Rivista di scienze storiche e sociali
Rivista semestrale scientifica fondata nell’anno 2015
ISSN 2421-0269

Contatti

Nuovo numero - n. 6 - Anno: 2017

Editoriale. «StoriaLibera», rivista “on line”.

Saggi e articoli
Antonio DONNO, “Anglo-Saxonism” o “Anglosfera”: note sul “soft power” americano nel Novecento, p. 11-33.
Beniamino DI MARTINO, Separazione dei poteri. Oltre l’ovvietà: dottrina cattolica e critica libertaria (I parte), p. 35-49.

Note e interventi
Pietro MONSURRÒ, La Scuola Austriaca. Capitolo 1. Storia della Scuola Austriaca, p. 53-62.
Guglielmo PIOMBINI, Stefan Zweig e “Il mondo di ieri”, p. 63-73.
Flavio FELICE, Ma il capitalismo è cristiano? Novak e “The Spirit of Democratic Capitalism”, p. 75-78.

Documenti e testimonianze
Antonin SCALIA, Democrazia, attivismo giudiziario e libero mercato, a cura di Lorenza Formicola, p. 81-90.
Ralph RAICO, Decentramento e concorrenza hanno reso l’Europa prospera e libera, a cura di Luca Fusari, p. 91-120.
Ron PAUL, La tirannia si fonda sulla moneta statale, a cura di Francesco Carbone, p. 121-151

Recensioni e segnalazioni
Recensioni, p. 153-175.
Beniamino DI MARTINO, Recensione a Raymond BOUDON, Perché gli intellettuali non amano il liberalismo, p. 155-161.
Paolo Luca BERNARDINI, Recensione a Nicola ERBA - Massimo BERNI (a cura di), La Milano di Paolo Valera, p. 161-169.
Beniamino DI MARTINO, Recensione a Maurizio DOSSENA - Ivo MUSAJO SOMMA (a cura di), L’utile ideologico dell’inutile strage, p. 169-175.
Segnalazioni, p. 176-181.
Guglielmo PIOMBINI, Recensione a Piero VERNAGLIONE, Paleolibertarismo. Il pensiero di Hans-Hermann Hoppe, p. 176-179.
Carlo LOTTIERI, Recensione a Beniamino DI MARTINO, Povertà e ricchezza. Esegesi dei testi evangelici, p. 179-181.

Libri ricevuti, p. 183-185.
Gli Autori, p. 189.


Evidenze

Il governo italiano approva il cosiddetto "reddito di inclusione"

«L’obiettivo di sconfiggere la povertà è così nobile che i governi hanno utilizzato con successo il fine per giustificare i mezzi. I mezzi sono stati l’alta tassazione dei membri produttivi della società e schiere di burocrazie che regolano in modo crescente le vite di tutti noi» - Charles A. Murray (1943-viv.), politologo


Il governo italiano approva il cosiddetto "reddito di inclusione"


«Maggiori sono le sovvenzioni pubbliche, minore sarà il tenore di vita di ognuno»

«La sovvenzione statale della povertà tende ad aumentare la povertà stessa, che a sua volta aumenta l’ammontare del sussidio pagato ed estorto a coloro che non si sono impoveriti»

«Il sussidio di disoccupazione, invece di contribuire a eliminare la disoccupazione, come spesso si immagina, in realtà la sovvenziona e la intensifica»

- Murray N. Rothbard (1926-1995), economista


Libri in vendita allo scopo di sostenere «StoriaLibera»

Il Direttore vende i testi tratti dalla sua biblioteca personale. Il ricavato contribuirà a sostenere economicamente la rivista.

Sono stati aggiunti nuovi testi (25 luglio)

Storia
AA. VV., L’idea di un progetto storico. Dagli anni ’30 agli anni ’80, Studium, Roma 1982.
AGNOLI Francesco Mario, L’epoca delle rivoluzioni, Il Cerchio, Rimini 1999.
Francesco Mario AGNOLI, Prospero Baschieri. Un eroe dell’Insorgenza Padana (1809-1810), Tabula fati, Chieti 2002.
Giulio ANDREOTTI, I quattro del Gesù. Storia di un’eresia, Rizzoli, Milano 1999.
BAGET BOZZO Gianni, Il partito cristiano al potere. La Dc di De Gasperi e di Dossetti: 1945-1954, Vallecchi, Firenze 1978.
Elena BIANCHINI, Carlo I d’Austria, Tabula Fati, Chieti 2005.
CAMMILLERI Rino, Il quadrato magico (prefazione di Vittorio Messori), Rizzoli, Milano 2001.
CORREA DE OLIVEIRA Plinio, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione.
Filippo CURLETTI, La verità sugli uomini e sulle cose del Regno d’Italia, Tabula fati, Chieti 2005.
Massimo DE LEONARDIS, Le insorgenze antifrancesi nella storia d’Italia, Tabula fati, Chieti 2002.
DEL NOCE Augusto, Fascismo e antifascismo. Errori della cultura (invito alla lettura di Saverio Vertone), Leonardo, Milano 1995.
Paolo DEOTTO, Sessantotto. Diario politicamente scorretto, Fede & Cultura, Verona 2008.
Lodovico ELLENA, Fregati dalla storia, Solfanelli, Chieti 2011.
Silvio FANTONI, Breve storia del movimento cattolico italiano (1870-1920), Santi Quaranta, Treviso 1991.
FELTRI Vittorio - BRUNETTA Renato (a cura di), Tutte le balle su Berlusconi, Libero-Free, Roma 2006.
FELTRI Vittorio - BRUNETTA Renato (a cura di), I peccati di Prodi, Libero-Free, Roma 2006.
Fabrizio FOSCHI (a cura di), Scoprire il Novecento, Il Cerchio, Rimini 1999.
Prosper-Louis-Pascal GUÉRANGER, Il senso cristiano della storia, Il Falco, Milano 1982.
Marco INVERNIZZI, I cattolici contro l’unità d’Italia? L’Opera dei Congressi (1874-1904), prefazione di Rino Cammilleri, Piemme, Casale Monferrato 2002.
Marco INVERNIZZI, Il movimento cattolico in Italia dalla fondazione dell’Opera dei Congressi all’inizio della seconda guerra mondiale (1874-1939), Mimep-Docete, Pessano (Mi) 1996.
Arturo Carlo JEMOLO, Chiesa e Stato in Italia dalla unificazione ai nostri giorni, Einaudi, Torino 1981.
Alberto LAPIDARI, Il Processo all’Ordine dei Templari, Edizioni Solfanelli, Chieti 2006.
LAURO Raffaele, La DC verso il duemila, Rusconi, Milano 1991.
MALLUCCI Massimo, Un cuore per la Vandea, Settimo Sigillo, Roma 1996.
MESSORI Vittorio, Pensare la storia. Una lettura cattolica dell'avventura umana, Paoline, Milano 1992.
MESSORI Vittorio, La sfida della fede. Fuori e dentro la Chiesa: la cronaca in una prospettiva cristiana, Paoline, Milano 1993.
MESSORI Vittorio, Le cose della vita, Paoline, Milano 1995.
NICHOLSON Jim, USA e Santa Sede. La lunga strada, I libri di 30 Giorni, Roma 2002.
PAGANUZZI Quirino, Pro papa Pio XII.
PAPPALARDO Francesco, Il mito di Garibaldi, Piemme, Casale Monferrato 2002.
PIETROBELLI R. - SATORI L. - ARDIGO' A. - CASAVOLA F., Evangelizzazione e coscienza civile in Italia, Studim, Roma 1977.
Heather PRINGLE, Il piano occulto. La setta segreta delle SS e la ricerca della razza ariana, Lindau, Torino 2007.
SECHER Reynald, Vandea 1789-1801 (Anjou - Bretagna - Poitou), Èditions Reynald Secher, Noyal-sur-Vilaine 1994.
SOCCI Antonio, I nuovi perseguitati. Indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo del martirio, Piemme, Casale Monferrato 2002.
SOCCI Antonio - FONTOLAN Roberto, Tredici anni della nostra storia, Il Sabato, 1987.
TANGHERONI Marco, Corso di storia, Pisa 1990 (dattiloscritto).
TERRANOVA Annalisa, La Riforma come origine della modernità, Il Cerchio, Rimini 2000.
Lucio TOTH, Chiesa e movimento cattolico nell’Italia contemporanea, Piemme, Casale Monferrato 1985.
Bruno VESPA, Vincitori e vinti. Le stagioni dell’odio. Dalle leggi razziali a Prodi e Berlusconi, Mondadori, Milano 2005.
Thomas E. WOODS, Come la Chiesa Cattolica ha costruito la civiltà occidentale, Cantagalli, Siena 2007.

È disponibile il DVD dell’intera monumentale opera di Ludwig von Pastor Storia dei Papi nell’edizione in italiano (1942-1950). L’opera è stata scannerizzata in formato immagine [.jpg con pagine a 300 dpi].
The Italian edition (1942-1950) of the whole huge Ludwig von Pastor's work History of the Popes is being digitalized. It will be available on DVD for those who will request it (please note it is not text-based).

Islam
INTROVIGNE Massimo, Hamas. Fondamentalismo islamico e terrorismo suicida in Palestina, Elledici, Leumann (Torino) 2003.
Robert SPENCER, Guida (politicamente scorretta) all’Islam e alle Crociate. Tutto ciò che sapete sull’Islam e sulle Crociate è falso, Lindau, Torino 2008.

Letteratura
MAZZARIOL Ferruccio, I capelli di Sansone. Narrativa della grazia e dell'esilio, Santi Quaranta, Treviso 1989.
SQUAROTTI BARBERI Giorgio, Le colline, i maestri, gli dei, Santi Quaranta, Treviso 1992.
GIRZONE Joseph F., Joshua.

Vangelo, Catechismi e Magistero
Vangelo e Atti degli Apostoli, EP.
Evangelo, Ed. a cura di Angelo Alberti.
Il Nuovo Testamento della Bibbia di Gerusalemme, Dehoniane, Bologna 1978.
Il Nuovo Testamento della traduzione interconfessionale, LDC, 1976.
ANDRIANOPOLI Luigi, Il Catechismo Romano commentato, Ares, Milano 1983.
PIO X, Catechismo maggiore (1905), Ares, Milano 1974.
PIO X, Catechismo della Dottrina cristiana (1912).
Catechismo della Chiesa Cattolica, Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1992.
Fascicoli delle encicliche di Giovanni Paolo II e di numerosi documenti del magistero.
Disponibili in numerose copie: Familiaris Consortio, La professione di fede di Paolo VI, Humane Vitae, Dichiarazione sull’aborto procurato, Donum Vitae....

TEOLOGIA
AGOSTINO (sant’), L’istruzione cristiana, a cura di Manlio Simonetti, Fondazione Lorenzo Valla / Mondadori, Milano 2011.
Angelo ALBANI - Massimo ASTRUA, Le ossa dell’Apostolo Pietro sono ancora nella sua tomba sotto la Basilica vaticana?, Mimep-Docete, Pessano (Milano) 1991 (p. 25).
AMERIO Franco, La dottrina della fede, Ares, Milano 1978.
AGNOLI Carlo Alberto, L'educazione sessuale: tappa massonica verso l'annientamento dell'uomo, Quaderni di Chiesa viva n. 8, Editrice Civiltà, Brescia 1992.
ALBERTO Stefano (a cura di), Vangelo e storicità, Rizzoli, Milano 1995.
ALIMENTI Dante, Al seguito di Gesù, 3 voll. (dimensioni: cm. 30x24).
BALTHASAR Hans Urs, Nuovi punti fermi, Jaca Book, Milano 1991.
BIANCHI Lorenzo, Liturgia. Memoria o istruzioni per l’uso?, Piemme, Casale Monferrato 2002.
BOSCO San Giovanni, Memorie, LDC, Torino 1986.
Papa Wojtyla. La prima biografia fotografica di Giovanni Paolo II, Alberto Peruzzo editore, 2 voll. (dimensioni: cm. 29x24).
Giovanni Paolo II. Papa Wojtyla, edizioni Gidiemme, Milano 1982, 2 voll. (dimensioni: cm. 29x24).
GIOVANNI PAOLO II, Dono e mistero, 1996.
GIOVANNI PAOLO II, Varcare la soglia della speranza, 1994.
GIUSSANI Luigi, Alla ricerca del volto umano, Rizzoli, Milano 1995.
GIUSSANI Luigi, Tracce d’esperienza cristiana, Jaca Book, Milano 1992 (opera del 1960).
GIUSSANI Luigi, Il senso di Dio e l’uomo moderno, Rizzoli, Milano 1994.
GIUSSANI Luigi, Il cammino al vero è un’esperienza, Sei, Torino 1996.
GIUSSANI Luigi, Un avvenimento di vita cioè una storia, Ed. Il Sabato, Roma 1993.
GIUSSANI Luigi, Come 2000 anni fa, Il Sabato, 1989 (fascicolo, p. 96).
GNERRE Corrado, L’Incarnazione alla prova della storia, Edizioni Segno, Udine 1999.
Manfred HAUKE, “Versato per molti”, prefazione di Malcolm Ranjith, Cantagalli, Siena 2008.
Massimo INTROVIGNE, La questione della nuova religiosità, Ed. Cristianità, Piacenza 1993.
Massimo INTROVIGNE, I testimoni di Geova. Le origini, la storia, la dottrina (collana Mondo Nuovo - 95), LDC, Torino 1990.
La gloria di Cristo ovvero la Sua vittoria nel tempo. I dogmi sulla grazia, Sei-30Giorni, Torino-Roma 1997.
La Traccia. L'insegnamento di Giovanni Paolo II. 1978-1996, Edit, Milano 1979-1997, 18 voll.
Hans Ludvig MARTENSEN, Reincarnazione e dottrina cattolica, Ed. Cristianità, Piacenza 1993.
PITTA Antonio, Trasformati dalla Spirito. Lectio divina sulle lettere di san Paolo, Paoline, Milano 2005.
Ildebrando A. SANTANGELO, L'ultima battaglia, Comunità editrice, Adrano (Catania) 1985.
Sacrae Theologiae Summa, Biblioteca de autores cristianos, Madrid 1962, 4 voll.
SPIAZZI Raimondo (a cura di), I documenti sociali della Chiesa, Massimo, Milano 1988, 2 voll.
RATZINGER Joseph, Svolta per l'Europa? Chiesa e modernità nell'Europa dei rivolgimenti, Paoline, Roma 1992.
RATZINGER Joseph, Rapporto sulla fede (intervista di Vittorio Messori), Paoline, Roma 1983.
RATZINGER Joseph, Introduzione al Cristianesimo, Querinana, Brescia 1974 (opera del 1968).
RATZINGER Joseph, Creazione e peccato, Paoline, Roma 1986.
RATZINGER Joseph, Chiesa, ecumenismo e politica, Paoline, Roma 1987.
RICCIOTTI Giuseppe, Vita di Gesù Cristo, Oscar Mondadori, Milano 1999.
Trattati d’amore cristiani del XII secolo, a cura di Francesco Zambon, Fondazione Lorenzo Valla / Mondadori, Milano 2007-2008, 2 volumi.

Agiografia e spiritualità

AA.VV., Chiesa, mafia, camorra, 1984.
ALBANESE Giovanni, Così disse Gesù, 1980.
Piero GHEDDO, Marcello dei lebbrosi. Marcello Candia.
L’ARCO Adolfo, Il beato Bartolo Longo.
LONGO Bartolo, I quindici sabati.
LONGO Bartolo, La storia del Santuario di Pompei.
PLOUSSARD Jean, Attraverso il deserto, 1974.
TERESA DEL BAMBINO GESU' (S.), Storia di un'anima, Edizioni OCD, Roma 1998.
WYSZYNSKI cardinale Stefan, Un pezzo di pane, Edizioni paoline, 1985.
Fascicoli fotografici sulla vita di Giovanni Paolo II.
Carta da lettere con messaggi dalla vita di S. Francesco

Testi Mariani
Giulio DANTE GUERRA, La Madonna di Guadalupe. Un caso di "inculturazione" miracolosa, Ed. Cristianità, Piacenza 1993.
La Madonna ai Sacerdoti suoi figli prediletti, edizioni del 1976, 1983, 1985.

Riviste
«Ideazione» (rivista), anno 2003 n. 6; anno 2004 n. 1-2-3-4-5-6; anno 2005 n. 2.
«Liberal» (rivista) anni 2004-2005: n. 22, 23, 24, 25, 26 e 28

Contatti


La Dottrina Sociale della Chiesa. Sviluppo storico

 

L'ultimo libro del direttore di «StoriaLibera» sulla Dottrina Sociale della Chiesa (formato cartaceo e formato digitale).

 

Pagina Facebook sul libro.

 

Il tono che accompagna il commento ai grandi documenti della Dottrina Sociale della Chiesa è, generalmente, celebrativo. Questo testo si allontana da tale atteggiamento quasi obbligato. Ad imporre questa misura è il dovere per il rigore dello studio e per la serietà della ricerca che impegna lo studioso a non sottrarsi al compito di segnalare i punti deboli e i limiti dei testi oggetto di analisi. Con tono distaccato e con sguardo critico vengono, così, passati in rassegna i più noti titoli - dalla Rerum novarum alla Caritas in veritate - che hanno rappresentato gli imprescindibili riferimenti dell’insegnamento sociale della Chiesa cattolica.


Ricossa (1927-2016)

Un anno fa (2 marzo 2016) la morte di Sergio Ricossa

Il grande pensatore ed economista torinese viene ricordato da Lorenzo Infantino con un articolo sul n. 5 di «StoriaLibera» (p. 77-91)

 

 

 

«Sergio Ricossa occupa un posto di grande rilievo nell’albero genealogico della cultura liberale italiana. Egli si colloca dopo Luigi Einaudi e Bruno Leoni. È colui che ha fatto da punto di riferimento a tutta una generazione, cresciuta in una fase della vita sociale in cui ogni cosa sembrava negare l’idea della libertà individuale di scelta» (Lorenzo Infantino).


Novak (1933-2017)

Il trapasso di Michael Novak (17 febbraio 2017), saggista e filosofo sociale.

Nel prossimo n. 6 di «StoriaLibera» sarà presente un articoletto sul trentennale della traduzione italiana (Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo, 1987) della sua opera The Spirit of Democratic Capitalism (1982).

 

 

«Dal Vecchio e dal Nuovo Testamento abbiamo imparato che, per provvedere ai nostri bisogni e ai nostri desideri, dobbiamo agire personalmente senza aspettare l’aiuto dello Stato, e che noi stessi dobbiamo essere in grado di mettere in moto i meccanismi necessari per raggiungere i traguardi che desideriamo. In questo modo abbiamo imparato a vivere come uomini e donne liberi, responsabili del nostro destino. E se pure ci inginocchiamo innanzi a Dio, di fronte al mondo stiamo a testa alta e ci facciamo carico delle nostre responsabilità personali» (Michael Novak).


 I libri di StoriaLibera

Beniamino DI MARTINO, La virtù della povertà. Cristo e il cristiano dinanzi ai beni materiali, Leonardo Facco Editore, Treviglio (Bergamo) 2017.

pp. 165 (euro 12,99) - ISBN 8867978705

Collana “I libri di StoriaLibera”/1

Anche in versione digitale (ebook)



 

Pietro MONSURRÒ, Un’introduzione alla Scuola Austriaca di economia, Leonardo Facco Editore, Treviglio (Bergamo) 2017 (in fase di pubblicazione).

ISBN ?

Collana “I libri di StoriaLibera”/3

Presto in versione digitale (ebook)


Editoriali

Editoriale n. 1. La nuova rivista «StoriaLibera»

L’anno 2015 dell’era cristiana, per chi scrive, inizia all’insegna di un nuovo e rilevante impegno: la fondazione e la direzione di questa rivista.
Debbo immediatamente ringraziare alcuni amici che, dopo alcune settimane in cui mi hanno affiancato anche per un’attenta valutazione, si sono resi generosamente disponibili a dividere lo sforzo per questa nuova impresa che avvio, sin da subito, insieme a quanti vorranno collaborarvi.
In questo primo saluto ai nostri lettori è opportuno che presenti almeno due caratteristiche di questa iniziativa nel campo delle pubblicazioni scientifiche: il nome e il background. Per comprendere meglio la scelta del primo, partiamo dal richiamo ad una preziosa esperienza pregressa.
La rivista che prende avvio con questo primo fascicolo ha, infatti, alle spalle un’opera più che decennale. Mi riferisco al portale web www.StoriaLibera.it che, dal settembre 2003 ai primissimi giorni del 2015, ha costituito un’importante presenza nella rete delle reti, Internet, e una fonte documentale per tanti lettori, spesso affezionati. Un imponente sito di storia e di attualità con centinaia di capitoli e dossier, con migliaia di pagine e che ha avuto milioni di accessi (in media, mezzo milione l’anno). È, questa del portale web, una magnifica eredità che è giunta l’ora di riformulare completamente e di rilanciare decisamente verso altri destinatari. Pur rivendicandone la continuità, quel patrimonio, perciò, ora assume una nuova dimensione, una nuova caratteristica, una nuova modalità.
Mi è, a questo punto, facile giustificare il nome che la nuova rivista assume; se questo risulta comprensibile sotto l’aspetto affettivo, non di meno, deve essere spiegato sotto quello programmatico. StoriaLibera: un nome che in realtà ne comprende due e contiene il proposito di mettere insieme l’interesse per il passato (la storia), la passione per il presente e il desiderio per il futuro (la libertà). Se la prima parola ci induce a studiare il passato, la seconda ci impone di riflettere sul presente e sul futuro perché se senza consapevolezza della storia non c’è futuro, senza libertà anche le radici più profonde si essiccano in poco tempo. Una storia che non sia libera non è storia, così come una libertà che non si radichi nella concretezza della storia umana non è libertà, ma libertinismo senza prospettive.
Due termini - Storia e Libertà - che sono un programma e che come titolo e come proposta continueranno ad accompagnarci sia offrendo una presentazione al nostro impegno sia dando una sintesi al nostro sforzo. è questa la ragione per cui la nostra rivista si affaccia nel panorama scientifico nella sua duplice e complementare competenza nelle scienze storiche e nelle scienze sociali.
Avrei altri aspetti da presentare ai lettori. Primo tra tutti quello della scelta di pubblicare esclusivamente on line, poi quello della periodicità semestrale, poi quello delle sezioni in cui si articola ciascun fascicolo. Insieme alla spiegazione del peculiare carattere "scientifico" che caratterizzerà la testata, saranno questi, elementi da esporre nei prossimi editoriali. Al momento mi limito alle indicazioni offerte, dandovi già appuntamento alla prossima uscita prevista per gli inizi di agosto.
Che Dio benedica questa nostra impresa.
Il Direttore


Editoriale n. 2. L’avvio di «StoriaLibera»

Questo secondo numero di «StoriaLibera» ci allontana dal momento della nascita della rivista (con le inevitabili suggestioni, piccole o meno che siano) e proietta il nostro lavoro nel panorama culturale e scientifico nel quale intendiamo camminare. Come dire: lasciati gli ormeggi, ora si prende il largo per affrontare la nostra navigazione.
La metafora della navigazione può tornare particolarmente congeniale a chi, come noi, intraprende una nuova impresa. Ogni navigazione comporta una serie di accorgimenti e richiede competenza ed esperienza, coraggio e laboriosità. Può anche riservare incognite e sorprese. Certamente è mossa da speranze ed aspettative. Si prefigge delle mete per il cui approdo abbisogna di bussole, sestanti ed ogni utensile utile per mantenersi fedeli alla rotta imponendo l'uso di ogni strumentazione idonea per poter raggiungere la destinazione.
La nostra navigazione, dicevamo, è ormai avviata e, per poter descriverne, le caratteristiche questi primi editoriali tornano quanto mai confacenti.
Nel primo editoriale mi ero limitato a presentare la rivista nel suo nome (e nel relativo sottotitolo) e nel suo retroterra. Con questo secondo appuntamento con i nostri lettori (come anticipato in quella prima occasione), mi soffermerò su qualche altra caratteristica della nostra pubblicazione.
Innanzitutto la porta di accesso al nostro lavoro. Essendo una rivista on line – ma a questa scelta dovremo dedicare per intero uno dei prossimi editoriali – la prima condizione di visibilità è offerta dal sito web visitabile all’indirizzo www.StoriaLibera.it . I nostri bravi ed esperti informatici ci hanno dotato di uno strumento particolarmente efficace per rendere le nostre pubblicazioni facilmente raggiungibili e comodamente consultabili. A loro il mio personale ringraziamento. Negli ormai molti anni di lavoro speso in Internet, la rete delle reti, ho goduto del vantaggio di avere a fianco alcuni valenti professionisti delle nuove (ormai non più tali) tecnologie informatiche che mi hanno consentito di avvalermi di molte delle virtualità delle nuove frontiere della comunicazione.
Un’altra caratteristica della nostra rivista è la cadenza semestrale della pubblicazione. Avremmo potuto puntare su un unico numero annuale o su fascicoli trimestrali o quadrimestrali. La via di mezzo ci è sembrata la migliore soluzione per evitare sia un’attesa troppo prolungata per i lettori sia una scelta troppo impegnativa per la redazione. «StoriaLibera», quindi, avrà due numeri per ciascun anno che appariranno disponibili nel nostro sito web, rispettivamente a febbraio e ad agosto. O, per lo meno, entro queste date, visto che già il primo fascicolo è stato diffuso prima di quel termine e questo secondo numero esce con largo anticipo rispetto alla sua scadenza ordinaria.
Mi fermo qui per ciò che ancora riguarda la presentazione di «StoriaLibera» perché alla costituzione del Comitato Scientifico occorrerà dedicare l’intero prossimo editoriale. Come promesso ai lettori, in questo secondo numero della rivista i nomi dei membri del Comitato appaiono nelle prime pagine del fascicolo (e nell’apposita pagina del sito web dove è presente anche il curriculum di ciascun accademico) benché solo a partire dal giorno successivo al lancio di questo numero il loro lavoro entrerà in atto.
Agli illustri professori che veglieranno sul rigore intellettuale dei nostri contenuti, sin da ora il nostro più cordiale ringraziamento per aver accolto l’invito a prendere parte a questa nostra impresa scientifica che sempre chiediamo a Dio di benedire.
Il Direttore


Editoriale n. 3. «StoriaLibera», una rivista “scientifica”

Sin dalla prima presentazione ai lettori, «StoriaLibera» si è qualificata come una “rivista scientifica”. Come tutti sappiamo, esistono vari tipi di testate e di periodici. Ma, tra le varie modalità di pubblicazione di un insieme di articoli, assume però una particolare dignità la cosiddetta “rivista scientifica”.
Non è, però, facile precisare con tutta chiarezza in cosa consista il carattere di scientificità. Certamente sarebbe riduttivo attribuire questo requisito solo ad alcune discipline e non ad altre. Ciò che è propriamente scientifico non riguarda, infatti, l’oggetto di investigazione, ma il metodo della ricerca e il rigore dello studio.
Accanto a questa elementare e, tuttavia, nient’affatto scontata precisazione, occorre aggiungere alcune caratteristiche da soddisfare perché, nell’ambito delle pubblicazioni, ci si possa fregiare del titolo scientifico. La comunità accademica, infatti, individua alcuni criteri utili a distinguere le riviste scientifiche da quelle di altra tipologia.
Visitando il nostro sito, il lettore può prendere visione del regolamento che dettaglia e scansiona il nostro lavoro redazionale. All’interno di questo breve documento, si può comprendere come la nostra rivista abbia fatto suoi i più generali criteri accademici e come abbia ritenuto di dover declinarli per il proprio caso.
In quelle note, infatti, si legge (art. 2): «StoriaLibera si configura quale rivista a carattere scientifico: a. per l’impegno atto a salvaguardare l’oggettività e la serietà della ricerca mediante la qualità dei contributi che saranno ospitati (cfr. art. 11), b. per il campo di interesse specialistico che viene ristretto alle scienze storiche ed alle scienze sociali, c. per la diffusione mirata non a destinatari generici, ma ad esperti delle discipline storiche e sociali. StoriaLibera, pertanto, pubblica materiale di studio selezionato di tipo specialistico e non divulgativo».
In un tempo di soffocante burocrazia e di asfissiante regolamentazione anche il mondo accademico non poteva rimanere indenne dalle complicazioni legislative. In base a ciò, lo Stato (ahimè, lo Stato!) pretende di controllare e certificare la qualità delle pubblicazioni cosiddette scientifiche predisponendo una serie di condizioni che, piuttosto, sembrano meditate per scoraggiare chiunque dall’offrire nel mercato culturale i propri contribuiti.
In questa nuova camicia di forza eviteremo di infilarci anche se ciò dovesse comportare la revoca di qualche etichetta o l’impossibilità a rientrare in qualche classificazione. Quella che prende corpo su «StoriaLibera» è una battaglia per la libertà; la rivista vuole rimanere fedele solo al servizio alla verità (ben più che a qualche disposizione parlamentare) e vuole rimanere soggetta innanzitutto al giudizio dei lettori (ben più che all’opinione di qualche commissione).
Siamo tra quanti riconoscono il carattere immorale dell’intervento dello Stato anche per il continuo tentativo di sostituirsi – mediante disposizioni e prescrizioni – alle singole persone nella valutazione di un prodotto, anche quando questo dovesse essere di natura culturale.
Se, quindi, il rigore metodologico non dipenderà mai dagli standard (tanto artificiosi quanto contorti) sanciti dallo Stato e dalle sue regolamentazioni, allora, la scientificità di «StoriaLibera» dipenderà unicamente dall’onestà intellettuale e dal rigore metodologico dei suoi autori.
Che Dio benedica, dunque, il nostro lavoro perché a questo non manchi mai né l’onestà intellettuale né il rigore metodologico.
Il Direttore


Editoriale n. 4. «StoriaLibera» e il suo Comitato Scientifico

Nel precedente editoriale, presentando il terzo fascicolo della nostra rivista, mi soffermavo su quelle caratteristiche che fanno di «StoriaLibera» una “rivista scientifica”.
Non è difficile definire con sufficiente chiarezza questo requisito né determinare le modalità con cui questa peculiarità possa e debba essere applicata. Ciò che rende difficoltoso il cammino di un’iniziativa come la nostra è, piuttosto, la complicazione offerta dalla normativa che lo Stato non risparmia a nessun campo. Al pari di qualsiasi altro, anche il campo culturale o scientifico dovrebbe poter offrire contributi aspettando solo da lettori, fruitori o clienti il giudizio e la valutazione. Nessuna certificazione ministeriale può valere l’apprezzamento dei “consumatori” di un prodotto (anche se di natura scientifica), e nessun interdetto governativo è più grave della sconfessione del “mercato” (anche culturale).
D’altra parte, in regime di libera concorrenza, a nessuno sta più a cuore la qualità della produzione intellettuale che ad un autore o a chi per lui (e, non certo da ultimo, il direttore di una rivista che intende contribuire al dibattito intellettuale). Ciò per dire che l’allergia per le complicazioni normative non solo non dimostra alcuna nostra disattenzione per la qualità, ma – al contrario – significa garantire esattamente la serietà del lavoro in modo sostanziale e non soltanto con comode (e farraginose) certificazioni formali.
Se le rette intenzioni costituiscono un buon punto di partenza, esse, tuttavia, non bastano. Sin dal primo momento, abbiamo ribadito il proposito di essere fedeli a quel rigore metodologico che si addice al lavoro scientifico e che si deve applicare in ogni ambito della conoscenza. Se non riusciremo in questa opera e non manterremo questo proposito, il nostro lavoro, svolto attraverso la rivista «StoriaLibera», si arenerà in un fallimento.
Perché ciò non accada e per godere di tutti i consigli necessari – come ed anche più di ogni altra rivista che voglia dirsi “scientifica” –, «StoriaLibera» gode di un gruppo di autorevoli e competenti personalità accademiche che ci onorano della loro assistenza e della loro partecipazione. Si tratta di figure prestigiose che compongono il nostro Comitato Scientifico.
Non mi soffermo sui compiti assegnati ai membri di questo Board. Tali funzioni sono già illustrate nel nostro regolamento interno. Tengo, piuttosto, a precisare che siamo riusciti a rispettare i tempi che ci eravamo dati per la costituzione del Comitato. Questo era stato presentato già nel colophon del numero 2 della rivista ed è entrato pienamente in funzione con la preparazione del numero 3.
Rispetto ai nomi che hanno costituito il primo nucleo, già oggi – con questo quarto fascicolo – abbiamo un allargamento del numero dei cattedratici ed è probabile che altri potranno successivamente aggiungersi.
A noi – redazione ed autori – la responsabilità di non far venire mai meno l’onestà intellettuale e il rigore scientifico del nostro lavoro. Agli illustri membri del Comitato Scientifico affidiamo il compito di vigilare sulla fedeltà a questi propositi.
Che Dio benedica il comune sforzo e l’impegno di ciascuno.
Il Direttore


Editoriale n. 5. Il convegno di Venezia su Margaret Thatcher

Nei precedenti fascicoli di «StoriaLibera. Rivista di scienze storiche e sociali» abbiamo volentieri utilizzato lo spazio concesso all’editoriale per presentare la nostra rivista nei suoi aspetti di fondo, nelle sue caratteristiche scientifiche, nelle sue scelte editoriali. Così continueremo a fare anche perché occorre ancora dare più di qualche spiegazione ai nostri lettori.
L’editoriale del presente numero si distacca, però, da questa continuità per introdurre una particolarità che il nuovo fascicolo contiene. Si tratta dei testi degli interventi proposti al Convegno sul tema “Italia - Europa: nuova nascita” organizzato dal Circolo Thatcher di Venezia e che si è tenuto nella città lagunare il 23 novembre 2015 nella splendida sala dell’hotel Ca’ Sagredo.
La pubblicazione di due dei tre principali contributi del Convegno fa svolgere a questo numero 5 di «StoriaLibera» anche la funzione di contenitore degli “Atti” dell’iniziativa del Circolo Thatcher. Per questa scelta, un pensiero carico di gratitudine va alla presidente, l’indomita signora Tullia Vivante Failoni, che ha immediatamente accolto la mia proposta.
Il Convegno ha visto la partecipazione del professore Roger Scruton, del professore Claudio Martinelli e del professore Giuseppe Goisis. Come forse non vi sfugge, i tre accademici ci onorano della loro autorevolissima presenza all’interno del Comitato Scientifico di «StoriaLibera».
Il professore Roger Scruton ha tenuto la sua relazione sul tema L’Europa e l’Italia: uno sguardo al passato verso Margaret Thatcher. Il filosofo inglese ha voluto parlare in italiano, ma ci ha concesso anche il testo originale in inglese. Nelle pagine che seguono le due versioni sono offerte nella sezione “Note e Interventi”.
I nostri lettori troveranno, invece, nella sezione “Saggi e Articoli” l’intervento del professore Claudio Martinelli che ha avuto per titolo La politica britannica nel difficile rapporto con l’Europa.
Non è stato, invece, possibile recuperare il contributo del professore Giuseppe Goisis (Europa: un’idea) perché non disponibile in forma compiutamente scritta.
Nel novembre del 2015 il referendum inglese era già nella mente degli esperti, ma era ancora lontano dalle principali notizie dei media. Nonostante ciò, il Convegno manifestava tutta la sua attualità per il merito di aver proposto contestualmente la figura di Margaret Thatcher e la questione degli ordinamenti comunitari. A maggior ragione ora, a seguito dell’ormai storica data di giovedì 23 giugno 2016, giorno nel quale inglesi, gallesi, scozzesi e nord-irlandesi hanno manifestato la decisione di lasciare l’Unione Europea, le riflessioni del Convegno di Venezia si impongono alla nostra attenzione. Anche l’intervento del professore Martinelli, per quanto elaborato precedentemente al nuovo scenario politico che si dischiude con la scelta referendaria degli elettori del Regno Unito, non solo non perde di attualità, ma acquista valore.
Ci sarebbe solo da augurarsi l’organizzazione di un nuovo Convegno per completare ciò che è stato lasciato in sospeso in quello di Venezia e per poter meglio capire quanto sia stato tutt’altro che irrazionale il responso dei britannici.
God save the Queen e and God bless all European peoples.
Il Direttore


Editoriale n. 6. «StoriaLibera», rivista “on line”

Con l’eccezione costituita dall’editoriale dell’ultimo numero, sin dal primo fascicolo ho utilizzato questo spazio introduttivo per presentare ai lettori di «StoriaLibera» le caratteristiche della nostra rivista. Dopo aver passato in rapida rassegna alcune di queste caratteristiche, consentitemi di dedicare, ora, qualche parola alla scelta di pubblicare esclusivamente on line.
Ormai già da qualche anno non pochi testi – in passato inevitabilmente tutti legati alla stampa tipografica – hanno avuto versioni digitali, a volte complementari a quelle tradizionali, a volte esclusivamente in “codice binario”. E la nuova modalità è destinata ad estendersi sempre più, riducendo costi, tempi di realizzazione e spazi negli scaffali.
Ormai alla forma digitale e alla diffusione sul web siamo, chi più chi meno, abituati. Per ciò che mi riguarda, ho iniziato a lavorare assai precocemente in Internet, la “rete delle reti”, introdotto ed istruito da alcuni autentici maestri di informatica (quasi dei precursori dei tempi!) ai quali va ancor oggi la mia gratitudine.
Personal Computer e Internet hanno fornito, dopo l’invenzione di Gutenberg, un’altra accelerazione e una trasformazione del mondo del sapere, facilitando sia la quantità (non tanto la qualità) di ogni genere di pubblicazioni sia la loro diffusione.
Avendo ampiamente conosciuto e lungamente sperimentato le virtualità dell’uso di Internet sarebbe stato assai difficile per noialtri non orientarci sin da subito verso una rivista che avesse nella “rete” la sua collocazione e la sua caratteristica.
La scelta della comunicazione on line, d’altronde, sembra oggi indispensabile per ogni tipo di attività. Per noi, che ormai non siamo degli sprovveduti nel campo, ha rappresentato sin dall’inizio la via esclusiva di produzione del nostro lavoro. Subito, infatti, si decise che «StoriaLibera» non sarebbe uscita in forma cartacea, ma avrebbe avuto esclusivamente la modalità digitale. Sebbene in forma fascicolare – esattamente come se si trattasse di un volume tradizionale –, la rivista, infatti, sarebbe stata letta o scaricata attraverso il sito web.
Diffondendosi sempre più i nuovi formati (con gli strumenti che ne permettono la migliore visualizzazione), abbiamo, così, adottato uno standard di uso larghissimo, facile e gratuito.
Le ragioni di questa scelta dovrebbero apparire evidenti.
Prima di tutto il vantaggio di una tanto agevole quanto estesa diffusione: il sito web, che i nostri due esperti subito approntarono, permette di avere potenziali fruitori in ogni angolo del pianeta e gli articoli in lingua inglese ci consentiranno di allargare la schiera dei nostri lettori ben oltre quelli di lingua italiana.
Poi la semplificazione del lavoro di editing di ciascun fascicolo: rinunciando a stampare le copie, la procedura è notevolmente agevolata a tutto beneficio dei membri della redazione. Anche la immediata consultazione sul sito dei fascicoli di tutte le annate rappresenta un servizio assai gradito a chi, diversamente, sarebbe costretto a lunghe ricerche nelle biblioteche.
Infine, e certo non per ultimo, il risparmio di spesa. L’onere finanziario che da sempre costituisce, in particolare per le riviste accademiche e scientifiche, il vero ostacolo, per noi che non siamo né prolungamento di istituzioni universitarie né espressione di fondazioni culturali, sarebbe stato semplicemente insostenibile.
Come conseguenza di quest’ultima fondamentale condizione, ogni numero della rivista è gratuito e liberamente scaricabile. Si supera, così, il costo di abbonamento che rappresenta, sì, una necessaria compensazione per le spese che l’editore deve sostenere, ma anche una ovvia penalizzazione per i lettori. E una barriera per chi, come noi, è mosso dal dovere a far circolare idee e conoscenze che riteniamo utili per gli uomini del nostro tempo.
Che Dio ci benedica.
Il Direttore