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Fisiologia ed Uomo |
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FISIOLOGIA
Sistemi inutili che si affermano e meccanismi utili "sfortunati"
A questo punto del nostro percorso, nasce una considerazione: se è così facile evolvere strutture e sistemi, ci si domanda come mai tale fenomeno sarebbe avvenuto per organi particolarmente complessi (ali, occhi, etc.) e non per altri adattamenti che sarebbero stati di indubbio vantaggio evolutivo e sarebbero stati molto più facili da realizzare.
La vista ha una sua indubbia utilità e nonostante la sua complessità si è diffusa in tutto il regno animale. Ma allora perché altri sistemi, anche meno complessi, ma decisamente "vantaggiosi" non hanno avuto la stessa "fortuna"?
Un esempio può essere l'omeotermia, raggiunta solo da uccelli e mammiferi (da tutte le specie delle due classi), ma non evoluta da alcuna altra specie; eppure tutti gli altri vertebrati hanno sistema circolatorio, un normale metabolismo cellulare che può produrre energia e quindi calore, manca solo un meccanismo di regolazione, sì complesso ma non più di altri sistemi che le varie classi possiedono.
Eppure l'omeotermia avrebbe permesso dei vantaggi incredibili nell'affermazione e nella diffusione per le classi che l'avessero raggiunta.
Un altro esempio è fornito dal sonno: durante il suo svolgimento avvengono una serie di processi importanti (processi di consolidamento della memoria, risposte immunitarie, ecc.), ma perché non si sono evoluti sistemi che li rendessero non necessari o ridotti (come nei delfini) dato che il dormire espone l'animale a rischi notevoli, fa perdere tantissimo tempo utile che, nella continua "lotta per la sopravvivenza" sarebbe stato estremamente utile recuperare?
L'apprendimento non è altro se non un processo attraverso il quale l'informazione che proviene dal mondo esterno entra nel cervello e lì viene trattenuta, ma il cervello già contiene una certa quantità di informazioni innate; noi siamo cioè già preparati a rispondere in maniera adeguata all'ambiente.
Quindi l'apprendimento altro non è se non l'imparare a non fare quello che facevamo prima; in effetti noi abbiamo una risposta istintiva che sulla base delle informazioni che vengono dall'esterno viene capovolta, modificata.
Questo fa pensare che nel corso di tutta la filogenesi i comportamenti innati si siano modificati milioni di volte adattandosi di volta in volta a cambiamenti ambientali.
Il problema è che secondo la teoria neodarwinista deve essere supposto un passaggio da acquisito ad innato che in realtà non avviene (di tutto ciò che imparo, ai miei figli non rimane niente); l'unico modo affinché un comportamento divenga ereditario è che avvengano mutazioni casuali nel punto giusto del DNA, e solo allora si installerà un circuito innato diverso da quello che c'era prima.
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