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    Paleontologia e filogenesi

    EMBRIOLOGIA

    Filogenesi ed embriologia

    Nella legge biogenetica universale di Ernst Haeckel -proposta dal biologo evoluzionista alla fine del XIX secolo- si postula che gli embrioni viventi -durante il loro sviluppo- ripercorrano il processo evolutivo dei loro progenitori. Egli teorizzò che nel corso del suo sviluppo nell'utero materno, l'embrione umano dapprima mostri le caratteristiche di un pesce, poi di un rettile ed infine quelle umane.

    Sebbene da allora è stato provato che questa teoria non è altro che una fantasia, è tuttavia normale trovare nei testi universitari e non, richiami alla teoria che si riassume nel detto l'ontogenesi riassume la filogenesi cioé lo sviluppo di un individuo ricapitola le tappe evolutive della sua ascendenza (1).

    La presenza nei libri di testo dei disegni degli embrioni di Haeckel (che, morto nel 1919, è anche uno dei padri fondatori dell'eugenetica) è però ancora più grave, trattandosi di una frode conclamata. L'obiettivo di Haeckel, mostrando la rassomiglianza tra diverse specie nelle prime fasi di vita, era quello di dimostrare l'origine comune di tutti i viventi, come se lo sviluppo dell'embrione riproducesse il meccanismo generale dell'evoluzione da uno stadio indifferenziato verso stadi differenziati. Peccato però che Haeckel avesse alterato di proposito i disegni degli embrioni e che avesse scelto degli esempi di comodo, oltretutto non riguardanti i primi stadi di vita.

    Oggi i biologi sanno bene come gli embrioni delle varie specie all'inizio non si somiglino affatto tra loro ed alla teoria della ontogenesi, che ricapitola la filogenesi, sono in pochi a crederci ormai. Essa è stata, anzi, apertamente sconfessata come "erronea" e "poco convincente" da importanti ricercatori fra cui Walter Bock, biologo della Columbia University e C. H. Woddington dell'università di Edimburgh nel suo Principles of Embryology, un testo classico.

    L'esempio più famoso di supposte similarità animali è quello delle fenditure branchiali nell'embrione umano durante il cosiddetto stadio del pesce. La maggior parte degli embriologi è arrivata ora alla conclusione che quelle similarità fra uomo e pesce sono del tutto superficiali. L'embrione umano non sviluppa mai le fenditure né, tanto meno, branchie o altre strutture tipiche dei pesci.

    E' ormai noto che le "branchie" che ipoteticamente appaiono nei primi stadi dell'embrione umano sono in realtà le fasi iniziali del condotto uditivo medio, della paratiroide e del timo. La parte embrionale che venne paragonata al "sacco vitellino" si è rivelata una sacca che produce sangue per l'infante. La parte che è stata identificata come una "coda" da Haeckel e dai suoi successori è in realtà la spina dorsale, la quale rassomiglia ad una coda solo perché prende forma prima delle gambe.

    Un altro esempio è il cuore dell'embrione umano: secondo la teoria della ricapitolazione, la sua forma iniziale dovrebbe essere un singolo "tubo" come quello dei pesci. Si è potuto osservare, invece, che la fase iniziale è un "doppio tubo" (2).

    Questi fatti sono universalmente noti nel mondo scientifico e sono accettati anche dagli stessi evoluzionisti. George Gaylord Simpson, uno dei fondatori del neo-darvinismo, scrive:
    Haeckel travisò il principio evolutivo coinvolto. E' ora fermamente stabilito che l'ontogenesi non ripete la filogenesi (3).



    ***
    (1) C. Houillon, Embriologia dei vertebrati, EA 1987, p. 4.
    (2) Duane Gish, Panorama, 2.2.1981. Duane Gishil, biochimico che ha collaborato fra l'altro alle ricerche del premio Nobel Vincent Du Vigneaud sulla sintesi di ormoni.
    (3) G. G. Simpson, W. Beck, An Introduction to Biology, New York, Harcourt Brace and World, 1965, p. 241.