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    Selezione naturale

    SELEZIONE NATURALE

    La selezione in atto (Biston Betularia)

    Biston Betularia rappresenterebbe un esempio di selezione in atto e di evoluzione all'opera e pertanto una conferma definita "definitiva" della validità dell'evoluzione darwiniana.

    Per tale motivo sono stati avviati molti esperimenti per dimostrare come l'agente principale dell'evoluzione fosse la predazione differenziale da parte degli uccelli.

    Andrebbe innanzitutto sottolineato il fatto che il caso della Biston Betularia è stato sconfessato da autorevoli scienziati come esempio di evoluzione in atto. Il prof. Jerry Coyne ha avuto modo di esprimersi in tal modo "per il momento dobbiamo scartare Biston come esempio ben compreso di evoluzione all'opera (1) e in un altro articolo aggiunge: "La questione è importante [...] poiché i creazionisti hanno elevato i problemi incontrati con Biston al rango di confutazione dell'evoluzione stessa. Ricorrendo a insinuazioni inutili e non distinguendo con chiarezza fra l'innegabile fatto della selezione e il contrastato agente della stessa" (2).

    Ma tutto ciò e assolutamente secondario nella nostra trattazione.

    A nostro avviso, non è rilevante se gli esperimenti siano condotti con rigore scientifico, sebbene Robert Matthews sul Sunday Telegraph si sia espresso affermando che "gli evoluzionisti ammettono che uno degli esempi prediletti dagli evoluzionisti della teoria darwiniana, l'incremento ed il decremente di Biston Betularia) è fondato su una serie di grossolani errori scientifici. Gli esperimenti condotti sulla falena negli anni cinquanta, creduti a lungo una prova a favore della selezione naturale, sono ormai ritenuti privi di valore, perché erano stati progettati in modo da dare la risposta desiderata (3).

    Né mettiamo in dubbio la buona fede degli scienziati sebbene definiti, sempre da Coyne, "scienziati ambiziosi che ignorano la verità per procurarsi fama e riconoscimenti".

    Per noi il problema principale è che la disputa va spostata molto più a monte. E' l'impostazione del problema errato; secondo Majerus "L'evoluzione biologica si definisce come un cambiamento della frequenza di un allele nel tempo" e dato che la frequenza degli alleli della Biston Betularia si sono modificati nel tempo, ne deriverebbe che "questa è una prova inoppugnabile dell'evoluzione biologica" (4).

    Che le frequenze si siano modificate nel tempo è indubbio; che queste modifiche siano state causate dalla predazione differenziale degli uccelli è plausibile, ma che ciò voglia essere usato come conferma di un intero processo evolutivo è, quanto meno esagerato.

    Abbiamo solo dimostrato che il fenotipo più visibile (meno mimetizzabile) viene individuato, e quindi mangiato, più facilmente dai predatori. Queste falene probabilmente impareranno a scovare, se lasciate in pace dagli evoluzionisti, nascondigli più efficaci oppure, accontentiamo gli evoluzionisti, moriranno tutte. E allora? Il loro allele rimarrà presente nelle falene diverse e continueranno a nascere falene svantaggiate che camperanno male o magari moriranno.

    Immaginiamo, sempre per accontentare gli evoluzionisti, che dopo molti millenni, l'allele dominante si affermi, perché avvantaggiato, e rimanga solo lui; ogni falena (tutte le falene) anno entrambi gli alleli dominanti: in tal caso si è ripristinata la situazione originaria.

    Ma la scomparsa di un fenotipo mica significa evoluzione (in senso darwiniano)? Dov'è la possibilità di speciazione che il processo evolutivo presuppone necessariamente?

    Come dire: se le donne bionde piacciono di più agli uomini esiste per queste un vantaggio selettivo in quanto vengono scelte di più per i fini procreativi. Immaginiamo un mondo fatto solo di uomini biondi e donne sia brune che bionde. Queste ultime hanno un vantaggio selettivo e nascono pertanto più bambini biondi. Nel lungo periodo rimangano solo donne bionde perché avvantaggiate evolutivamente. Perfetto il mondo è popolato solo da donne e uomini biondi. I bruni sono scomparsi. E dov'è l'evoluzione? Dove la possibilità che si generi una nuova specie o un ramo filetico della precedente?



    ***
    (1) Jerry Coyne, Not black and white, in Nature, 1998 n. 396 pp. 35-36.
    (2) Jerry Coyne, Evolution under pressure, in Nature, 2002 n. 418 pp. 19-20.
    (3) Robert Matthews, Scientists pick holes in Darwin moth theory, in The Sunday Telegraph, 14 marzo 1999.
    (4) Michael Majerus, L'evoluzione nero su bianco, in Darwin, anno 1 n. 3 pp. 37 (autore di Melanism: evolution in action).