Ritorna alla homepage
Cerca nel sito

Home Indici Consigli Ricerca Il sito  

Forum  |  Newsletter  |  Cont@tti  |  English English  
 


 



Dimensioni testo:

Segnala questa pagina Segnala questa pagina        Versione stampabile Versione stampabile        Condividi su Facebook       

Alberto TORRESANI
La nascita delle università
tratto da: Alberto TORRESANI, Manuale di Storia.

Mentre nell'XI secolo la cultura si identificava con ciò che si poteva imparare coltivando le sette arti liberali del trivio e del quadrivio, nel XII secolo si erano aggiunte la logica, la matematica, l'astronomia, il diritto, la medicina e la teologia: ma giunti a questo punto, il sapere si era tanto esteso da esigere una istituzione in grado di conservare e accrescere il sapere stesso.


La nascita delle università
Il mondo antico greco-romano non aveva conosciuto qualcosa di analogo alle università: se questo termine viene impiegato a proposito delle scuole filosofiche di Atene si tratta di un uso improprio, perché quelle istituzioni, anche quando gli insegnamenti erano sovvenzionati dallo Stato, non si erano organizzate in facoltà e istituti in possesso di un piano di studi determinato, con un titolo di laurea a conclusione degli studi. L'università come la conosciamo noi è creazione del medioevo ed è un frutto specifico del XII secolo. Il termine "università" deriva dalla dizione universitas societas magistrorum discipulorumque, nel significato di corporazione generale dei maestri e degli studenti, la migliore definizione di università. Il termine "università" veniva impiegato per molte altre corporazioni, anche per indicare i comuni, ossia le associazioni volontarie e giurate di un gruppo di uomini che stabilivano di darsi un determinato statuto per autogovernarsi. Sembra che in Italia le università siano nate da corporazioni di studenti che si riunivano dandosi uno statuto in forza del quale chiamavano a far parte della corporazione maestri idonei a insegnare una disciplina, e che il rettore, il capo della corporazione, venisse nominato dagli studenti.

Gli studenti
Gli studenti avevano un abbigliamento ben definito e uno status giuridico riconosciuto dalle autorità civili ed ecclesiastiche. Quando superavano le prove previste dalla corporazione e desideravano continuare a studiare perché avevano talento, ricevevano un attestato, la venia docendi, continuando a rimanere nella corporazione come maestri, proprio allo stesso modo degli altri artigiani che entravano in una corporazione come garzoni e poi, se apprendevano l'arte in modo adeguato, rimanevano nella corporazione col grado di maestri e col diritto di aprire una bottega propria. L'origine dei titoli accademici, la laurea, fu perciò la licenza di insegnare, ancora adombrata nel titolo di "dottore" che conclude ancor oggi i corsi universitari.

La laurea
La prova conclusiva dei candidati al titolo di dottore era una lezione tipo o inceptio, tenuta davanti ai maestri della corporazione, proprio come si fa ai giorni nostri con la dissertazione di laurea, al termine della quale il preside della facoltà proclama il candidato uguale ai maestri, capace di insegnare ciò che ha dimostrato di conoscere quanto loro.

La Sorbona di Parigi
All'inizio la corporazione degli studenti non aveva edifici propri e perciò doveva chiedere alloggio a un monastero o a una scuola cattedrale che avevano sempre locali destinati all'insegnamento, ma quando il numero degli studenti crebbe, fu necessario provvedere a nuovi edifici. La Sorbona di Parigi nacque per iniziativa di Robert de Sorbon che lasciò una somma di denaro per costruire un collegio in grado di ospitare numerosi studenti di teologia.

Le scuole delle cattedrali
Nel XII secolo l'importanza delle cattedrali divenne massima come centro pulsante della vita religiosa di ogni città: le scuole annesse alla cattedrale ebbero analogo impulso, divenendo tanto importanti da vivere di vita autonoma, come accadde per le università di Parigi e di Orléans. A differenza di quanto avvenne in Italia, nelle università francesi finirono per prevalere i maestri, e perciò il rettore era nominato da loro. Si può affermare che la vita studentesca fu più turbolenta in Italia proprio in forza del maggior potere che avevano gli studenti e dove era perciò possibile che avvenisse l'abbandono da parte di un maestro che si trasferiva altrove portandosi dietro un codazzo di studenti: l'università di Padova nacque nel 1222 da una secessione di alcuni insegnanti di Bologna che, stanchi della turbolenta vita bolognese, si trasferirono aprendo il nuovo studio.

Le città universitarie
La presenza di tanti studenti forestieri ha condizionato lo sviluppo urbanistico di Bologna e Padova: poiché mancavano gli alloggi, i proprietari delle abitazioni ottennero di occupare una parte della strada costruendo un portico che permetteva il transito dei passanti, e sopra il portico era costruita una stanzetta con letto, tavolo, sedia e un lume: il tutto veniva affittato allo studente per la durata degli studi. Le fonti sono ricche di notizie circa disordini e tafferugli creati dalla presenza di studenti nelle città medievali, con pestaggi e successive pacificazioni tra la corporazione degli studenti e le autorità cittadine, che a volte si dimostrarono tanto intolleranti da far emigrare la corporazione studentesca verso città più compiacenti.

Chiesa e Stato di fronte alle università
Verso l'anno 1200 il re di Francia Filippo Augusto, e più ancora il papa, presero sotto la loro protezione l'interessante movimento universitario. In quell'anno Filippo Augusto riconobbe con decreto la corporazione degli studenti di Parigi e dei loro maestri, rimproverando il prevosto (il capo della polizia) per aver attaccato un albergo di studenti tedeschi, causando la morte di alcuni di loro: il re stabilì che gli studenti stranieri dovevano ricevere giustizia e protezione per i loro averi sottraendoli alle corti giudiziarie ordinarie. Nel 1215 il legato pontificio pubblicò a Parigi un'ordinanza che stabiliva il curriculum delle facoltà delle arti e di teologia; nel 1231 il papa estese all'università di Parigi il privilegio di riconoscere la validità legale dei diplomi che essa erogava.

Oxford
Il motivo per cui Oxford divenne la prima università inglese non è conosciuto: non era sede di cattedrale e non eccelleva per alcun altro titolo sulle città inglesi del tempo, molte delle quali erano assai più idonee ad accogliere quell'importante istituzione: forse il motivo va cercato nella convenienza di tener lontani dalla capitale i sempre turbolenti studenti, come fece Venezia che li confinò a Padova, o Milano che li confinò a Pavia fino a tempi recenti.



Cont@tti   |     |   Termini di utilizzo   |   Tutela della privacy

Powered by Mediatek Net