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3.9 Aspetti della vita quotidiana

   Per rendersi conto di chi fossero i Cristiani nella vita di ogni giorno, le testimonianze principali sono quelle archeologiche di ambito funerario, che sono un buon patrimonio in quanto spesso dotato di iscrizioni e raffigurazioni, a partire soprattutto dalla metà del IV secolo. Attraverso le raccolte di iscrizioni cristiane, si ha un panorama molto vivace: nelle catacombe di Domitilla troviamo un commerciante di carne suina (porcinarius), un confezionatore di prosciutti (pernarus), un tessitore della Suburra, un guardarobiere delle terme Antoniane, un guardiaporte del campo Boario, un impiegato dell'annona, una venditrice di bottiglie, una venditrice d'orzo sulla strada che portava alle terme di Caracolla, un fabbricante di chiavi e serrature, un lattaio, un artigiano dell'avorio (elephantarius). Alcune iscrizioni ricordano medici; una lastra senza epigrafe della catacomba di Pretesta e una lapide di Domitilla rappresentano gli strumenti del medico: rasoio, cucchiaio, sonda, forcipe, ventosa, clistere, cassetta dei medicinali. Ancora a Domitilla alcuni affreschi indicano le tombe della corporazione dei bottai e dei panettieri e quella di un cordaio raffigurato con i suoi garzoni. Infine,molti epitaffi ricordano soldati e in un arcosolio della catacomba di Vigna Massimo è raffigurato un giovane auriga con i segni della vittoria nella giostra.

Lastra di chiusura di loculo di Seberus, in marmo, IV sec. d.c., da Roma, Museo Pio Cristiano

Lastra di chiusura di loculo di Seberus, in marmo, IV sec. d.c., da Roma, Museo Pio Cristiano

Sul lato sinistro è una rappresentazione di una botte. Al centro una corona circolare, con sottili fogliette e teniae svolazzanti, incornicia un cristogramma Chi-Rho, ai lati del monogramma di Cristo sono invece la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco -Alfa e Omega- simbolo dell'inizio della vita. Sull'inversione delle due lettere -in Omega e Alfa- vi sono più interpretazione, ma la più accreditata vi legge nell'Omega la fine della vita umana e nell'Alfa l'inizio di quella eterna. Sul lato destro è il nome del defunto. La botte costituisce certamente un riferimento al lavoro di Severus -bottaio, vignaiolo o oste-; la vita del defunto -simboleggiata dall'Alfa e dall'Omega- è legata a Cristo -rappresentato dal X e dal R sovrapposti- e quindi può ottenere la vittoria sulla morte, cui allude il premio finale, rappresentato dalla corona di alloro entro cui sono inscritti gli altri simboli.

Un avvenimento che investe tutta la realtà

Mattone decorato, segni Chi-Ro e Alfa-Omega, V-VI sec d.c., dalla Betica, Spagna, Museo di Madrid
Mattone decorato, segni Chi-Ro e Alfa-Omega, V-VI sec d.c., dalla Betica, Spagna, Museo di Madrid.

   I Cristiani desiderano imprimere su ogni aspetto dell'esperienza quotidiana il sigillo di Cristo così da rendergli viva la memoria in ogni istante.



Gli avori della passione

Quattro avori della Passione, 420-430d.c., da Roma, British Museum
Quattro avori della Passione, 420-430d.c., da Roma, British Museum

   Il ciclo più antico di scene della Passione appare sui quattro pannelli che costituivano probabilmente i lati di una scatola in avorio. Il morbido e flessuoso aspetto dei corpi con le loro linee arrotondate e i drappeggi delicatamente modellati, la profondità nella scena del diniego di Pietro e la languida posizione di alcune figure sembrano far rivivere lo stile classico, accanto ad elementi nuovi, come la goffaggine di alcune figure rispetto ad altre e mancata tendenza in alcune scene a presentare una composizione simmetrica su uno sfondo uniforme.

"Secundae et Proiecta vivatis in Christo"

Cofanetto di Secundae e Proiecta, Londra, The British Museum, 380 dC.
Cofanetto di Secundae e Proiecta, Londra, The British Museum, 380 dC.

   Cofanetto in argento con il corpo e il cerchio collegati da cardini, di forma tronco-piramidale; alle due estremità del corpo sono attaccati due manici. La decorazione è sbalzata e in gran parte dorata: al centro del coperchio sono i due busti di una coppia, circondati da una ghirlanda, sostenuta da due cupidi stanti; sui quattro lati del coperchio compaiono rispettivamente: (di fronte) Venere in conchiglia attorniata e accompagnata da creature marine e cupidi; (ai lati) una Nereide che cavalca un mostro marino circondata da cupidi e delfini, e (dietro) due gruppi di tre figure che si avvicinano ad un complesso termale portando cofanetti, una brocca e altri utensili. Su quattro lati del corpo, al di sotto di archi r timpani, una donna seduta si pettina circondata dagli schiavi che portano vari oggetti. Un pavone occupa ognuno degli ultimi archi dei lati lungi. Lungo il bordo del coperchio è incisa un'iscrizione preceduta da una crux monogrammatica con alpha e omega: "Secundae et Proiecta vivatis in Christo" (Secundo e Proiecta possiate vivere in Cristo). Sul margine del bordo, a sinistra, è incisa l'iscrizione P(ondo) XXII (unciae) - III [semunciae]" 22 once, 3 semuncie di peso". L'iconografia del cofanetto suggerisce che fosse una cassetta contenete oggetti per la toilette regalata come dono di nozze alla coppia ritratta sul coperchio e menzionata nell'iscrizione, ma ciò che risulta di maggiore interesse è la singolare combinazione di scene mitologiche inneggianti alla virtù della sposa e dell'iscrizione cristiana.




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