuno aveva detto sulla rivoluzione francese, sono punti cruciali se si vuole capire la storia, per capire veramente il presente.
Quindi per favore non guardate se sono io meno di voi.


L'ideologia è contro la famiglia, poichè l'ideologia è stata fatta da internazionalisti e non da nazionalisti. I nazionalisti difendono le famiglie, le famiglie sono la base della società nazionale e producono benefici alla crescita del paese.
Mentre gli internazionalisti quello che vogliono è dominare il tuo paese loro, quindi c'è uno scopo per i loro piani nel fomentare il movimento gay che è pure anticristiano mentre potevano almeno astenersi, ma chi ha organizzato tutto ciò lo ha fatto apposta perchè vuole come ultimo obbiettivo la distruzione del cristianesimo, per questo è importante che il papa reagisca essendo ufficialmente il massimo rappresentante del cristianesimo sulla terra dopo Cristo.
Il papa deve reagire e infatti ha reagito un po', ha detto a Friburgo che la chiesa e i fedeli non devono più cercare il potere che il cristianesimo autentico ne verrà beneficiato se ci si sbarazza del potere sugli altri o sul prossimo e questo papa ha reagito pure dicendo che i preti pedofili devono andare in carcere, ed è necessario se si vuole salvaguardare l'integrità di una istituzione che ufficialmente rappresenta il cristianesimo quindi ne va di tutta l'umanità essendo Cristo l'umano. (Cristo è l'umano)



<span style="font-weight:bold;">Razzismo, xenofobia e supremazismo raziale</span>

L'operazione propagandista dell'establishment ha voluto sin dagli anni novanta identificare xenofobia con razzismo ma se si va a vedere sono due cose diverse o distinte.

Mostrerò la differenza, se io sono un latinoamericano(Latinoamerica crogiuolo di razze) potrei essere xenofobo ma non razzista oppure xenofobo e razzista, oppure nessuno dei due, perchè xenofobo significa solo che se arrivano tanti stranieri a prendersi il tuo paese cambiandogli il connotato, io dico NO.
così stanno snaturando il mio paese il mio popolo!
Possono venire stranieri, certo. Ma non così troppi da cambiare e far perdere la cultura del paese e del mio popolo dove sono nato che non voglio perdere a casa mia.

Non avendo il potere di regolare l'inmigrazione scellerata (inmigrazione massiva da anni favorita dalla massoneria giudaica in Europa -cioè chi ha soldi e li crea pure dal nulla, CON L'OBBIETTIVO minare l'identità nazionale dei paesi europei)
Parlando del caso ipotetico ma non troppo del razismo /xenofobia latinoamericano; un qualsiasi paese latinoamericano, succede che io essendo latinoamericano mi sento xenofobo perche amo la mia identità, cioè la mia cultura e non voglio che il mio paese si riempia a dismisura di colombiani e messicani che non fanno altro che trafficare droga e ammazare la gente.
Quindi sono xenofobo <span style="font-weight:bold;">ma non razzista</span> perchè non è questione di razza ma di mmantenere o non lasciar perdere l'identità tua, del tuo paese dove sei nato e cresciuto.
Razzismo è la stessa cosa ma riferito all'identità di razza.
Un alta cosa è la <span style="font-weight:bold;">supremazia razziale </span>questo <span style="font-weight:bold;">è propiamente ciò che viene chiamato razzismo</span> viene attribuito politicamente al mein kampf, mein kampf che non era altro che un talmud in chiave ariana, in chiave nazional socialista.
Per un fatto dialettico di contrapposizione al comunismo internazionalista finanziato da talmudisti cioè da supremazisi della razza ebraica. Comunismo come rivolte e rivoluzioni, finanziato dal cosmopolitismo, anche oggi.


(per chi non lo sa il talmud giudaico babilonese è pieno di insulti orrendi verso Gesù e Maria e promuove la supremazia razziale, <span style="font-style:italic;">gli ebrei sono umani gli altri no </span>questa è una frase del talmud per farne solo un esempio, nonchè sempre il talmud promuove la pedofilia.

Vediamo questo: che gli ebrei - almeno l'85 % di coloro che sono "gli ebrei" - vengono dal medioevo dall'impero di Kazaria.
Sono Kazari, (kathari?) e non sono semiti.
Si sono convertiti all'ebraismo adottando il talmud babilonese.
Sono i prestamisti e la causa dell'assurdità chiamata debito pubblico.
E molte altre.
Nonchè anche di cose buone che sicuramente abbiamo apprezzato poichè sono esseri umani meravigliosi come gli altri.
Ma sia chiaro questo: non sono ebrei.
<span style="font-weight:bold;">Gli ebrei non sono ebrei, lo sapevate questo?</span>
Dicono i essere ebrei ma non lo sono.
(Sono una congregazione di satana si legge in l'apocalisse----di certo riferenosi ai kazari supremazisti e razzisti che corrispondono con l'oscura finanza internazionale).C'è pure la connessione islamismo con comunismo e finanza internazionale.

Bisogna dire prima la verità, è la verità è che <span style="font-weight:bold;">sono i servizi segreti i terroristi di ieri, e di oggi</span>

LE MIE OPINIONI NON SONO SVINCOLATE DA CORRISPETTIVE OSSERVAZIONI DI FATTI
<span style="font-weight:bold;">Le idee o le osservazioni che cerco di esporre </span> <span style="font-weight:bold;">hanno più fondamento delle tesi ufficialiste, per qualsiasi persona ragionevole che possa vedere il confronto delle prove o indizi.</span>


Se lei non mi crede ok, ma non c'è logica conseguente dal fatto che lei non crede quel che io le dico con il fondamento o non fondamento di quel che io le dico; semplicemente lei non vuole crederci.

Se parliamo di idee con fondamento, mi lasci affermarlo perchè almeno io i fondamenti li avrei.

Ma mi chiedo se lei o altri siano mai andati a verificare i fondamenti delle idee ufficialiste, che non sono altro che propaganda dalla tv che è in mano all'establishent massonico, che è comunista.
che ha organizzato la rivoluzione dell'integralismo islamico nel 1979 con Khomeni- chi ci stava dietro era Valery Giscard D'Esteing, andate a controllare, fate una ricerca su questo collegamento.
Con la rivoluzione di Khomeni si uniscono islamismo a giacobinismo, uno sposalizio che sulla carta doveva essere micidiale.

Uomini come Gheddafi sono tutt'altro che integralisti islamici, infatti Gadafi è un socialista arabo africano e islamista ma non un integralista islamico.
Sarebbe bene dire che Ahmadinejad risulta abbastanza moderato nelle sue dichiarazioni per chi almeno le ha sentite e quindi non per chi ha sentito dire che hanno detto di lui perchè chi ha detto è reuters che ovviamente nasconderà le ormai famose strette di mano fra Ahmadineja e i rabbini del suo paese.

Noi solo sentiamo il dire delle tv sioniste mondialiste cioè CNN BBC ABC dfghijklmnopqrstuvwxyz

Per tagliare la testa al toro
la campagna mediatica contro Silvio Berlusconi fu un tutt'uno con la programmazione della "falsissima primavera Libica".
La campagna contro Silvio Berlusconi mondiale le settiane pria dell'intervento in Libia.
Fu diretta dalle loggie massoniche che controllano la maggior parte delle tv mondiali e delle agenzie di comunicazione come reuters.
E conseguentemente quel che dicono le tv "nazionali".
Le settimane prima dell'aggressione vergognosa fatta alla Libia e al popolo libico da parte di eserciti di teppisti scalmanati sbarcati da fuori Libia, con l'appoggio della NATO contro tutto il diritto internazionale e con la sfacciatagine di dire che si andava a difendere la democrazia,
ci fu una campagna mediatica volta a destituire il governo di Silvio Berlusconi che ha retto.
Con l'umiliazione della NATO e degli Stati Uniti verso l'Italia nell'anno dell'unità italiana.
L'unità d'Italia seppure fu qualcosa fatto dalla stessa massoneria che governa la NATO e le super-banche-tv ma è pur sempre unità d'Italia.
Bombardare la Libia è stato una offesa grave verso tutti gli italiani.
Si vedeva che la sinistra stava dalla parte dei guerrafondai violenti, teppisti e plagiati.
Ma sopratutto si tratta di eserciti di assassini al soldo di Giorge Soros.
Sono stupratori, commettono atrocità fuori da ogni regola di umanità.
In Libia hanno stuprato non so quante bambine di 10 12 anni hanno ucciso indiscriminatamente, adesso non sto a raccontare nei dettagli ma è tutto documentato per chi voglia fare una ricerca.
<span style="font-weight:bold;">I cosidetti ribelli che non possono essere ribelli poichè non sono nemmeno libici.</span> sono sbarcati in Libia dal mediterraneo per questo Gheddafi si può nascondere nel sud della Libia.
Infatti sono sbarcati in Libia a commettere le atrocità che Gheddafi non ha mai commesso ma di cui è stato accusato.
è <span style="font-weight:bold;">dimostrato reiteratamente sia dai satelliti russi</span> che hanno monitorato tutta la situazione libica dal cielo e ai quali per comuicato del commando russo e del ministero della difesa russo non risulta quanto detto dalla CNN come scusa per bombardare Libia
Sia da giornalisti che hanno riportato diostrandolo, che le fotorgrafie dei giornali messe in associazione alle cosidette fosse comuni che dovevano essere le prove davanti agli italiani di un cosidetto mai provato massacro da parte dell'esercito di ci Gheddafi verso la sua popolazione, insomma erano false, si trattava di foto d'archivio ed è stato provato tutto ciò che ho appena riportato.
Così in una repubblica o in un mondo di uomini, dovrebbero denunciare i giornali ma non alla magistratura soltanto, con i mass media che possano essere altrettanto coinvolgenti.
Berlusconi che pare sia il propietario del 49 % di mediaset, non si difende veramente.
Almeno lui potrebbe farlo, mancano le palle ---anche in generale stiamo migliorando e vorrei dire su questo proposito che la soluzione ai nostri problemi non è la saggezza ne la sapienza ma il coraggio, il coraggio rimane la suprema virtù e la paura rimane la fonte rintracciabile di ogni peccato o vizio.
Quel ***** di esercito organizzato detto "i ribelli libici" è dei servizi segreti di arabia saudita mossad e CIA viene pagato da Giorge Soros, è un esercito privato di teppisti e barbari che è stato usato in Irak al posto dell'esercito USA e anche per operazioni di terrorismo contro le forze armate USA.
In un atto di terrorismo contro le menzionate forze armate degli USA, hanno preso uno vestito da arabo ma che era dell'esercito inglese era uno dei terroristi questo è uscito sulle news basta andarlo a cerare --cioè il fatto che non sia una notizia divulgata con i megafoni in tutto il mondo non toglie niente alla verità di essa-- meditate gente.



Altro ancora.
<span style="font-weight:bold;">
L'organizzazione della manifestazione degli indignados</span>
Prima cosa chiediaoci è possibile che ci siano tanti spagnoli nel mondo da poter condurre un movimento in più di 50 paesi?
Anzi ciediamoci anche come mai i black blocks sono sempre uguali a Genova come in Repubblica Ceca?
L'organizzazione della manifestazione di Roma del 15 ottobre 2011 è stata fatta non alla luce del sole perchè chi ha organizzato la manifestazione evidentemente ha qualcosa da nascondere.
Andate a verificare questo, ok?
E' la stessa organizzazione che sta dietro le primavere arabe che non sono nate su internet ma dalle tv.
Così come la manifestazione a Roma fu organizzata dai black blok occultamente per far abboccare le pecore che non vedono chi organizza le manifestazioni perchè sono abituate ad andarci e basta in buona fede certo ma senza un occhio sveglio di certo. Alemno con evidenza dobbiamo dire questo: le tv nazionali hanno incitato ad andare alla manifestazione, c'è gente per bene che non capisce che se la tv sta propagadando una manifestazione prima che la manifestazione si compia, allora la tv (cioè l'establishment) è un tutt'uno con quella manifestazione
per cui chi andrà a manifestare in buona fede per le ragioni pure esposte in parte dal movimento degli indignados nato in Spagna in buona fede ma subito infiltrato da anonymus e altri servizi segreti dello stato segreto del nuovo ordine secolare che rappresenta il governo occulto del mondo, massonico, anticristiano ma soprautto antihumano
negli anni settanta ebbero la scusa che c'èra la guerra fredda adesso si vede benissimo quel che è stato prima in Italia ma anche in tutti i paesi del continente europeo e americano(per no parlare del exblocco sovietico).
I servizi segreti operano per confondere, l'opinione pubblica non per chiarire la verità.
Ma per mettere in scena le cose come vogliono loro, voi [b]non vi rendete conto del grado di cinismo.
I servizi segreti costoro sono pagati dai veri potenti della terra : la finanza internazionale che organizza una manifestazione contro se stessa!
Infatti Draghi va a dire prima della manifestazione, e lo sentono milioni di italiani, che lui è favorevole al movimento degli indignados ma purchè non si torni violento.
Ma io mi domando ci può essere più ipocrisia di questa?
Draghi favorevole alla giustizia sociale?
E' come dire che Prodi ha fatto del bene al paese mentre ha solo rubato le propietà che in una repubblica sono di tutti i cittadini dello stato donandole alla finanza internazionale per cui lavora, Prodi lavora per Goldamn Sacks e anche Draghi.
http://www.youtube.com/watch?v=I2Vk4D10 ... ideo_title
Quindi arriviamo a capire che c'è un collegamento fondamentale ed essenziale tra comunismo e goldamn sacks tra comunismo e finanza internazionale.
Ma certo! Basta andare a vedere chi ha finanziato Lenin e Trotzky.
Basti vedere chi sta dietro le rivoluzioni arancioni e le mal chiamate primavere arabe.
Veniamo al dunque: il collegamento tra comunismo giacobino e integralismo/terrorismo islamico c'è.
Chiedetelo a Valery Giscard D'Esteng, ne è stato uno dei fautori.
Come ho detto sempre con tutte le prove e indizi davanti a chi ha ancora occhi per vedere amando la verità più che le idee che ci si è fatti di essa, il terrorismo lo fanno e lo hanno sempre fatto i servizi segreti.
Ma i servizi segreti allora per chi lavorano?
Per la finanza internazionale che li paga tramite le banche svizzere sborsando milioni e miliardi senza come ha affermato e denunciato un noto banchiere svizzero in una intervista ad un giornale russo nella quale confessa aver pagato somme di denaro occulte a controlli fiscali verso esponenti dei servizi segreti che uccisero un presidente di una nazione del terzo mondo durante gli anni ottanta, un presidente che non obbediva gli ordi ni e le direttive della cerchia interna del gruppo Bildeberg.

<span style="font-weight:bold;">MA L'INTERNAZIONALE BANCARIA È ANCHE L'INTERNAZIONALE COMUNISTA?</span>http://www.youtube.com/watch?v=I2Vk4D10mww&feature=channel_video_title
C'è un collegamento ed è pure una eguaglianza tra finanza internazionale e comunismo, basta chiedersi chi finanzia i partiti comunisti.
Chi ha reso possibile la rivoluzione russa comunista, andate a vedere chi e come chi aveva il potere di smuovere le acque per rendere possibile e se costoro hanno finanziato pure i vari Lenin Trozky ecc...
Chi ha posto le condizioni del trattato di Versalles?
Basta chiedersi e andare a cercare sempre chi si è beneficiato e quali sono state le conseguenze.
E se anche se sembra complicato perchè le trame cambiano per gli imprevisti.
Si può capire veramente chi sta dietro le guerre chiedendosi chi si beneficia, verso chi ci si indebita.
Chi è il nemico da battere per la finanza? (il cristianesimo).
Vediamone un po' per favore questo potrebbe risultare cruciale per la comprensione della storia del secolo XX è raccontato nel libro sinfonia en rojo mayor del dr Josef Landosky preso dalla registrazione dell'interrogatorio fatto a Rakoski dalla polizia staliniana rappresentata da un certo Gavrilovitch di origine francese dell'alta borghesia che poi andò a studiare in Russia.
In sostanza il mio comento sarebbe questo che ha perfettamente senso quanto esposto in quel documento, trovato nel corpo del dr Landosky da un volontario spagnolo a san Pietroburgo e portato in Spagna e tradotto per la prima volta nel 1968 (e una delle poche volte si pensi che in italiano non è mai uscito il libreria)

La crisi del 29 poneva le premesse di proletarizzazione di base per la rivoluzione comuista tutte le cisi econoiche come quella attuale proletarizzano. Ergo c'è un collegamento fra crisi finanziarie programamte o create a wall street e condizioni precomuniste, se Marx diceva che queste condizioni erano date dalle contraddizioni del capitalismo comunque si sa che queste contraddizioni hanno premesse che ben possono essere cambiate e non sono di natura capitalista, poichè se dai un po' di soldi di diritto a tutti un minimo per sopravivere (dacci oggi il nostro pane quotidiano) e se non fai tassi di interesse assassini di imprese e di imprenditori l'econoia cioè la produzione c'è, e ci sarebbe pure chi compra se non fosse che i soldi non ci sono per i debiti se tutti sono costretti a indeitarsi e devono stare attenti a pagare i debiti con gli interessi piutosto che avere i soldi che si guadagnano onestamente--mentre gli istituti bancari hanno prestato e prestano 50 100 volte quello che hanno e su quel prestito dal nuolla chiedono interessi, ora se presti denaro che non hai e chiedi interessi l'interesse è illegale quanto il fatto di prestare denaro dal nulla--lo dice la costituzione si chiama non solo usura ma truffa. Purtroppo questo è il sistema e con la truffa si sono presi il potere e le terre,infatti fanno circolare meno denaro e alcune banche falliscono per mancanza di liquidità (se vuoi fare denaro con la tua banca o on altre banche devi fargli fare un affare dove gli arrivi liquidità ogni mese) ma le banche che falliscono non falliscono affatto poichè sono piene di propietà beni inmbobili rubati con questo sistema del debito creando denaro dal nulla cioè pura astrazione finanziaria. Ma con questo gioco si prendono le case di chi non riesce più a pagare i mutui per cui essendo il profitto la ragione dell'impresa privata chiamata banca, presumibilmente fanno le crisi per prendersi le case e le terre e le propietà di chi non è riuscirebbe apagarle se si alzano i prezzi dovuto al petrolio o se rimangono senza lavoro dovuto a che le grandi banche rivolgiono i soldi che hanno prestato dallo staeto. Poichè il gioco vale uguale per lo stato e questo viene detto capitalismo, ma lo è?
L' Economia insomma viene confusa da Marx con la finanza. Secondo Rakoski questo fu fatto apposta da Marx che veniva finanziato dalla famiglia Rotchild fautrice della rivoluzione francese poichè a Parigi tutte le ville dei signori furono distrutte dai teppisti ma quelle dei Rotchild (ne avevano 100 di ville lussuose) quelle nessuna fu presa di mira, capite adesso chi sono i black block?
In USA non si diede la rivoluzione dopo il 29 perchè le famiglie erano un nucleo forte.
Ma Edgar J Hoover era il designato a fare il dittatore, la Germania sarebbe caduta sotto l'Urss se non fosse che Stalin...
si prese il potere.
Non era uno di loro, era solo un poliziotto con doti eccezionali, non era del circolo del potere di chi aveva fatto la cosidetta rivoluzione.
(Tutta una falsità da parte di chi l'ha fatta).
Stalin si mise a perseguitarli (purgarli).
Così "loro" aiutarono la Germania creando prima una divisione nel socialismo unita alle condizioni per la proletarizzazione (Trattato di Versalles).
Il socialismo prima di questo fatto di Stalin che si prese il potre senza saperlo contro le ambizioni del potere stesso(della finanza internazionale poichè il potere è denaro e il denaro è il potere)
il socialismo doveva essere a loro modo monoblocco.
Ma "loro" favorirono una divisione in cui sbocciò Hitler come esempio di socialismo nazionalista ovvero sia non internazionalista cosa che per "loro" andava bene poichè dialetticamente si contrapponeva all'internazionalismo - rappresentato dal comunismo e dalla finanza internazionale(loro).
Sin dalla rivoluzine francese i banchieri cosmopoliti (ma non semiti - attenzione) si presero il potere che aveva il re.
Il potere di emettere moneta.
Sotto il fasto e il lamore della rivoluzione francese nessuno sembra si accorse che questi uomini si presero il potere: la facoltà di creare denaro.
Ora sappiamo ceh le banche centrali di Francia di Inghilterra, d'Italia, la FED e la Bundesanck come la BCE --sono private, fatto che sta contro ogni repubblica.
Questi uomini sono petrolieri poichè sebbene il denaro vale quando lo si accetta--
(come Hitler e la D.C. e Lincon e molti altri hanno dimostrato nei fatti ampiament)
<span style="font-weight:bold;">è veramente il petrolio a muovere ogni cosa e cioè senza petrolio non esiste economia</span>--per questo è l'oro nero.
Vediamo che la Norvegia non ha venduto il suo IRI e non è entrata nell'euro ed è il paese con meno rischio inflazionario e con meno rischio di bancarotta nel mondo intero, percè ha riserve di petrolio nel mar del nord.
Chi controlla i rialzi del petrolio crea inflazione per forza di cose.
Questo succede sin dalla crisi del 1973 per cui lo stato keynesiano non può sussistere dato che nell'ecuazione del PIL che si studia in economia (l'ecuazione del PIL è di Keynes come il new deal e l'ecoomia del'IRI), non si può risolvere una inflazione dovuta a costi di energia ma solo una inflazione di domanda.
Hitler serviva a "loro" nei "loro" piani--- per abbattere Stalin. questa fu la ragione vera e unica per cui fu finanziato il partito nazional socialista propio da Jacob Shift e dalla banca Khun Loeb la goldman Sacks, insomma dalla grande finanza di Wall Street e dall'FSF.
... Dopo che Hitler avesse tolto Stalin, sarebbe successo che qualche generale avrebbe ucciso Hitler ei Trozkisti si sarebbero rpresi il potere, Russia e Germania sarebero state un unica superpotenza socialista che avrebbe dominato Europa distruggendo il cristianesimo-- come era nei piani originali del bolchevismo finanziato dalla corona inglese sede della massoneria, fatta eccezione che nei piani originali la repubblica di Weimar fu fatta per essere invasa non per invadere.
Proseguo.
E' successo un fatto imprevisto (unica speranza) Hitler si è messo a fare denaro senza banche a servizio dello stato e sotto gli occhi di tutti risolse la crisi di un milione e mezzo di disoccpati tedeschi che erano tecnici e operai che sapevano lavorare, dunque Hitler basanosi sulla forza lavoro nel senso di capacità e conoscenze tecniche come l'incastro oro, abolì la riserva frazionaria, abolì le riserve e stabilì nei fatti ma non nella teoria-- che il denaro vale in se stesso per le prestazioni svolte dal lavoro sublime reazione ed eccezionalemente vera che fa di hitler il controrivolouzionario per eccellenza più di Mussolini.
Quindi a forza di giocarci si trovarono ad aver finanziato un nemico per "loro" che era in verità molto peggiore di Stalin. Ma capiamoci ben bene; nemico perchè voleva perseguitare gli ebrei? No.
Ma perchè stava togliendo la facoltà di emettere denaro ai banchieri privati internazionali e la stava ridando allo stato a beneficio della nazione.
Ragion per cui "loro" ch sta sopra la finanza internazionale, sarebbero stati estromessi dal potere (denaro e indebitamento verso altri) adesso si vede?
Per "loro" Hitler doveva essere abbattuto, mentre Stalin che aveva nel frattempo pressochè finito con l'opposizione Troskista(Trozky uno vicino al circolo che fa capo ai finanzieri di Wall street Jacob Shift, Warburg ecc che fanno capo agli istituti sperbancari di Belgio FSF, guarda caso sede anche del parlamento europeo).
Così organizzarono la II guerra mondiale provocarono Hitler con l'incidente di Danzica in Polonia, per cu Hitler legittimamente invase Polonia per difendere i tedeschi che vivevano in Polonia poichè Erhinburg comandando l'esercito rosso fece una strage di tedeschi a Danzica. Migliaia. E, l'esercito di Hitler chiamò pure giornalisti di tutto il mondo perchè fotografassero l'orrore che avevano commesso quelli dell'esercito rosso guidati da Ehrinburg.
Inghilterra e Francia potenze colonialiste, volevano la guerra con Hitler guarda a caso in concomitanza con l'attacco dell'esercito rosso ai tedeschi che vivevano in Polonia.
Hitler avrebbe vinto la prima fase della guerra contro Francia e Inghilterra fino a che Stati Uniti non sarebbero intervenuti, così era nel piano e così andò.
Stati Uniti non erano ancora pronti all'i nizio della II guerra.
Così avrebero armato l'Inghilterra e nel giro di tre anni si sarebbero resi pronti all'intervento che fu causato dal fatto che il presidente americano in quel tempo nascose all'opinione pubblica le informazioni che indicavano con tutta ciarezza che la base di Pearl Harbour sarebbe stata colpita dai Giapponesi, questo che dico è stato reso pubblico e negli archivi americani ed è pubblico per chi lo è andato a vedere.
Una settimana prima pur sapendolo, il presidente americano mandò a ritirare la contraerea di Pearl Harbour per fare riparazioni.
Stati Uniti entrano in guerra. Hitler avrebbe commesso degli errori prima o poi e l'esercito rosso non era più alleato di Hitler, così "loro" hanno vinto anche perchè le nuove armi di Hitler sono arrivate troppo tardi, poi furono occultate dal [u]governo segreto del mondo per il quale sovietici e gli americani erano sempre collaboratori ed amici durante tutta la guerra fredda.

L'hanno fatta franca fino ad oggi e l'idea della rivoluzione mondiale è sempre li per abbattere il cristianesimo quello vero, quello non razionalista quello che non prende le cose come misura.
L'unico che è riuscito a dare "loro" un colpo grosso è stato Ronald Reagan, costui diceva che o ci rimbocciamo le maniche e decidiamo che siamo noi i padroni della nostra vita oppure ci consegnamo ad un aelite pensando che questa elite possa decidere meglio di noi in altre parole una elite che prenda decisioni per conto nostro. E cosi fu che il com unismo è caduto.
Ma deve ancora cadere, seguitemi per un attimo non è una forma ne una apparenza ma la sostanza che conta, il colpo all'Unione Sovietica è tale perchè si colpiva un impero malvagio che aveva come sostanza lo schiavismo.

<span style="font-weight:bold;">quello che non sapevamo </span>(ma non ci voleva molto) era che propio i grandi o i più grandi capitalisti i creatori del denaro sono coloro che fiannziavano l'unione sovietica e coloro il cui progetto mondiale è di dominazione cioè di dittatura totalitaria, ora però se il denaro è potere e loro hanno indebitato tutti quanti, tutti quanti lavorerarnno per pagare il debito come i servi della gleba in un mondo dove la produzione di cbo e la possibilita di una casa per le famiglie n uove potrebe darsi senza problemi e senza inquinamento potemmo trovare altre energie veramente efficaci come quelle ceh ricercava il terzo reich secondo i principi della società Vrill, ma no iviamo in un mondo in ci una elite decide cosa è bene per te e per altri e la cosa subdola è che non è una dittatura militare come era prima qundi più esplicita--- no ma ti convincono, ti confondono ti drogano e ti riempiono di chiici ti tolgono l'umanità ti fluorizzano l'acqua cosa che facevano i russi nei campi di concentramento, ti danno picoli veleni quotidiani e tu non li controlli, lasci fare all'elite.
Danno prozac e psicofarmaci ai ragazzi e le loro famiglie non dicono niente dicono che va bene che il dottore sa, li lasci fare non questioni.
Non sei nel vero spirito di Ronald Regan, il vero spirito che ha sconfitto il comunismo totalitarista.








Scrivo tutto questo perchè credo ancora nella buona fede umana e non penso che ormai siamo tutti dei venduti.
Credo in Kennedy e in Ronald Reagan due uomini con coraggio di dire la verità.

TUTTI I VIZI E I PECCATI SONO FRUTTO DELLA PAURA, CIOÈ LA MANCANZA DI CORAGGIO LA MANCANZA DI FEDE
IL CORAGGIO È LA SUPREMA VIRTÙ, SOLO IL CORAGGIO PUÒ PORTARE A SOLUZIONI NON LA SAPIENZA, NON LA SAGGEZZA, NON LA PRUDENZA.





<span style="font-weight:bold;">
IL RAPIMENTO DI ALDO MORO QUASI ALLO SCOPERTO
</span>
http://www.youtube.com/watch?feature=pl ... n3HVHp6U0#!



"...GALLONI...Le dichiarazioni che ho fatto, e che lei ha riportato, le confermo tutte,
forse in una forma un po’ diversa, ma la sostanza e` la stessa, perche´ si
trattava di una dichiarazione a voce che poi la giornalista ha riassunto
con parole sue.
In quel periodo, circa due mesi prima del sequestro Moro, avevo l’ufficio
di fronte al suo. In un corridoio di piazza del Gesu` io avevo l’ufficio
a sinistra e lui a destra; quindi colloqui avvenivano tutti i giorni. La mattina
c’era stato uno dei tanti omicidi delle BR, non so se di un giornalista
o di un magistrato, e ricordo che proprio nel corridoio discutevamo di
questo e Moro mi disse, e le parole mi sono rimaste scolpite nella mente:
«La cosa che mi preoccupa e` che io ho elementi per pensare che i Servizi
segreti americani e israeliani abbiano elementi sulle Brigate rosse che ci
sarebbero utili per le nostre indagini, ma non ce li hanno detti, nonostante
il vincolo di amicizia che in fondo questi paesi dovrebbero avere nei confronti del nostro». Questa frase mi e` rimasta impressa, poi mi e` ritornata
alla mente sempre piu` forte man mano che si e` ritornati a discutere su
Moro, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del Presidente della Repubblica.
Infatti Moro non era uomo che diceva di avere elementi se non li
aveva. Dove erano questi elementi? Non sono risultati mai da nessuna
parte.
Io collego questo ad un altro elemento. E`vero o no che tre giorni
prima del sequestro Moro in modo criptico, che non si capisse, la famosa
agenzia giornalistica O.P. di Pecorelli riporto` di fatto il preannuncio di
questo rapimento? Da dove prendeva queste notizie O.P., che era notoriamente
legata ai Servizi segreti deviati italiani o quelli americani? Questo e`
un secondo elemento che fa pensare.
Io non ho elementi positivi da dare alle vostre indagini, ma collego
semplicemente questi elementi e dico che probabilmente quel che mi disse
Moro aveva un suo fondamento; pero` come facciamo ad individuarlo?


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