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    PALEONTOLOGIA

    E il settimo giorno l'Evoluzione si riposò

    Altro fenomeno strano è che l'evoluzione si sarebbe ormai arrestata da tempi molto lunghi, infatti:
    • nessun nuovo phylum organico sembra essere reperibile dall'Ordoviciano ad oggi (circa 500 milioni di anni);
    • se scendiamo a considerare le classi di ogni phylum, il quadro è ugualmente impressionante: nei 350 milioni di anni che vanno dall'inizio del Carbonifero all'era attuale nessuna nuova classe risulta reperibile;
    • per gli ordini delle classi, la stragrande maggioranza di essi è già presente nel Paleozoico; nel Mesozoico troviamo ordini nuovi in forma sporadica (101 nuovi) e nel Cenozoico rarissimamente (4 + 9 di soli Artropodi); unica eccezione sono i vertebrati tetrapodi che dopo l'esplosione dell'inizio Cenozoico non hanno più presentato nuovi ordini (cioè da 65 milioni di anni) (1).
    Le classi e gli ordini sembrano aver raggiunto il culmine della loro diversità fra l'Ordoviciano ed il Devoniano; dopodiché risultano aver subito un brusco declino fino al termine del Triassico, mantenendosi da allora praticamente costanti. Cioè la diversità esistente al giorno d'oggi è la stessa di quella esistita nei tempi trascorsi a partire dal Cambriano.

    Tipi nuovi non si sono formati da 420 milioni di anni, classi nuove da 140 milioni, ordini nuovi da 50. Inoltre vi sono forme viventi che da tempi remotissimi non sono variate ed altre che avrebbero avuti una evoluzione improvvisa o rapidissima per poi rimanere invariate per milioni di anni nella più completa immobilità evolutiva (equilibrio punteggiato) (2).

    Di esempi di immobilità evolutiva ne esistono tantissimi.

    Un esempio molto evidente è costituito dalle tartarughe, che sono una specie rettile. Appaiono all'improvviso tra le testimonianze fossili dotate della loro corazza. Per citare una fonte evoluzionista: "... dalla metà del periodo triassico (circa 175 milioni di anni fa), i suoi membri erano già numerosi e in possesso delle basilari caratteristiche delle tartarughe. I legami tra le tartarughe e i cotilosauri, da cui probabilmente discendono, sono quasi del tutto assenti" (3).
    Non esiste alcuna differenza tra i fossili delle antiche tartarughe e i membri di questa specie oggi viventi. Le tartarughe, semplicemente, non si sono "evolute": sono sempre state le stesse fin dal momento della loro comparsa.

    Un altro bell'esempio è fornito da un particolare pesce, il Celacanto (Latimeria chalumnae), che si credeva fosse esistito 410 milioni di anni fa. Gli evoluzionisti, dallo studio dei fossili, evidenziarono che il Celacanto era una forma transizionale dotata di un polmone primitivo, un cervello sviluppato, un sistema digestivo e circolatorio pronto a funzionare sulla terra e addirittura un primitivo meccanismo motorio. Queste interpretazioni anatomiche furono accettate come una verità indiscutibile dai circoli scientifici fino alla fine degli anni trenta. Il Celacanto fu presentato come un anello di congiunzione in grado di provare la transizione evolutiva dall'acqua alla terra. Purtroppo esemplari viventi di questo pesce furono catturati molte volte a partire dal 1938, e tutte le congetture speculazioni degli evoluzionisti furono sommessamente accantonate. Inoltre i Celacanti viventi avevano mantenuto le identiche caratteristiche dei loro avi presenti nei fossili di 410 milioni di anni prima.

    Formiche fossili ed altri insetti rintracciati in sedimenti ed ambra dell'età di 100 milioni fa, non mostrano differenze con le attuali specie. Identicamente vale per libellule fossili di 135 milioni di anni fa.

    Fossili di squali risalenti a 400 milioni di anni possiedono la stessa struttura degli squali moderni così come per pipistrelli fossili di 55 milioni di anni fa.

    La rivista Discover ne sottolinea un altro esempio: "Il lìmulo [Xiphosura polyphemus] [...] esiste praticamente immutato da 200 milioni di anni".

    Un quadro analogo si riscontra a proposito delle piante. Nelle rocce si trovano foglie fossili di molti alberi e arbusti che differiscono ben poco da quelle delle stesse piante esistenti oggi: quercia, noce, noce americano, vite, magnolia, palma e molte altre.
    Foglie fossili della Liquidambar styraciflua (albero a foglia caduca di dimensioni medio grandi, originario dell'America settentrionale ed è anche piantata in Europa per il suo caratteristico fogliame rosso autunnale) sono state rintracciate nel nord-est della Germania in sedimenti del Miocene di circa 20 milioni di anni fa. Le foglie sono praticamente identiche alle attuali.



    ***
    (1) G. Sermonti e R. Fondi, Dopo Darwin, Critica all'evoluzionismo, Rusconi 1980, p. 216.
    (2) V. Marcozzi, Alla Ricerca dei nostri predecessori, EP 1990, p. 28.
    (3) Encyclopaedia Britannica, 1971, vol. 22, p. 418 e The Dawn of Life, Orbis Pub., Londra, 1972.