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3. Le comunità cristiane tra II e III secolo

Questa sezione è dedicata alla diffusione del Cristianesimo tra il II e III secolo e alla coesistenza con le altre culture. L'universalità della Chiesa è una realtà concreta e i cristiani ne hanno coscienza: i credenti sono ovunque nel mondo, cioè - nella visione di allora - nell'Impero romano. La predicazione cristiana incontra in esso pluralità di popoli e di sistemi religiosi ampiamente diversificati. Vi sono indizi di fenomeni di sincretismo tra varie correnti, cioè di fusione di elementi diversi. Il Cristianesimo si presentò con la forza prorompente di una radicale diversità: andò incontro ad incomprensioni e fraintendimenti, esercitando tuttavia una forza di attrazione irreversibile per le attese di salvezza delle genti. Il cristianesimo delle origini realizzò così una sintesi mirabile ed ecumenica di culture diverse pur affermando innanzitutto l'irriducibilità e l'unicità dell'evento cristiano.




SEZIONE 3


3.1 Il contesto culturale e religioso

3.2 Il sacello di s. Martino ai Monti a Roma

3.3 Il sincretismo pagano

3.4 Il cippo di Abercio

3.5 L'orante e il Buon Pastore

3.6 Un singolare accostamento

3.7 Incomprensioni e conflitti

3.8 La spiritualità del martirio

3.9 Aspetti della vita quotidiana

3.10 La vita nella morte

3.11 Un nuovo modello di umanità





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