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3.1 Il contesto culturale e religioso

   Il contesto culturale e religioso in cui si diffonde il cristianesimo è molto articolato: il mondo greco-romano era politeista e credeva in numerose divinità governate da Zeus/Giove. A questo culto si erano aggiunte, soprattutto durante l'età imperiale, forme religiose iniziatiche: i cosiddetti "misteri". In esse il fedele trovava un coinvolgimento forte e una promessa di salvezza personale che la religione tradizione e il culto statale non permettevano.

Piccola ara dedicata al Sol Invitto, dalla Via del Mare, Roma, età antonina, Musei Vaticani. Piccola ara dedicata al Sol Invitto, dalla Via del Mare, Roma, età antonina, Musei Vaticani.

Sulla fronte è la seguente iscrizione: Invicto/Soli/Felicissimus et Philocurius aed(iculam)/d(onum)d(ederunt). Traduzione: "Felicissimus e Philocurius diedero in dono (questo) sacello al Sole invitto". Si tratta di uno dei documenti più antichi a Roma del culto del Sole Invitto, il dio siriano che conoscerà grande fortuna sotto l'imperatore Elagabalo (218-222 dC).



Ara taurobolica, marmo, datata al 19 luglio 374 d.c., da Piazza San Pietro, Roma, Musei Vaticani. Ara taurobolica, marmo, datata al 19 luglio 374 d.c., da Piazza San Pietro, Roma, Musei Vaticani.

A partire dalla seconda metà del II secolo dC. I fedeli di Cibale si sottoponevano ad una sorta di Battesimo di sangue: scesi nella fossa sanguinis venivano aspersi dal sangue di un toro (nel caso di un taurobolio) o di un ariete (nel caso di un criobolio), animali che erano sgozzati su una grata al di sopra della fossa. Il sacrificio aveva un significato di purificazione e di consacrazione da cui il fedele usciva come rinato spiritualmente.






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