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Filippo FACCI
Il Sessantotto finirà con i sessantottini
tratto da: Il Giornale, 15.2.2005.
[n.d.r.: Dopo che Giuliano Ferrara, a "Otto e mezzo", aveva ospitato alcuni ex Potop ed ex estremisti di dx, Filippo Facci ha reagito piuttosto infastidito. Forse non ha tutti i torti...]
I sessantottini ci devono spiegare per quale misteriosa ragione dal letame degli anni Settanta dovrebbero esser nati dei fiori -loro- in grado di bonificarsi ed emendarsi delle proprie radici.
Ci devono convincere che la fuoriuscita dagli anni Settanta non coinciderà semplicemente con la loro fuoriuscita da ogni scranno -mediatico e politico- dal quale seguitino a confondere il loro climaterio generazionale -la loro elaborazione perpetuamente mancata- con la corteccia psicosomatica del Paese tutto: che per fortuna è oltre, preferisce da un pezzo occuparsi di cose più serie che non le irresolutezze di chi ti racconta che il passato non vuol passare anche se è passato da un pezzo: ma tu spiegaglielo, e spiegalo pure a quella parte della mia generazione giornalistica che passa la vita a cercare l'accondiscendenza di chi ha sbagliato tutto, diversamente da altri che si limitano a farsi gli affari propri perché hanno la sola colpa di esser sempre stati dalla parte giusta.
Oggi le seconde linee del Sessantotto invocano amnistie per le prime: da trent'anni sono borghesemente ripiegati nella propria vita incompiuta e non si pacificheranno mai, pretenderlo sarebbe come farlo con gli ex partigiani ed ex repubblichini che si detestano ancor oggi e che sono fatalmente impermeabili a ravvedimenti, confessioni, contrizioni, espiazioni e altro gergo da finti chierici che mai semplicemente rinnegheranno la propria vita.
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