Filogenesi

FILOGENESI

L'elefante volante

L'evoluzione dovrebbe agire -come la teoria stessa postula- per piccole mutazioni adattatitve; non è assolutamente ipotizzabile che si verifichi mediante aberrazioni che come risultato facciano comparire intere nuove strutture funzionali, migliorative ed adattativamente vantaggiose.

Questo significa che il passaggio da una struttura funzionale ad un'altra altrettanto funzionale non può avvenire di colpo - presupponendo anche la più semplice della trasformazioni una serie enorme e complessa di modifiche genetiche -, ma presuppone il passaggio attraverso tutta una serie di strutture sempre più diverse dall'originaria e sempre più simili alla finale.

Ma questo processo, non essendo guidato da alcuno, necessita di una condizione necessaria e cioè che tutte le strutture intermedie siano sempre funzionali altrimenti l'animale risulterebbe svantaggiato dalla selezione naturale (1).

L'evidenza delle cose respinge completamente questa possibilità; una situazione che può risultare esemplificativa e chiarificante a tal riguardo e la formazione delle ali.

Nel fantastico passaggio da strutture locomotorie a strutture estremamente specializzate quali le ali, si dovrebbe transitare per una serie lunghissima di strutture misfunzionali intermedie; un arto che non è una zampa e che non è un'ala non serve né per la locomozione né per il volo.

Inoltre tale appendice ingombrante ed inservibile risulta terribilmente svantaggiata da quella selezione naturale tanto amata dagli evoluzionisti.

Pur, comunque, ammettendo che il gruppo animale, così appesantito, riesca ugualmente a sopravvivere per migliaia di generazioni in queste condizioni bisognerebbe poi presupporre che queste strutture inutili di per se inizierebbero a tendere verso forme complessissime senza però un senso se non quello che un domani remoto potrebbero permettere al gruppo di volare: questo è un finalismo che la natura non ha! (2).

Se è esistito veramente il povero animale mezzo rettile e mezzo uccello non deve aver avuto tuttavia una vita facile. più che i vantaggi di essere dinosauro e uccello allo stesso tempo, deve aver avuto tutti gli svantaggi.

Secondo le ricostruzioni, infatti, doveva essere in grado di effettuare solo voli planati, vale a dire che, per quanto dotato di penne, non gli riusciva di spiccare il volo a partire da terra; doveva perciò salire sugli alberi e di là lanciarsi in volo planato.

Come se non bastasse quando era a terra le ali rendevano più lenta e faticosa la sua corsa dietro la preda.

Correre battendo nello stesso tempo le ali comporta infatti un notevole dispendio di energia e le ali mentre alleggeriscono il peso del corpo sollevandolo da terra, diminuiscono anche la presa sul terreno mentre contemporaneamente, per un effetto vela, rallentano la corsa.

Se è esistito veramente, avrà maledetto ogni giorno la cecità dell'evoluzione che lo condannava ad essere uccello e rettile allo stesso tempo.

Altro che vantaggio evolutivo che la selezione naturale avrebbe avvantaggiato!

C'è da aggiungere che le varie teorie che dovrebbero spiegare come sia nato il volo negli uccelli (teoria cursoria e teoria saltatoria) sono completamente insoddisfacenti e morfologicamente (tecnicamente) non realizzabili; inoltre sono marcatamente segnate da un vizio di impostazione lamarkiano.

A rendere ancora più incredibile il tutto, c'è da dire che questo fantascientifico cammino è stato seguito da molte linee; infatti secondo i dati della paleontologia molti gruppi avrebbero inventato il volo ed in modo completamente indipendente; ciò significa se anche ci fosse una remota, improbabilissima possibilità che una linea evolutiva sia arrivata al volo, questa incredibile probabilità si sarebbe ripetuta più volte.

Infatti restando solo nell'ambito dei vertebrati il volo si sarebbe evoluto nei rettili - i grandi rettili volanti preistorici -, negli uccelli - dall'archeopteryx che ha una linea evolutiva parallela ma separata rispetto ai rettili - e nei mammiferi - con i chirotteri.

Il carattere caricaturale di questa forma di passaggio è pienamente confermato dalla paleontologia: tanto è vero che i chirotteri più antichi compaiono all'improvviso nell'Eocene, senza mostrare alcuna sostanziale differenza rispetto a quelli odierni.


Veniamo ora a qualche considerazione su quello che è considerato un anello di congiunzione fra rettili ed uccelli: l' Archæopteryx.

Gli ultimi studi sui fossili di Archæopteryx rivelano, che questa creatura non è assolutamente una forma transizionale, ma un uccello con alcune caratteristiche distinte rispetto a quelli attuali (3).

La tesi che l'Archæopteryx fosse un "mezzo-uccello" incapace di volare perfettamente era molto popolare nei circoli evoluzionisti fino a pochi anni orsono. L'assenza di uno sterno, cioè delle ossa del petto, in questa creatura, o perlomeno il fatto che non corrispondesse a quello degli uccelli attuali, venne sostenuto come la prova più evidente dell'incapacità di volare perfettamente di questo uccello. Infatti sull'osso del petto, situato sotto il torace, si collegano i muscoli necessari al volo. Ai nostri giorni, quest'osso si trova in tutti gli uccelli, volatili e non. Anche nei pipistrelli, mammiferi volanti che appartengono ad una famiglia del tutto diversa.

Tuttavia, la scoperta del settimo Archæopteryx fossile nel 1992 causò un grande stupore tra gli evoluzionisti. La ragione fu che in esso l'osso del petto, ritenuto mancante da tali studiosi, era invece presente. La rivista Nature descrisse il rinvenimento nei termini seguenti:
"La recente scoperta del settimo esemplare di Archæopteryx preserva un parziale sterno rettangolare a lungo sospettato ma mai documentato prima. Esso attesta la forza dei suoi muscoli atti al volo" (4).

Questa scoperta minò alla base la tesi che l'Archæopteryx fosse un mezzo-uccello incapace di volare completamente.

D'altra parte, la struttura delle penne degli uccelli divenne uno dei più importanti elementi di prova a dimostrazione del fatto che l'Archæopteryx fosse un uccello volante nel vero senso della parola. La struttura asimmetrica delle penne di questo animale non è distinguibile da quella degli uccelli moderni, a riprova così della sua perfetta idoneità al volo. Il famoso paleontologo Carl O. Dunbar ha scritto: "In ragione delle sue ali, l'Archæopteryx deve essere chiaramente classificato come un uccello" (5).

Un altro fattore che venne rivelato dalla struttura delle penne dell'Archæopteryx fu il suo metabolismo a sangue caldo tipico degli uccelli. Come è noto, i rettili e i dinosauri sono animali a sangue freddo che dipendono dalla temperatura ambientale in quanto non sono in grado di regolare in modo indipendente il loro calore corporale. Tale importante funzione viene adempiuta, nel caso degli uccelli, dalle penne. Le penne dell'Archæopteryx, di cui aveva bisogno per mantenere il calore del suo corpo a differenza dei dinosauri, dimostrano che questi fu un vero uccello a sangue caldo.

I due punti importanti sui quali gli evoluzionisti si fondano quando affermano che l'Archæopteryx sia una forma transizionale, sono gli artigli sulle ali e i denti. Sebbene queste caratteristiche siano effettivamenti presenti, ciò non implica alcuna relazione con i rettili. Inoltre, due specie di uccelli oggi viventi, il Taouraco e l'Hoatzin, hanno artigli per aggrapparsi ai rami. Queste creature sono assolutamente uccelli e non presentano alcuna caratteristica dei rettili. Questa è la ragione per cui è completamente infondato sostenere che l'Archæopteryx sia una forma transizionale soltanto per la presenza degli artigli sulle ali.

Neppure i denti nel becco giustificano la precedente affermazione. Gli evoluzionisti commettono una vera e propria frode allorquando asseriscono che i denti siano una caratteristica dei rettili, in quanto ciò non corrisponde al vero. Oggi non tutti i rettili sono provvisti di denti. L'Archæopteryx, per di più, non è la sola specie di uccelli che presenti tale attributo. E' corretto affermare che oggi gli uccelli sono privi di denti, tuttavia, le testimonianze fossili risalenti all'epoca dell'Archæopteryx e posteriori, sino ad un'età relativamente recente, parlano dell'esistenza di un distinto genere di uccelli che può essere classificato come "uccello provvisto di denti".

Il punto fondamentale, tuttavia, è che la struttura dentale dell'Archæopteryx e di altri uccelli è del tutto diversa da quella dei loro supposti antenati, i dinosauri. I famosi ornitologi Martin, Stewart e Whetstone osservarono che i primi presentavano denti con superficie superiore piatta e radici larghe, mentre i secondi, ovvero i dinosauri teropodi, gli ipotetici antenati di questi uccelli, avevano denti a forma di sega e con radici strette (6).

I ricercatori, dopo aver posto a confronto le ossa dei polsi dell'Archæopteryx e quelle dei dinosauri, hanno osservato che non esiste alcuna similitudine tra loro (7).

Gli studi di anatomisti quali Tarsitano, Hecht e A.D. Walker rivelarono che alcune "similarità", che si asseriva fossero esistite tra questa creatura e i dinosauri, come proposto da John Ostrom, erano in realtà interpretazioni errate (8).

Tutti questi ritrovamenti mostrano che l'Archæopteryx non fu un anello transizionale, ma solo un uccello appartenente alla categoria degli "uccelli con i denti".

Mentre gli evoluzionisti hanno sostenuto per decenni che l'Archæopteryx fosse la prova più importante dell'evoluzione degli uccelli, altri fossili recentemente rinvenuti hanno invalidato tale prospettiva per altri riguardi.

Lianhai Hou e Zhonghe Zhou, due paleontologi dell'Istituto Cinese di Paleontologia dei Vertebrati, hanno scoperto nel 1995 un nuovo uccello fossile, da essi denominato Confuciusornis. Questo uccello risale approssimativamente allo stesso periodo dell'Archæopteryx (circa 140 milioni di anni fa), ma non è fornito di alcun tipo di dente. Il suo becco e le sue ali, inoltre, sono del tutto simili a quelle degli uccelli attuali, dei quali condividono anche la medesima struttura scheletrica, tuttavia presentano artigli all'estremità delle ali come l'Archæopteryx. La speciale struttura detta "pigostilo" era presente in questa specie per sostenere le penne timoniere. In breve, questo uccello, contemporaneo dell'Archæopteryx (considerato il più antico antenato di tutti gli uccelli e accettato come un semi-rettile), ha un'enorme somiglianza con i volatili moderni. Questo fatto inficia tutte le tesi evoluzioniste che reputavano l'Archæopteryx il primitivo antenato di tutti gli uccelli.

Un altro fossile, rinvenuto in Cina nel novembre 1996, ha creato una confusione addirittura maggiore. L'esistenza di questo uccello, risalente a 130 milioni di anni fa, detto Liaoningornis, fu annunciata su Science da Hou, Martin e Alan Feduccia. Il Liaoningornis presentava un osso pettorale, sul quale si innestavano i muscoli del volo, del tutto simile a quello degli uccelli attuali, dai quali era difficilmente distinguibile anche per altri riguardi. La sola differenza erano i denti nel becco. Questo fatto mostrò che gli uccelli forniti di denti non avevano una struttura primitiva secondo quanto sostenuto dagli evoluzionisti (9). Come venne espresso sulla rivista Discover, in un articolo dal titolo "Whence came birds? This fossil says not from dinosaurs"("Da dove provengono gli uccelli? 'Non dai dinosauri' dice questo fossile") (10).

Un altro fossile che contraddice la tesi evoluzionista sull'Archæopteryx è l'Eoalulavis. La struttura alare dell'Eoalulavis, che si disse fosse più giovane di 30 milioni di anni dell'Archæopteryx, è stata osservata nei moderni uccelli che volano lentamente. Ciò rappresenta la dimostrazione che 120 milioni di anni fa vi erano uccelli indistinguibili per molti aspetti da quelli attuali (11).

Queste testimonianze indicano con sicurezza che né l'Archæopteryx né gli altri uccelli antichi simili ad esso furono forme di transizione. I fossili non ci dicono che le differenti specie di uccelli si sono evolute le une dalle altre. Provano, al contrario, che gli uccelli attuali e quelli arcaici sono vissuti nello stesso periodo. Alcune specie, tuttavia, come l'Archæopteryx e il Confuciusornis, si estinsero e solo una parte delle specie preesistenti è stata in grado sopravvivere sino ai giorni nostri.

In breve, alcune particolari caratteristiche dell'Archæopteryx dimostrano che questo essere vivente non può essere considerato una forma transizionale! Stephan Jay Gould e Niles Eldredge, due paleontologi evoluzionisti di fama mondiale provenienti da Harvard, accettano che l'Archæopteryx sia un "mosaico" vivente che riunisce in sé caratteristiche diverse, il quale, tuttavia, non può essere considerato una forma transizionale!



***
(1) G. Sermonti e R. Fondi, Dopo Darwin, Critica all'evoluzionismo, Rusconi 1980, p. 54.
(2) Ibid., p. 274.
(3) Tratto da H. Yahya, L'inganno dell'evoluzione.
(4) Nature, Vol 382, August, 1, 1996, p. 401.
(5) Carl O. Dunbar, Historical Geology, New York: John Wiley and Sons, 1961, p. 310.
(6) L. D. Martin, J. D. Stewart, K. N. Whetstone, The Auk, Vol 98, 1980, p. 86.
(7) Ibid., p. 86; L. D. Martin, Origins of Higher Groups of Tetrapods, Ithaca, New York: Comstock Publising
Association, 1991, pp. 485, 540.
(8) S. Tarsitano, M. K. Hecht, Zoological Journal of the Linnaean Society, Vol 69, 1985, p. 178; A. D. Walker, Geological Magazine, Vol 177, 1980, p. 595.
(9) Old Bird, Discover, March 21, 1997.
(10) Ibid..
(11) Pat Shipman, Birds Do It... Did Dinosaurs?, p. 28.