Ominidi e Uomo

OMINIDI E UOMO

Impasse dell'evoluzionismo (1)

Anche le differenze anatomiche tra uomini e scimmie confutano la finzione dell'evoluzione umana; tra queste vi è il modo di camminare.

Gli esseri umani camminano eretti sui loro due piedi. Questo un tipo di locomozione è molto speciale in quanto non è presente in nessun'altra specie. Alcuni animali hanno una limitata capacità di movimento poggiando sulle zampe posteriori. L'orso e la scimmia, ad esempio, possono procedere in tal modo solo in rare occasioni e per breve tempo, quando vogliono raggiungere una fonte di cibo. Normalmente il loro scheletro è inclinato in avanti e in posizione quadrupede.

La locomozione bipede si sarebbe, allora, evoluta dall'andatura quadrupede delle scimmie come affermano gli evoluzionisti? Sicuramente no.

Le ricerche hanno dimostrato che l'evoluzione verso la locomozione bipede non è mai avvenuta, né ciò sarebbe possibile, principalmente in quanto questo carattere non rappresenta un vantaggio evolutivo. Il modo in cui si muovono i primati è molto più facile, veloce ed efficiente di quello degli uomini. Un uomo non potrebbe mai saltare da un ramo all'altro come uno scimpanzé, né correre alla velocità di 125 km orari come un ghepardo. Al contrario, l'andatura bipede dell'uomo è molto più lenta sul terreno. Per la stessa ragione, è la specie più indifesa in natura in termini di movimento e protezione. Secondo la logica dell'evoluzione, le scimmie non avrebbero dovuto evolversi verso la locomozione bipede: gli umani, piuttosto, sarebbero dovuti diventare quadrupedi.

Un'altra impasse dell'evoluzionismo è che la locomozione bipede non è funzionale al modello dello "sviluppo graduale" del darvinismo, il quale richiede un passo "scalare" tra l'una e l'altra postura. Nondimeno, grazie ad alcune ricerche condotte al computer nel 1996, il paleoantropologo inglese Robin Crompton ha dimostrato che tale passo scalare non sarebbe stato possibile. Lo studioso è pervenuto alla conclusione che un essere vivente può camminare eretto o a quattro zampe (2). Un tipo di passo intermedio è impossibile a causa dell'estremo consumo di energia che comporterebbe. Questa è la ragione per cui è impossibile che sia esistito un mezzo-bipede.

L'immensa distanza tra l'uomo e la scimmia non si limita solo alla locomozione bipede. Molti altri problemi restano insoluti, quali le capacità cerebrali e verbali. A questo riguardo, la paleoantropologa evoluzionista Elaine Morgan confessa:
"Quattro dei misteri più insolubili dell'uomo sono:
1) Perché cammina su due gambe?
2) Perché ha perso la pelliccia?
3) Perché ha sviluppato un cervello così grande?
4) Perché ha imparato a parlare?
Le risposte ortodosse a queste domande sono:
1) 'Non lo sappiamo ancora';
2) 'Non lo sappiamo ancora';
3) 'Non lo sappiamo ancora';
4) 'Non lo sappiamo ancora'.
La lista delle domande potrebbe essere considerevolmente estesa senza intaccare la monotonia delle risposte."



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(1) Tratto da H. Yahya, L'inganno dell'evoluzione.
(2) Ruth Henke, Aufrecht aus den Baumen, Focus, Vol 39, 1996, p. 178.